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giovedì 21 gennaio 2016

ARABESQUE di Livin Derevel


Non è la giornata fortunata di Bentley Flores.
L’esame per cui si era dato tanto da fare è stato improvvisamente rimandato, la ragazza per cui ha una cotta non ha tempo da dedicargli, e piove. In più ecco spuntare una donna un po’ hippy e un po’ santona, che lo usa come facchino prima di regalargli una lampada di dubbio gusto come ringraziamento.
Tornare a casa gli pare la salvezza, e invece chi è quello strano ragazzo tutto sorriso che Bentley non ha mai visto prima? Perché sembra così affezionato a lui? Ma soprattutto, com’è che ha la capacità di esaudire desideri?

Bentley non ha idea di cosa inizi a succedere nella sua vita, e tenterà di trovare il modo di cavarsela attraverso una storia impregnata di realismo magico, dove suo malgrado sarà eletto il padrone di un inaspettato genio della lampada.



Livin Derevel costruisce una fiaba contemporanea che, proprio attraverso la chiave dell'ambientazione esotica e sprovincializzante, riesce a mettere l’accento anche su una certa arretratezza culturale del nostro Paese, sul cammino in salita che attende la lotta sacrosanta per la conquista dei diritti e delle opportunità sociali.
Ci sono storie, che nella loro apparente semplicità, ti catturano e ti regalano emozioni. Questa è una di quelle, almeno per me.

Una fiaba moderna, che unisce gli elementi canonici di quel genere letterario, fondendoli con una storia decisamente contemporanea, che potremmo definire young adult M/M. La fusione di questi diversi generi è, a mio parere, ben riuscita e rende il tutto molto interessante. La storia è ambientata in America, a San Francisco per l'esattezza, ma potrebbe essere ambientata ovunque ci siano misteri e magia.
Ma partiamo dall'inizio, ovvero dalla trama. 
Bentley "Ley" è un giovane studente d'Arte, che vive per i suoi studi. Il poco tempo libero che si ritaglia, lo passa perlopiù con la sua collega di studi e amica Kora, di cui crede di essere innamorato. Ma essendo un timido, non trova mai il coraggio per dirle quello che sente.
"Si conoscevano da due anni e da uno di era reso conto che tra loro sarebbe potuto nascere qualcosa. Forse. Certo, Ley aveva una paura fottuta. Kora era la sua antitesi: stabile, decisa, non tornava mai sui suoi passi e non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno, non era affatto timida né si faceva problemi a dare del cretino a uno sconosciuto.  Lui invece era riservato, introverso, intimidito da quello che non conosceva, rifletteva giorni interi su una cosa anche se questa aveva poca importanza, gli piaceva avere il controllo totale della situazione e studiare ogni eventualità prima di agire." 
In una giornata decisamente partita col piede sbagliato, dopo che l'esame per cui aveva studiato per mesi salta, dopo che il tentativo di dire ciò che prova a Kora viene interrotto, mentre piove a dirotto, una strana donna gli chiede aiuto per trasportare delle tele in uno strano negozio, per poi donargli in segno di ringraziamento una vecchia lampada ad olio. Da qui inizia la svolta per il nostro protagonista. Sì, perché ovviamente quella che gli regala non è una lampada qualunque, ma una lampada magica. Ricordate la storia di Aladino? Bene, vi tornerà utile ai fini della lettura.
Ed è a questo punto che conosciamo Frank, genio della lampada alternativo...
dimentichiamoci il genio panciuto di disneyana memoria perché lui è giovane, almeno di aspetto, con un volto grazioso e androgino, due occhi languidi a metà tra il nocciola e il verde, rotondi e grandi come quelli di un cucciolo, un sorriso capace di far sciogliere le calotte polari o il più gelido dei cuori.
Quando si presenta a Ley come genio, ovviamente quest'ultimo pensa ad uno scherzo del fratello, o che Frank sia scappato da qualche manicomio. Per sbaglio quindi spreca il suo primo desiderio e da qui abbiamo un cambiamento che inizia lentamente, inesorabilmente, ma che porta ad una maturazione di Bentley, che scopre parti di sé che non avrebbe scoperto altrimenti.


"Quando Frank si scostò , lo sguardo nel suo, e gli fece l'ennesimo, splendido sorriso, Ley si rese conto di non essere mai stato più contento di aver perso la sua sanità mentale."
Leggendo questa storia si viene davvero catapultati in un mondo fantastico ma al contempo reale. Perché se è vero che è abbastanza improbabile trovarsi un genio della lampada riverso sul pavimento del salotto, le possibilità che  questo comporta, donando la realizzazione di ben tre desideri, il pensiero di utilizzarli al meglio e non sprecarli, scoprire le proprie diversità, manifestare la propria vera natura, non mostrandosi per niente egoisti, tanto da sacrificare ciò che si ha di più prezioso per chi si ama ... beh questo è decisamente molto più plausibile e realistico. Si parla di scelte, di valori, di portare avanti ciò in cui si crede nonostante tutto. Per questo mi complimento davvero tanto con l'autrice, perché ha saputo stare sul filo con grazia e perfetto equilibrio.
Per quanto riguarda i personaggi, sono davvero adorabili. Ve li descrivo brevemente, anche se di sicuro vi sarete già fatti un'idea, almeno dei personaggi principali fin qui elencati.



