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lunedì 23 novembre 2020

IL PONTE DELLE DANZE MACABRE di Annina R.



Ogni essere umano è sia luce che ombra, ma in alcuni l’oscurità è talmente forte da distruggere anche il confine tra la vita e la morte.

Una città svizzera. Il ponte sul Reuss con i suoi disegni di morte.

Una nobile famiglia di pittori. Un devoto servitore della Nera Signora e la sua vendetta da portare a compimento. Quanto è sottile la linea tra immaginazione e realtà? Può l’amore spezzare una catena fatta di sangue?

«Avete paura di me?»

«Devo averne?»

«Un po’, la paura amplifica ogni sensazione dal dolore al piacere. Lo sentite il piacere? Striscia sotto la vostra pelle, nonostante la voglia di fuggire da questo mostro. Vi eccita tutto questo è nella vostra natura corrotta e perversa.»

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Una Lucerna notturna e fredda fa da sfondo a questa storia ambientata più di due secoli fa. Il buio della notte invernale, reso ancora più scuro dalla mancanza della luna, è il palcoscenico ideale per il protagonista affascinato dalla morte.

 

«La morte è ineluttabile, la fine di ogni cosa, un nemico contro cui non si può vincere. Come può non affascinare?» 


Edward Gasser si nutre d’oscurità, la cerca nel cuore dei suoi amanti e dopo averli scelti li attira a sé accompagnandoli in un viaggio mortale fatto di lussuria e piacere. E loro si fidano, e come potrebbero non farlo? Edward è bello e tenebroso, proprio come il peccato, è elegante e austero e promette tutto ciò che loro vogliono avere. È suadente e abile nel convincere chi come lui anela all’estasi. Una volta accecati dal desiderio più infimo e conquistati dall’idea di possesso, tutti perdono ogni freno inibitore, abbandonano la moralità e si buttano consenzienti ma inconsapevoli, in un vortice malefico e osceno che li porterà all’inevitabile perdizione. La morte diventa la giusta ricompensa per una notte di godimento estremo. Il ponte Spreuerbrücke è il luogo dove si consumano i riti ma anche il posto dove Edward subisce la più amara sconfitta dall’uomo di cui si è innamorato davvero. Non era mai successo prima. Ci erano voluti cinque anni per raggiungere il suo scopo e fare in modo che il conte Ryan Stalder diventasse suo amico e si fidasse ciecamente. Bello oltre ogni dire, per arrivare a possederlo, Edward scende a compromessi fingendosi addirittura interessato alla sorella minore e accettando un fidanzamento che non avrebbe mai avuto un seguito. Nonostante una corte serrata, Ryan, l’oggetto del suo desiderio, si ribella annientandolo una volta per tutte. L’amore si trasforma in odio ed Edward, accecato dalla rabbia, prima di morire scaglia una letale maledizione sugli Stalder. La sua anima non troverà pace fin quando l’ultimo dei discendenti della famiglia non verrà ucciso.

 

La rivincita su quella famiglia era diventata la sua bibbia, il testo scritto con il sangue con cui cibava l’anima ogni mattina. […] La vendetta per chi come lui aveva sempre onorato la Nera Signora, era stata il lasciapassare per restare in quel mondo. Fin quando non li avrebbe schiacciati tutti non ci sarebbe stato nessun eterno riposo, dal primo all’ultimo avrebbero pagato il degno tributo per l’atto ignobile compiuto da Ryan.


Un secolo dopo con l’arrivo di Andreas Stalder a Lucerna Edward ha finalmente l’opportunità di portare a termine la propria vendetta. Andreas sembra la copia sputata di Rayan ma, a differenza del suo avo, l’affascinante giovane pittore possiede un’indole perversa e un’aurea scura che lo rende la vittima sacrificale perfetta.


«È così simile a te. La stessa oscurità che cerca di tenere a bada, fiero, altezzoso e bugiardo. Siete diversi solo per i compagni di letto, gli piace sentirsi dentro il corpo di un altro uomo.»

 

Assistiamo a una vera e propria caccia all’uomo, spietata e priva di misericordia. L’intento di Edward è quello di offrire l’ultimo sacrificio alla Nera Signora per poi, alla fine, raggiungerla.

 

«A volte crediamo nel bene perché non possiamo sconfiggere il male. Ma finché il male perdura, non può esserci la parola fine.»


Nell’oscurità si consuma il dramma di Andreas alla costante ricerca della pace interiore. Diviso tra l’amore per il suo compagno Cristien e il desiderio di perversione offerto da Edward, è in procinto di perdere la ragione. Tornare nella città degli avi ed entrare per la prima volta nella casa di famiglia scatena in Andreas un vortice di sensazioni forti, le stesse che credeva dimenticate da tempo. 


Per Edward è un gioco da ragazzi portarlo al limite della pazzia, conosce tutte le sue debolezze e le manovra come vuole. 


In effetti tutto in lui sembrava studiato, come se ogni movimento fosse una danza. La danza di un serpente che con il suo sinuoso incedere irretisce le vittime prima di ucciderle.


Il passato fatto di desideri osceni e di perdizione torna prepotente a bussare alla porta della sua coscienza. Andreas lotta con tutte le forze, tenta di resistere in nome dell’amore che sente per Cristien. Ma la carne è debole e il desiderio di riprovare il gusto del proibito troppo forte per non assecondarlo.


L’odore del proibito che esalava dalla pelle risvegliava la sua eccitazione, quella voglia di piaceri sporchi. A volte i pensieri, quelli che più si combattono, vengono su dal profondo in cui sono stati gettati proprio nei momenti meno opportuni. 


Il romanzo è dunque una sorta di viaggio introspettivo dell’uomo alla ricerca di se stesso. Un tentativo di trovare la giusta collocazione in una società le cui regole, il più delle volte, attentano alla libertà della persona. L’atavica lotta tra il male e il bene, il giusto e il deplorevole, il desiderio e la razionalità, la purezza e la lussuria sono le colonne portanti sulle quali si sviluppa questo paranormal dalle fosche tinte gotiche. Nonostante la presenza di fattori cupi la storia risulta tutt’altro che opprimente. La chiave di lettura è il chiaroscuro presente sia nel paesaggio, sia nei personaggi. La neve che cade incessantemente su Lucerna non rischiara con il suo candore la città, ma si perde nella notte scura e senza luna. 


In effetti tutto in lui sembrava studiato, come se ogni movimento fosse una danza. La danza di un serpente che con il suo sinuoso incedere irretisce le vittime prima di ucciderle.

 

 Cristien è la luce, dunque, Edward raffigura la tenebra più buia, l’uno rappresenta la spiritualità e la purezza dell’amore, l’altro la dannazione e l’immoralità del desiderio. Il primo possiede la passione, il secondo esalta la lussuria. Andreas resta fermo a contemplare, come Dorian Gray, il ritratto della sua condanna, sempre più simile al suo carnefice, incapace di scegliere da che parte andare.

Dannazione e redenzione, peccato e verità, morte e vita si alternano seducendo il lettore, inoltre lo stile preciso ed elegante dell’autrice e il ritmo incalzante della narrazione tengono alta l’attenzione. Non si ha il tempo di prendere fiato perché il ritmo precede spedito in un crescendo di suspance fino al climax finale.

Consigliatissimo!



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