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mercoledì 22 luglio 2015

L'ESATTO CONTRARIO di Giulio Perrone


Quel bacio rubato ai tempi dell’università, Riccardo non se l’è mai dimenticato. Se si concentra, riesce a sentire ancora il profumo di Giulia, così dolce… Ma il suo sogno d’amore aveva avuto un brusco risveglio, perché lei era morta, uccisa nei bagni della Sapienza: un omicidio che aveva scioccato tutti e di cui era stato subito riconosciuto colpevole l’insospettabile professor Morelli. Caso archiviato. Dieci anni, un cambio di facoltà e un fidanzamento mandato all’aria dopo, l’unica certezza per Riccardo è rimasta la fede nella Roma. Non è diventato un grande giornalista, scrive recensioni di libri su “TuttoGiallo” – un infimo settimanale di nera – e di una relazione seria nemmeno l’ombra, se si esclude quella con i coinquilini Sandro, fanatico di Proust, e Rachele, mistress per passione. Fino a quando la sua vita tranquilla, senza scossoni, viene sconvolta dall’urto con il passato, che torna prepotente a pronunciare quel nome: Giulia Rusconi. La notizia è che Morelli, l’assassino uscito da poco dal carcere, è stato ritrovato morto. Tanto basta per riaccendere in Riccardo quella fiamma che non si era mai spenta. E, complice il diario di Giulia ritrovato dopo anni, per trasformare uno svogliato cronista senza ambizioni in un investigatore privato goffo ma deciso a scoprire la verità. Perché, forse, chi ha davvero le mani sporche del sangue di Giulia non ha ancora pagato il prezzo della sua colpa…

Finalmente dopo tanti romanzi, dove l'amore trionfa sempre e i cattivoni del momento battono in ritirata con la coda tra le gambe, mi sono imbattuta in un bel thriller.
Il protagonista di questa storia è Riccardo Magris, un recensore della redazione “TuttoGiallo”, con tre grandi convinzioni: 1. che sarebbe diventato un grande giornalista; 2. che lui e Gaia non si sarebbero mai lasciati; 3. che, con sei punti di vantaggio e lo scontro diretto in casa, la Roma non potesse mai farsi superare dal Milan. Inutile dire che si trattava di sogni più che di convinzioni. Lui è un uomo che vive alla giornata. Mollato da qualche mese dalla ragazza con la quale era andato a convivere, ora si trova a dividere l'appartamento con Sandro e Rachele, due inquilini che sono il suo opposto, ma che pagano puntuale l'affitto e sopratutto rispettosi ognuno degli spazi degli altri. La sua quotidianità viene stravolta da una notizia che riapre una vecchia ferita del passato. Esattamente dieci anni prima, quando lui frequentava l'università di Giursiprudenza, la sua amica e collega, Giulia Rusconi, è stata trovata morta nel bagno dei professori. La colpa era ricaduta sul professor Morelli per aver avuto una relazione clandestina con una studentessa.

I ricordi non sono uno strumento da maneggiare troppo liberamente.
Bisogna mettere tutto in gioco.

Così a distanza di dieci anni, il telegiornale annuncia il suicidio del presunto professor Morelli. E durante una conversazione con Dora, la sua caporedattrice, arriva un flash improvviso: ecco chi su potrà occupare di un caso non ancora chiuso, vista l'impossibilità per qualsiasi giornalista di avvicinarsi all'abitazione dei Rusconi. Riccardo non vorrebbe accettare, non ha la stoffa per imbucarsi a casa di una sua vecchia collega di università, con la quale ci aveva per lo più provato, e fare domande su una morte avvenuta ormai anni addietro. Ma si sa che il destino a volte è beffardo, e durante la funzione del professore, Riccardo pensa di avere le allucinazioni: vede Giulia seduta nell'ultima fila dei banconi della chiesa. Senza pensarci due volte si alza e prova ad andarle incontro, ma la donna, avendolo notato, si alza a sua volta ed esce dalla chiesa volatilizzandosi improvvisamente. Viene a scoprire che si tratta della sorella minore di Giulia, Miranda. Il giorno dopo si imbatte nuovamente nella stessa persona, solo che questa volta nota le differenze tra lei e la sorella morta; e durante queste sue riflessioni non si accorge che davanti a lui si trova proprio Miranda che inizia a urlare come una pazza dandogli dello stalker e del maniaco.

Ascoltare gli altri e immergermi nelle loro storie altrui è una bellissima attività, immaginare come sarebbe la mia vita se avesse contorni completamente diversi.

Peccato che qualche attimo dopo è colta da un attacco di panico e Riccardo, cavallerescamente, l'aiuta a tornare a casa portandole le buste della spesa. Si ritrova in quella casa che aveva sempre visto dall'esterno e immaginando Giulia alle prese con la quotidianità di quell'appartamento. Poggia le buste della spesa in cucina, e una volta che Miranda si è calmata e addormentata sul divano, decide di andare via, imbattendosi casualmente nel diario della vittima. È questione di pochi secondi perché si sa che i giornalisti sono creature estremamente curiose, e anche se Riccardo non vanta quella professione, decide di portare con sé il taccuino per dargli una lettura veloce, pensando che nessuno avrebbe notato la sua scomparsa.

Cerco il suo odore ma i libri sanno dirci solo con le parole qualcosa di chi li ha posseduti.

Si riapre così casualmente un caso che sarebbe dovuto essere risolto dieci anni fa con l'arresto del professor Morelli e successivamente con la sua prematura scomparsa. Ma qualcosa non torna, così Riccardo ci prende gusto e inizia a vestire i panni del giornalista/detective; purtroppo sul suo cammino è destinato a imbattersi sempre nel procuratore che segue il caso, Luca Di Biase. Un uomo di bell'aspetto che lui reputa spocchioso e odioso, arrivando a includerlo nella lista dei suoi sospetti. E vi pare che un giornalista vada a dire al procuratore che potrebbe essere un possibile sospettato??? Assolutamente no. Preferisce portare avanti le sue supposizioni, parlandone solo con persone fidate.

Voglio andare in fondo alla storia. Non si tratta più solo di curiosità o lavoro: qualcosa mi sta chiamando personalmente, qualcosa d'incontrollabile che mi spinge a indagare a fondo. Devo correre.

Riassumere la trama di un thriller non è semplice, troppi pezzi del puzzle che devono trovare la loro collocazione, ma posso consigliarvela fortemente come lettura estiva. Attente a non cedere al fascino di Riccardo Magris perché ha la fama di essere un dongiovanni, e si spera che la sua ultima conquista riesca a fargli mettere seriamente la testa apposto. Il libro è scorrevole e ho apprezzato la scelta dell'autore di inserire frasi tipiche romane all'interno del discorso tra il nostro protagonista e lo zio. Non fatemene una colpa se non ve ne ho parlato, preferisco che siate voi a scoprire come andrà a finire, ma sopratutto a imbattervi personalmente nei personaggi secondari che troverete a mano a mano che leggerete. Un esordio spettacolare per un editore che ha deciso di diventare anche autore. Ora senza rovinare il finale a nessuno, mi piacerebbe porre una domanda all'autore stesso: ci sarà un seguito a questa storia visto il finale aperto? Io lo spero fortemente.


Giulio Perrone vive a Roma, dove nel 2005 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Insegna Organizzazione e gestione delle imprese culturali presso la facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma.


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