Ley è un personaggio complesso, non solo perché è un ragazzo che ancora deve scoprire se stesso, ma anche perché caratterialmente tende a non esprimersi, il classico timido che non osa e non si espone, per pudore e anche per una strana forma di orgoglio. Ma non si può non fare il tifo per lui durante tutto l'arco narrativo, perché tutti siamo un po' Ley, spesso e volentieri. Spesso il titubare su una scelta ci fa perdere delle occasioni irripetibili, e solo in seguito ci rendiamo conto di ciò che abbiamo avuto la fortuna di avere e che abbiamo perso. Questo è il leitmotiv di tutto, scopriamo un tesoro che non è quello che avevamo inizialmente immaginato, ma ci rendiamo conto che questo ha una scadenza, un termine non definito ma incalzante come una spada di Damocle. Cosa si fa? Ci si gode il presente senza preoccuparsi? Si evita come la peste questa situazione perché già considerata fallimentare e dolorosa? Questo è ciò che sperimenta il nostro Bentley, ed è stato come vedere un uccellino spiegare le ali e volare. Si capisce che mi è piaciuto? ;)
"Era un salto nel vuoto. Ogni volta che ci pensava gli veniva a mancare la terra sotto ai piedi. Gli faceva quasi paura, come se sulle sue spalle gravasse una responsabilità pesantissima, come se nelle sue mani fosse racchiuso un potere troppo grande perchè potesse usarlo. C'erano un sacco di cose che Ley desiderava. Ma valevano tanto quanto un genio?"


Frank è semplicemente adorabile. Ha la saggezza di chi ha vissuto a lungo e ha visto di tutto. Ma al contempo ha una dolcezza e delle fragilità che mi hanno trasmesso tenerezza. Lui ama con tutto se stesso, ma ha quella sapienza, data solo dall'esperienza, che lo anima e lo porta ad accettare il suo destino.
"Bentley non era un padrone come quelli che aveva avuto sino a quel momento: lui non smaniava per esprimere desideri, anzi. Sembrava quasi che non gliene fregasse un accidente di avere un genio a sua disposizione. Questo un po' lo sviliva. Soddisfare il padrone era il suo lavoro. E se il padrone era reticente cosa doveva fare? [...] Il padrone gli piaceva. Era carino e gentile. Forse un po' testardo nel capire  la questione dell'avere un genio al suo servizio, ma non poteva dargli torto. Da quel poco che sapeva del ventunesimo secolo, intuiva  che la magia e ciò che vi era collegato non fossero visti con l'importanza di quando era nato."
I personaggi secondari della storia sono anch'essi ben caratterizzati. Il fratello e la nonna di Bentley, Kora, e Selene, la strana donna che ha donato a Ley la lampada e che tanto peso avrà nella trama. 
Spero di essere riuscita a trasmettervi quanto io abbia apprezzato questo libro, per le mille tematiche e sotto tematiche che si scoprono durante la lettura. Rinnovo i miei complimenti più sentiti all'autrice per avermi regalato delle ore piacevoli e particolari.


Livin Derevel nasce già col suo bel caratterino, che ancora non l’è passato, e persegue il sogno più banale del mondo.

Ama visceralmente Slam Dunk, i Nickelback e gli Shinedown, i gatti, i bei ragazzi, Frank Iero, Misha Collins e Andy Biersack. Adora anche scrivere, pubblica(va) fanfictions, racconti, romanzi, partecipa a concorsi vincendone anche qualcuno, è articolista e recensore su Sognando Leggendo, mentre è una delle amministratrici di Scrittevolmente. È fondatrice e autrice per ST-Books, e ha tradotto per una casa editrice statunitense. È una che non si decide, in pratica.

Quasi la totalità dei suoi scritti è a tematica omosessuale, un po’ perché le piace fare la diversa e un po’ perché lo è.

Ora va in giro a dire di voler diventare l’Oscar Wilde del ventunesimo secolo, ed è grata a quelli che le stanno intorno per sopportarla sempre e comunque.



Ha scritto romanzi e racconti per Lite Editions, ST-Books, Sogno edizioni, Ilovebooks.
Il suo primo romanzo, Coinvolto dalle Circostanze, è uscito il 14 febbraio 2013.



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