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lunedì 27 febbraio 2023

Review Tour: DANCING IN THE DARK di Moloko Blaze

 

Non mi sarei mai liberato del sogno di lei. Mi sarebbe rimasto incollato all’anima come una canzone, una lacrima invisibile che avrebbe solleticato il mio cuore per sempre. Un cuore che per molto tempo avevo creduto inutilizzabile. 

Quando le viene proposto di diventare la violoncellista dei Cult Of Essence, band indie folk in ascesa, capitanata dall’ambizioso frontman Eric Jordan, River Price sale su quel bus senza guardarsi indietro. In fondo, non ha nulla da perdere visto che ha già perso tutto, compresa una vaga affezione nei confronti della vita. River vive suonando per strada, le sue radici le ha recise da tempo e non ha il sogno di un futuro a cui affidarsi. Al contrario di Eric, che invece da quel futuro è tragicamente ossessionato. Un sogno che coltiva da dieci anni e che sarà il riscatto per la sua famiglia, che merita tutto ciò che lui sarà in grado di offrire con la fama e la ricchezza. E poi c’è la musica, su cui lui ha basato la sua intera esistenza, a costo di rinunciare a tutto il resto, amore compreso. Niente e nessuno dovrà frapporsi fra lui e quel futuro, nemmeno quella violoncellista prelevata dalla strada e che lo ha stregato dal primo istante. Ciò di cui Eric non tiene conto però è l’amore sconfinato che quella ragazzina a cui piace “danzare nell’oscurità” ha tutta l’intenzione di donargli, persino senza ricevere nulla in cambio.

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Saliamo tutti insieme sul bus dei Cult of Essence e seguiamoli nel loro tour verso il successo. Tra canzoni, amori, dolore e rivalità, scopriamo i segreti dei personaggi della storia. La band formata da quattro ragazzi e una ragazza, sono un gruppo di talento con tutte le carte in regola per arrivare lontano.


Eric Jordan è il front man ambizioso e bello ma anche il punto di riferimento degli altri compagni. Con una voce graffiante e un corpo che induce al peccato, Eric incarna l’uomo del momento, circondato dalle fan dopo ogni esibizione elargisce amplessi e serate indimenticabili alla fortunata di turno. Una botta e via, dunque, senza impegno e senza alcun coinvolgimento emotivo. Non c’è amore nel suo futuro (ha già sofferto in passato e non vuole soffrire di nuovo), ma solo un mero e corroborante divertimento. Il suo scopo è quello di raggiungere il successo a qualunque costo, re questo include anche la rinuncia all’amore.

… non c’erano dubbi che River mi piacesse. Fisicamente, artisticamente, caratterialmente. Era pura perfezione per uno come me, ma sarebbe stata anche una dannata spina nel fianco.


 

Poi c’è River, la violoncellista, una ragazza dolce e tranquilla all’apparenza, suona divinamente e canta con la voce di un angelo emozionanti duetti con Eric che mandano in delirio chi ascolta. La bellezza esterna è un paravento dietro il quale si nascondono anni di dolore e sensi di colpa, troppo grandi da gestire e impossibili da sopportare. Con il cuore a pezzi e senza più speranze, si unisce comunque alla band senza alcuna aspettativa.

 

Ma River non si faceva certo idee sul futuro. Se l’avessero confermata, non sarebbe stata più felice o più triste. Si sarebbe sentita soltanto in colpa. Ma tanto si sarebbe sentita in colpa anche se non fosse partita con loro. Sarebbe stata una di quelle ragazze che vivono di rimpianti e Jessie non gliel’avrebbe perdonato.

 

A bordo del loro pulmino, i Cult girano gli States portando la loro musica nei vari locali di tutto il Paese. I ragazzi sono bravi ma la strada verso il successo è ardua e assai insidiosa, Eric e soci devono combattere duramente per non cadere vittime del loro stesso sogno.

Tra una canzone e l’altra, un arrangiamento di chitarra e un giro di archetto sulle corde del violoncello la storia prende vita e si sviluppa seguendo uno preciso spartito. Partendo con un’overture leggera, il romanzo si arricchisce di contenuti, nel nucleo centrale, più drammatici e profondi, e si conclude seguendo la cadenza di una marcia trionfale. Lo stile frizzante dell’autrice detta il ritmo della narrazione, come se invece di scrivere sulla carta, abbia voluto comporre una canzone. Il romanzo risulta scorrevole e mai pesante, neanche nei momenti più drammatici. Il viaggio nei sentimenti risulta bello e armonioso, e l’alternanza di luci e ombre è studiato alla perfezione per poter arrivare a un esito finale grandioso.


