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mercoledì 10 agosto 2016

Per una causa comune di Andrew Grey


Un libro della serie “Una buona causa”
Bryce Morton ha bisogno di cambiare aria: dalla morte del suo compagno, avvenuta un anno prima, è diventato distante e taciturno. I suoi amici Jerry Lincoln e Akecheta (John) Black Raven, lo convincono ad andare in campeggio con loro in una riserva Sioux. Anche se l’idea lo lascia perplesso, l’interesse di Bryce aumenta quando conosce Paytah, il proprietario dell’emporio del posto.
La vita di Paytah Stillwater è colma di sofferenza e l’unica cosa che gli rimane è l’orgoglio. Dopo essere stato abusato da bambino e aver visto la propria denuncia accolta con incredulità, si è chiuso in se stesso, ma non riesce a mettere una pietra sul passato, perché la causa del suo dolore sta ancora nella riserva. Paytah è orgoglioso delle tradizioni del suo popolo e custode attento del proprio cuore, ma quando Bryce compie un gesto di altruismo nei confronti di un bambino nativo, le mura che ha costruito attorno a sé cominciano a crollare.
Bryce e Paytah devono affrontare entrambi il dolore che si portano dentro. Quando colui che ha fatto del male a Paytah posa gli occhi su uno dei ragazzini della riserva, i due devono mettere da parte la propria lotta interiore. La ricerca di un modo per fermare quell’uomo li unisce in una causa comune e nel cammino verso un futuro insieme.

Il protagonista di questo libro, Bryce, lo avevamo già incontrato, con un ruolo secondario, nella storia dedicata a Jerry e John e qui, finalmente, ha anche lui lo spazio che merita. Si tratta di un personaggio forte e positivo che non si lascia abbattere dal dolore anche se, all’inizio, ne è devastato; sa rialzarsi e provare a rischiare nuovamente il suo cuore.

Si tratta di un racconto che affronta temi difficili come l’abuso su minore e le squallide condizioni di vita in cui sono spesso costretti i nativi americani nelle riserve in cui sono confinati.
Paytah è un “guerriero” che è stato spezzato, ma non distrutto. È orgoglioso delle sue origini e non potrebbe mai vivere in un luogo diverso dalla riserva in cui è nato e cresciuto, nonostante i brutti ricordi che le possono essere legati.

Due uomini che conoscono il dolore anche se in forme diverse e che hanno la possibilità di trovare, l’uno nell’altro, la chance di poter realizzare la propria felicità che sembrava ormai un’utopia.
Una storia scorrevole e toccante in cui la presenza di Mato e Ichante, i nipoti/figli adottivi di John e Jerry, rende più frizzante e allegra un’atmosfera altrimenti troppo “seria”. Insomma un libro dove la mano di Andrew Grey è sicuramente palese e dove l’amore trionfa sempre su tutto. Ah l’amour!


“Ti comporti come se da qualche parte ci fosse un altro me di cui io non so niente. Io sono io”
“Esiste un altro te stesso”, disse Bryce. “Proprio come esiste una parte di me che nessun altro è in grado di vedere. È così per tutti. La maggior parte di noi cerca di sfoggiare il proprio lato migliore quando conosciamo gente nuova, perché vogliamo piacere. Tu ti comporti da scorbutico, ma non credo sia perché vuoi che la gente ti odi, ma perché non vuoi lasciarli avvicinare”

“Ti amo”, mormorò Pay nell’oscurità, facendo il solletico alle labbra di Bryce col proprio fiato caldo. La maggior parte delle persone poteva solo sentire parole come quelle; Bryce le percepiva anche al tatto. “So che non ci conosciamo da molto e capirò se per te è troppo presto, ma volevo che tu sapessi come mi sento.” Gli sfiorò la guancia. “Piangi?”“No,” mentì Bryce, ma poi si lasciò andare. “Non pensavo che avrei mai più sentito quelle parole dopo la morte di Percy.”

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