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giovedì 9 giugno 2016

SILENZI, LE URLA DELL'ANIMA di Leonardo Ulisse




Si può amare senza dirlo? 
A qualcuno si deve sempre confessare il proprio amore, anche a delle lettere mai ricevute. Mai inviate per paura, o forse solo per stanchezza. L'amore stanca quando ad amare si è soli.



Ci troviamo immediatamente immersi in poche, semplici e sofferte righe dove vengono riversati i sentimenti nascosti di un anonimo Dante rivolti alla sua ignota Beatrice in forma epistolare.
Lettere che, spesse volte, rimangono chiuse in un cassetto ad ingiallirsi per il timore dell’imprevedibilità della reazione della persona a cui sono indirizzate o semplicemente perché si è stanchi di alimentare un sentimento inequivocabilmente a senso unico.
Prima di addentrarci nella lettura vera e propria, lo scrittore desidera rivolgersi al lettore stesso. 
Vi lascio un passo di questa sua piccola premessa, che mi ha davvero colpita: 

“[…] Nella vita non si dovrebbe mai smettere d’amare, perché anche se fa male, anche se fa paura, anche se può uccidere, ci consente di respirare, vivere. Amare non significa sempre stare con qualcuno, amare non significa appartenere esclusivamente a quella persona, amare non significa cercare di limare quei difetti che non ci piacciono, amare non significa indossare una maschera anzi è mostrarsi nudi davanti a chi potrebbe toglierci tutto ed invece ci regala un respiro.” 

“Silenzi, le urla dell’anima” non è da considerarsi un romanzo con tutti i rigidi canoni che lo compongono, ma una raccolta di lettere che analizza ed elabora un’analisi profonda di un amore platonico e taciuto. Vista la mia indole prevalentemente romantica è stato davvero piacevole addentrarmi tra queste pagine, l’unico “difetto” (se può esser considerato tale) è stata la sua brevità; leggere quelle parole così dolci mi ha fatto desiderare ardentemente di essere io stessa la Musa ispiratrice di un amore così intenso e totalizzante. Anche se qui non c’è un lieto fine e “Beatrice” non è esattamente un modello da seguire.

"Ma quando abbiamo iniziato? Quando abbiamo iniziato tutto questo? Come ho fatto ad innamorarmi senza poter fermare il processo?"


Queste lettere hanno suscitato in me emozioni contrastanti; la mia anima sentimentalista e quella da cinica e pessimista hanno ingaggiato una dura lotta, smuovendo tristi ricordi che credevo di aver chiuso per sempre nel mio personale dimenticatoio. 
Chiudo questa mia breve recensione con una “richiesta”: se amate qualcuno scrivete per lui\lei.  
Non c’è niente di più bello di donare a quel qualcuno una prova tangibile dei sentimenti che nutrite; che sia una lettera, una poesia o semplicemente un haiku, donate il vostro cuore. 
Fatelo senza pretese che se il sentimento è ricambiato, al più presto ne raccoglierete i frutti.





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