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venerdì 20 ottobre 2017

NESSUN PORTO NELLA NEBBIA di Maria Campanaro


TITOLO: Nessun porto nella nebbia
AUTORE: Maria Campanaro
EDITORE: Triskell edizioni
SERIE: Autoconclusivo

Francia, 1671.
L’impetuosa marchesa Isabel de Martigny s’imbarca per la Spagna, per sfuggire ai propositi del duca di Belfort, Primo Consigliere di Luigi XIV, di trasformarla nella nuova favorita del re. Durante una tempesta la sua nave viene assalita dalla Lucky Chance, un vascello pirata sotto il comando del carismatico e irrequieto Julian Koslow.
Scoperto il valore che la ragazza ha per il sovrano, questi decide di barattare la sua liberazione con la consegna del duca di Rocheville, l’uomo che crede il suo vero padre e verso il quale nutre un’oscura ansia di vendetta. In attesa del giorno dello scambio il rapporto tra Isabel e Julian cresce, li porta ad avvicinarsi e allontanarsi come nella sincronia di una danza, come nei passi di un duello, a trovare una sorprendente intesa che mette in luce tutto ciò che li accomuna, a partire dalla sete di libertà e di conoscenza e si trasforma in una passione profonda e definitiva.
Lo scambio con il duca di Rocheville alla fine fallisce: Julian si rende conto che non è la persona che sta cercando. Sarà Isabel a permettergli di scoprire l’agognata verità sulle sue origini, ma numerose avversità li separano da questa rivelazione, sulle rotte seguite dalla ciurma della Lucky Chance, tra battaglie navali, agguati, arrembaggi, razzie, e tra le insidie della fastosa corte di Versailles: con la forza del trascinante amore che li unisce, Isabel e Julian dovranno in seguito affrontarne le schiaccianti ripercussioni sulle loro vite.
Nessun porto nella nebbia è stato un libro che mi ha colpito, sia positivamente che negativamente perciò mi sento di dividerlo in due parti. 
Leggo sempre con curiosità i romanzi ambientati nei secoli passati, sono affascinanti, imprevedibili ma anche molto difficili da scrivere perché non bisogna sfociare nell'inverosimile e fare attenzione nella scelta di un lessico appropriato.
La storia inizia a rilento, viene presentata la società francese, la nostra protagonista e il suo passato.
Stranamente ho fatto fatica anche ad immaginarmi le scene presentatemi e dopo aver agognato una svolta ecco che vengo soddisfatta!
Julian e Isabel si conoscono e da qui tutto cambia! 

"Signori, vi comunico che la ciurma della Lucky Chance vi prenderà sotto la sua custodia fino a data da definirsi." 



La fatica che facevo nell'immaginarmi le scene? Scompare! 
Paura, divertimento, rabbia, amore una valanga di sentimenti! Non sembrava più lo stesso libro. 
Julian è il tipico pirata, affascinante, intrepido, orgoglioso, ma dal cuore sensibile. E' dolce e si innamora subito della gran dama che ha raccolto dalla nave francese. 






"Hai solo due strade. Soccombere, o restare in piedi, aggrappandoti a qualcosa di più forte: l'odio. La vendetta. Perché mentre stai per cadere dopo un colpo violento, è proprio questo che ti risolleva: la certezza della vendetta."





Isabel invece è una vedova appartenente alle famiglie più nobili della Francia e della Spagna ma dobbiamo ricordarci che è solo una ragazza di neanche vent'anni. Costretta a sposare un ricco uomo che la maltrattava ora è libera ed è intenzionata a godersi questa condizione... tutto fino a quando il re di Francia non si invaghisce di lei. Non volendo sottostare all'autorità di un altro uomo decide di scappare e di imbarcarsi per la Spagna, terra d'origine della madre ed è proprio qui che iniziano i veri guai...





"Se sono prigioniera su una nave pirata, creare problemi è il minimo che mi venga in mente di fare!"
"Forse è d'uopo che vi rinfreschi la memoria, signora. La vostra nave è stata sconfitta. Abbordata, affondata. Di conseguenza, noi abbiamo il diritto di disporre delle vostre vite, perché siete tutti parte del bottino. Bottino di guerra"





Pur essendo giovane, la ragazza è indomita, forte, desiderosa di ottenere ogni suo volere.
Non si lascerà certo mettere i piedi in testa da un famoso pirata!
Tutto procede per il meglio ma sfortunatamente arriva il momento di tornare alla vita reale, la corte la aspetta e anche controvoglia è disposta a tornare indietro solo per aiutare il suo amato nella ricerca del suo vero padre.

"Aveva consentito con impensabile naturalezza a uno dei filibustieri più famigerati di quegli anni, all'uomo che avrebbe dovuto ispirarle sospetto e rancore per come la teneva in pugno, per quello che aveva visto e conosciuto di lui, di esplorare gli anfratti più segreti del suo animo, i dettagli più intimi e umilianti del suo passato."

Da qui in poi lentamente tutto crolla. La storia procede in rapida discesa, ho trovato scene confuse e inverosimili che mi hanno portato anche a ridere per l'assurdità, certo alcuni fatti si basano su qualche fondamento ma in questo contesto non ce li ho visti proprio! Il re di Francia avrà certo avuto dei comportamenti inappropriati per amore ma spero non fino al punto che viene narrato...
Finalmente i due protagonisti hanno il loro lieto fine. Punto. Perché il libro non finisce qui? Sarebbe stato perfetto! E sicuramente ne avrebbe giovato.
Sapevo che quelle quattrocento pagine non avrebbero aiutato la storia. Scrivere un buon romanzo storico è già difficile ma scriverne uno lungo? Quasi impossibile.
Se fosse stato diviso in due libri non avrei avuto nulla da ridire. Anzi!
Ed ecco che dopo aver continuato a leggere la vicenda mi sono ritrovata a saltare le pagine in attesa del tanto agognato finale. Non che il contenuto dell'ultima parte non fosse buono o emozionante, ma ha solo appesantito la storia già da sé complessa.


"In quel bacio trovò l'irruenza del mare che si infrange contro gli scogli, quella delle sferzate di vento sopra il cassero di poppa e della veemenza con cui, in pochi minuti, il veliero di Sua Maestà era stato travolto dalla bufera.
Quel bacio non assomigliava a nessuno dei baci ricevuti prima ed ebbe il potere di annientare in un attimo anni e anni di precetti e di convinzioni inculcate dal decoro e dal conformismo, fino a regalarle il sospetto esaltante che la parte migliore della vita fosse ancora tutta da conoscere."

Lo stile e il linguaggio del libro è stato molto interessante. Mi complimento con l'autrice per il lessico usato, molto appropriato all'epoca e alla situazione narrata anche se in qualche punto l'ho trovato difficile.
Se il libro si fosse fermato prima il mio voto sarebbe stato molto più alto.
La storia è originale, interessante, diversa.
E so che alle amanti del genere potrebbe piacere. Quindi non fatevi intimidire dalla seconda parte e dategli una possibilità!


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