Pagine

martedì 16 febbraio 2016

IL TESORO DEL MELOGRANO di Maria Masella


Spagna, 1823. L’insurrezione capitanata da Rafael del Riego si è conclusa nel sangue, e i liberali sono stati braccati e giustiziati. In un clima di tensione e segreti, un misterioso ricattatore che si firma Melograno si impadronisce di una lettera compromettente per molte persone scampate a stento alla repressione, e il nobile inglese Burt Mailer viene inviato a Toledo per indagare. Ma le sue ricerche non portano a nulla, perché l’atmosfera della città è opprimente come quella di Palazzo Ribeira, presso cui è costretto ad alloggiare. Finché, a un ricevimento, un incontro lo scuote. L’affascinante e imprevedibile Blanca Vilar lo ammalia, risvegliando sogni che Burt credeva di aver dimenticato, e lo conduce alla scoperta di antichi misteri. Ma il segreto più grande è quello che custodisce Blanca stessa. In un intreccio incalzante di pericolo e amore, inganno e desiderio, questo romanzo storico si tinge di rosso. Il colore del melograno, e della passione.
Sullo sfondo di una Spagna ottocentesca, sconquassata da rivolte intestine e non, i destini di due giovani stanno per intrecciarsi. Il clima che si respira è quello di un malcontento generale. 

L’inglese Burt Mailer, reduce di guerra e di nobili origini, si dirige a Toledo incaricato dell’inseguimento di un ricattatore che si muove nell’ombra chiamato Melograno, le indagini finora non hanno portato chissà quali grandi risultati, ma Burt non demorde e nel frattempo è obbligato ad alloggiare al Palazzo Ribeira. 
Un luogo che lo fa sentire in gabbia, incapace di agire liberamente e di seguire il suo istinto …
La pensa allo stesso modo Blanca “Mercedes” Vilar, una donna dalla tipica bellezza mediterranea e veemente che contrasta fortemente con i principi morali dell’epoca.
I giorni che trascorre al Palazzo Vilar si fanno sempre più pesanti e la voglia di evadere e vivere libera dai pettegolezzi infondati della gente diventa ogni giorno più forte.

«L’unico carcere da cui non si può evadere è la propria vita, e nessun divieto è vincolante quanto l’onore.» 

È femminile, indomabile, ammaliante e nasconde un segreto che metterebbe in pericolo la sua incolumità e quella di chi le sta vicino.
Anche se l’attrazione fisica è quella che fa scoccare la scintilla fra i due, il rapporto che s’instaura tra Burt e Blanca diventa sempre più intenso, in una climax ascendente che porterà al coronamento di un amore vero.

Burt avrebbe voluto metterle le mani sulle spalle e scrollarla, scrollarla… Farla parlare, farla piangere, consolarla. Baciarla, risentire le sue labbra. Lo colpì il pensiero che quello fosse amore. 

“Il tesoro del melograno” è il racconto ideale per parlarvi d’amore senza rinunciare ad un’ambientazione storica descritta con minuzia.
La scrittrice inserisce nel contesto tumultuoso della guerra due personaggi dal carattere forte, che si scontrano e s’innamorano bruciando di un’irrefrenabile passione. 
Le azioni, i luoghi e i pensieri vengono narrati con cura e finezza, l’erotismo è presente ma in maniera delicata e assolutamente non volgare.


La psicologia dei protagonisti è ben costruita: Burt è un uomo dalle mille risorse, coraggioso e disposto a far di tutto pur di scoprire verità che gli sono state celate; Blanca è focosa, tenace e inarrestabile, la famiglia per lei significa tutto e non ha paura di lottare per ciò in cui crede.
I sotterfugi, le bugie e i segreti creano quell’alone di mistero che non guasta, ma che anzi accresce la curiosità nel lettore. L’espediente narrativo utilizzato per scoprire il mistero che aleggia attorno alla figura del Melograno è ottimo.
Unica “pecca” è la sua brevità, cento pagine mi sono sembrate davvero poche per una storia che poteva sicuramente essere ampliata e arricchita di piccole curiosità sui protagonisti o sul contesto storico scelto.
Mi sento, pertanto, di consigliarvi di intraprendere la lettura di questo piccolo romanzo rivelatosi piacevolmente intrigante e dinamico.


Sono nata a Genova nel 1948, quindi ho già una certa età. Laureata in matematica ho insegnato fino al 2005. Ho cominciato a pubblicare nel 1986, con racconti di spy (veramente erano di terroristi) su Segretissimo Mondadori. Per anni ho smesso di scrivere poi ho ricominciato saltando da un genere all'altro. Ho pubblicato romanzi “rosa” contemporanei e storici con Curcio, Le Onde, Quadratum, spesso usando pseudonimi. Con Mondadori, nella collana Classic, ho pubblicato dieci romance storici e i due racconti lunghi nelle antologie. Gli ultimi usciti sono disponibili in digitale. Mondadori ha recentemente ripubblicato in digitale Il prigioniero. Fanucci, nella collana Leggereditore, ha recentemente ripubblicato, in cartaceo e in digitale, Le ragioni del cuore, pubblicato tanti anni fa da Mondadori. Con Rizzoli per la collana Youfeel, ho pubblicato Il cliente, La preda e Il tesoro del melograno.
I quattordici noir della serie Mariani e Per sapere la verità con Fratelli Frilli Editori. Due sono stati pubblicati in Germania. I noir pubblicati da Frilli sono disponibili in cartaceo e in digitale.
Ho pubblicato un romanzo femminile, Belle sceme!, con Corbaccio. Sono stata premiata tre volte al Mystfest, una volta all'Azzeccagarbugli, una al Solinas: sempre per il versante in noir.
Ciliegina sulla torta: Premio La vie en rose nel 2015. La vie en rose riguarda il “rosa”: per quale motivo è stata premiata? Perché le signore si sono innamorate perse del protagonista maschile dei suoi noir.


Nessun commento:

Posta un commento