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mercoledì 23 settembre 2015

LA MIA VENDETTA CON TE di Giovanna Roma

La rovina di lei, potrebbe essere una salvezza per lui.
Perché difendere la figlia del peggior nemico? La vendetta è a portata di mano ed è così dolce, giovane, perfetta per lui, per saziare la sua lussuria.
Elin crede di sapere come sarà la sua vita, peccato solo di non aver fatto i conti con ciò che è fuori dalla sua bolla felice.
Incontrerà un uomo di nome Maksim, disposto a tutto per la sua vendetta ed entrerà a far parte delle più note organizzazioni criminali russe. Le redini del gioco sfuggono di mano e gli equilibri che si erano creati saranno messi in discussione da passioni ed egoismi.
Riusciranno a capire di non essere più semplici avversari o verranno inghiottiti dagli interessi latenti della mafia russa?

La prima premessa che sento di fare è che non sono una lettrice accanita di dark romance ma mi sono ritrovata a leggere questo romanzo che forse non avrei scelto di mia spontanea iniziativa proprio perché non rientra nel genere che prediligo di solito.
Adoro follemente la sua cover che credo possa attirare sorprendentemente per la cura dei particolari con cui è stata realizzata e la scelta azzeccata del colore di sfondo.
Come è riportato giustamente nella sinossi, il romanzo in questione contiene un linguaggio molto esplicito e presenta la descrizione di scene molto inquietanti che però rappresentano l'ambientazione scelta dalla scrittrice.
Parliamo infatti di mafia russa e di tutto ciò che comporta quel mondo e nonostante la mia “ignoranza” in materia, va riconosciuta un'accurata documentazione che l'autrice deve aver svolto per rendere così reale una trama del genere.

Il romanzo offre una lettura scorrevole e intrigante che suscita l'interesse del lettore e lo spinge a leggere per capire che cosa succederà.
La protagonista scopre, dopo il suo rapimento, di essere la figlia un boss a capo di una delle tre organizzazioni mafiose che hanno il controllo in Russia sul traffico di armi, droga e prostituzione.
A rapirla è un altro boss che cerca vendetta sul clan rivale e che non ha pietà per la ragazza, deciso a farle provare tutta la sofferenza e l'umiliazione che il genitore gli ha inflitto.
Il tutto si svolge in un ambiente in cui la donna vale meno di zero. E' vista solo come un mezzo per procurarsi piacere e niente altro.
Parto con spiegare quello che non mi è piaciuto molto di questa lettura e con questo mi riferisco alla costruzione del personaggio principale femminile.
All'inizio Kate ci viene presentata come una ragazza forte e combattiva, coraggiosa che non esita ad affrontare quello che lei ritiene un ladro che si è introdotto nel suo appartamento. Nonostante abbia una mole massiccia, il volto sfregiato da una cicatrice, non si lascia intimidire e lo affronta impugnando una mazza da baseball pur consapevole di non poter avere la meglio su di lui. Mi sono detta "Ecco una vera e propria guerriera che difende il suo territorio con i denti, una donna assolutamente da apprezzare."
Quello che mi ha lasciata perplessa, continuando la lettura, è stata invece la sua reazione nei confronti di colui che l'ha rapita.


Ora, premesso di essere a conoscenza della Sindrome di Stoccolma e dello stato psicologico in cui si può ritrovare la vittima, mi è sembrato un po' eccessiva la reazione di Kate a tutto quello che ha subito.
Stiamo parlando di uno stupro con cui lui abusa di lei la prima volta e credo che in una condizione del genere sia improbabile che la vittima possa trarne piacere. I rapporti che ne susseguono non sono da meno e mantengono sempre un grado di violenza molto alto, fino a quando, per vendicarsi del padre di lei, lui la fa stuprare in due occasioni distinte, da un gruppo di 4/5 persone.
Consapevole che questo possa essere in perfetta linea con un ambiente mafioso, non mi sento di poter giustificare che ci si possa innamorare comunque di un aguzzino che tratta e usa così.
Da donna non lo posso accettare perché qui non si parla di bondage più o meno estremo o di preferenze sessuali sadomaso più o meno accentuate, una donna a mio avviso non potrà mai reagire così di fronte ad uno stupro compiuto ne tanto meno ordinato.

La mia non vuol essere una condanna contro nessuno ma un libero sfogo personale che spero possiate passarmi. Stiamo ancora lottando per il diritto delle donne in materia di stupro, per far capire al mondo che non c'è atteggiamento o modo di abbigliamento che lo possa giustificare e trovo impossibile che una vittima non provi un odio profondo verso chi le ha inflitto una punizione del genere.
Ho apprezzato di più il rapporto che Kate avrà con Josif, l'ho trovata un'unione più reale rispetto a quella con Maksim.
Per questa recensione non mi metterò a riportare frasi o a raccontare parte della trama perché se uno deciderà di leggerlo è giusto che lo scopra affrontandolo capitolo dopo capitolo.
Non posso dire che non mi sia piaciuto.
La trama è davvero avvincente e nel genere credo che sia un buon libro e che l'autrice abbia margini per poter fare sempre meglio, avendo gettato delle buone basi.



KOBO - RIZZOLI - iTUNES - GPLAY - AMAZON


Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. La mia vendetta con te è il mio primo romanzo ed è autopubblicato.

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