mercoledì 25 luglio 2018

L'IRRESISTIBILE di Mathilda Blake


La contessina Belle de Beauregard, cresciuta nello sfarzo dorato del castello del padre, non sa che lo scontento popolare di cui tutti parlano al villaggio sia il preludio della Rivoluzione pronta a infiammare la Francia. Anzi, pensa di dimostrare la magnanimità del suo ceto offrendo lavoro a uno del popolo. Non immagina che l'aitante Démon Lacroix, incaricato di gestire le scuderie, finisca per accendere le sue notti di fantasie proibite. E non immagina nemmeno che gli eventi, con la presa della Bastiglia, la costringeranno a un compromesso proprio con quell'uomo: un cittadino della nuova Repubblica, che detesta e al tempo stesso la attrae pericolosamente…

1785 castello di Beauregard

La giovane Belle vive rinchiusa in una gabbia dorata, protetta dai dissapori che iniziano a sentirsi a Parigi per opera del Terzo Stato (così chiamata la più grande fetta della popolazione francese, quella che più semplicemente non comprendeva al suo interno l'aristocrazia e il clero) che inizia a far sentire la propria voce.
Qui, una ragazzina poco più che diciassettenne, si distingue dai suoi coetanei, dal suo ceto, soprattutto per il suo buon cuore, per l'aiuto che cerca di offrire a chi è messo peggio di lei e, ancor di più, per come tratta gli animali.

A volte penso che il mondo sia completamente sbagliato:
 i cavalli non hanno ceti sociali, 
che siano da tiro, da lavoro, da passeggio.
 Sono cavalli e basta, 
e fra loro si trattano come tali. 
Probabilmente si chiamano tutti per nome, 
nel loro linguaggio equino, si intende.
 Solo noi uomini siamo in grado di trattare i nostri simili diversamente, a seconda di ciò che possiedono anziché di ciò che sono.

Si dice che l'animo di una persona si possa vedere da come  tratta gli indifesi e sicuro, se ciò fosse vero, la fanciulla mostra sotto-sotto una bella caparbietà, ma ancor di più mostra un cuore puro e coraggioso.
Come a voler dimostrare il suo aiuto ai più bisognosi, decide di offrire lavoro come stalliere a un giovane ragazzo che ha pagato sulla propria pelle cosa significhi far un torto a un nobile e insieme a lui, aiutare anche sua madre, trovandole qualche lavoro al castello.

Fisico scolpito, occhi di un verde a cui è impossibile resistere su di un viso dai tratti cesellati.
Un volto che sicuramente Démon sa sfruttare a suo vantaggio quando si tratta di conquistare le attenzioni di qualcuna. Sotto l'aria spavalda e intrepida, si cela una persona dotata di gran cuore, forse molto nascosto ma ben presente se ci si prende il tempo per guardare oltre.
Nel corso degli anni il giovane Lacroix ha imparato a capire il gentil sesso allo stesso modo con cui capisce i cavalli, in un modo più unico che raro. Nonostante ciò non riesce a decifrare cosa si nasconde dietro le parole della giovane contessina, come mai si discosti così tanto dai luoghi comuni del suo ceto senza però sapere che di lì a poco le loro strade si sarebbero scostate, solo per poi incrociarsi nuovamente in un modo del tutto inaspettato.
La curiosità divampa, questo è certo, al punto da continuare a chiedersi cosa si celi sotto la maschera di pacata compostezza che indossa la fanciulla.


 Intendo dire che se voi, una contessa,
 e io, un popolano, 
fossimo amici in qualche modo,
 la vostra teoria si dimostrerebbe quantomeno possibile. 
Avremmo scelto la nostra amicizia indipendentemente dai condizionamenti sociali



1792
Gli ideali della rivoluzione francese, dopo la presa della Bastiglia, dilagano sempre più in ogni villaggio e cittadina, al punto che anche in un paese come Cellettes essere aristocratici è un problema. Ciononostante Belle ha sempre trovato un modo per sfuggire dal castello e aiutare, per quanto le è possibile, i suoi sudditi.

Da anni, dello stalliere che ha risvegliato i suoi sensi e catturato l'interesse, non si sa più nulla, non da quando è partito, arruolandosi nelle forze armate. L'addio con cui ognuno ha preso la propria strada  quel giorno di tanti anni fa non è stato un bel momento, però questo non ha mai fermato Belle nell'aiutare la madre di quel ragazzo.
Eppure, nel momento in cui i suoi occhi ne hanno incrociato altri due, di un verde intenso, nessuno ancora poteva sapere in che modo il destino avrebbe giocato con le loro vite. Da una parte Lacroix ha trovato ogni scusa per fomentare il proprio odio verso l'aristocrazia, verso quegli ideali per lui così sbagliati, dall'altra la piccola contessa, ormai cresciuta, seppur condividendo ideali progressisti per quell'epoca, nulla può per l'etichetta con cui è nata, la stessa che contraddistingue lei come una di quelle persone dal sangue blu e Démon uno appartenente al terzo stato.

"Non ho nessun obbligo, Rosemonde. Né verso di voi né verso di lei, né verso un Dio in cui ho smesso di credere quando ho visto cosa permette che accada in guerra.”
 Il prete aveva sorriso. “La guerra è degli uomini, non di Dio. Abbiamo il libero arbitrio per decidere delle nostre vite e delle nostre azioni. (...)"

In una Francia nel pieno fermento della Rivoluzione, due animi che si trovano ai confini opposti della società si ritroveranno a combattere non solo per i loro ideali, ma anche per la loro salvezza. Se è vero che dapprima fra loro si fosse trattato solo di un perverso gioco in cui il ceto basso  potesse rifarsi sull'aristocrazia, presto il protagonista si renderà conto che anche nei periodi più bui, nel marciume della società, si possono trovare delle perle così rare che l'unica cosa da fare è proteggere ad ogni costo.

L'irresistibile, questo il nome del primo libro della duologia Passione Francese, è un'opera le cui vicende narrate sfidano ogni regola sociale all'epoca dei fatti narrati. In una Francia in cui non si vedeva l'ora di versare il sangue blu degli aristocratici, la storia di Démon e Belle spicca come un faro in mezzo all'oceano, capace di catturare il lettore sin dalle prime pagine, merito anche dello stile  dell'autrice, accompagnato qua e là con accenni (e talvolta anche scendendo più nel dettaglio) del periodo storico affrontato, quello della Rivoluzione Francese.


Ha un nome inglese, ma è italianissima e quando le domandano come mai si chiami così, le piace mantenere un’aura di mistero e risponde che forse è per via della sua doppia personalità. Cresciuta in una famiglia abbastanza disillusa, Mathilda invece ha sempre creduto nell’Amore con la A maiuscola e il suo uomo è proprio come i protagonisti maschili dei suoi romanzi: pericolosamente affascinante, ma all’apparenza insopportabile. Vive con lui tra la vecchia casa rurale sulle colline attorno al lago di Bolsena e la sua amata oasi per la salvaguardia di alcune specie in via di estinzione alle Canarie. Grande appassionata di animali, ama leggere, suonare il piano, danzare, concedersi lunghe passeggiate a cavallo e, soprattutto, trovare sempre nuovi sogni da realizzare.




Nessun commento:

Posta un commento