L’impressione che danno Eric e River all’inizio del romanzo è assai diversa da quella che poi avremo di loro alla fine. Tra i due lui sembra il più superficiale, il tipico maschio senza regole che ama la vita e il “sesso senz’impegno”.

 

«Credimi, è molto meglio non illudere nessuno. Non siamo tagliati per mettere su famiglia, Nashville. Prima o poi dovrai accettarlo e accontentarti di scopare con perfetti sconosciuti anche tu.»

 

River invece non ha paura di lasciarsi andare, è innamorata di Eric ma al contrario di lui, non si vergogna di ciò che prova, non si nasconde dietro frasi fatte e luoghi comuni, ma è disposta a mettere in gioco il cuore. Eric rifugge l’amore per salvarsi, River invece ricorre al sentimento per annientarsi completamente.

Non aveva mai avuto paura di soffrire. Finché non aveva dato un altro significato alla parola “sofferenza”, dopo la sua storia con Jessie. Jessie… anche solo a pensare al suo nome le sembrava di sanguinare ancora. Ma in fondo, anche sanguinare era un indizio che fosse ancora viva.


Il senso di colpa affonda le radici in un trascorso fatto di dolore e morte, di rinunce e sacrifici, e alimenta da sempre il suo autolesionismo impedendole di dimenticare. River anela alla sofferenza, così come un assetato spera di trovare l’oasi nel deserto, brama di perdersi nel buio più assoluto della perversione e del vizio, solo per ricordare a se stessa di essere viva ma di non meritare la felicità.

Così i ruoli si si capovolgono: Eric si spoglia della superficialità iniziale così come River abbandona il suo stato di purezza. L’uno incarna la luce, l’altra l’oscurità; Eric è il vero leader, (lo si evince anche dal punto di vista in prima persona usato dall’autrice. Mentre per gli altri, compresa River si parla in terza persona, come a voler sottolineare una specie di gerarchia immaginaria), colui che sente sulle spalle il peso della responsabilità del successo del gruppo. La roccia sulla quale tutti contano, il faro intorno al quale ruota l’intera band. Il suo carattere forte e appassionato gli permette di strigliare duramente i compagni quando è necessario e al contempo di tendere la mano per aiutarli.

 

Prima di River, non avevo mai conosciuto una creatura così luminosa danzare a braccetto con l’oscurità. Era fantastico vederla volare con la musica o quando era sopra di me a fare l’amore. Ma era devastante osservarla mentre strisciava a fondo attirata nell’abisso da quali mostri.

 

River, dall’altro lato, ci appare molto fragile e disperata. Il suo tracollo emotivo e la negatività che questo comporta non sempre però risultano, di facile comprensione. Si è propensi infatti a pensare che una ragazza giovane abbia il tempo e le capacità di rimettersi in piedi dopo ogni caduta. La vicinanza della famiglia e degli amici e il loro aiuto dovrebbero favorire la rinascita. Così come il ricordo di aver donato qualche attimo di amore a chi non aveva più tempo per viverlo, dovrebbe rincuorarla, in qualche modo. Ma invece di essere vissuto come qualcosa di buono, il suo atto misericordioso e altruista la fa star male e la condanna in eterno. Così River preferisce allontanarsi da tutto ciò che potrebbe darle conforto, preferendo vivere alla giornata e senza limiti, alla ricerca vana di una sorta di espiazione continua e interminabile.

 

Nell’oscurità di quel seminterrato, si annullarono dolcemente in una danza erotica senza limiti. Ancora al buio, ancora in segreto, come era stata tutta la loro storia. Con la paura di non essere giusti l’uno per l’altra ma anche il terrore che invece lo fossero. Fino a che non si sarebbero svegliati all’alba e di loro non sarebbe rimasta soltanto la scia scolorita di un sogno.

 

Ed ecco che l’incontro tra Eric e River assume un risvolto importante, diventando la chiave di volta per il cambiamento, la crescita e la maturazione di entrambi. Con forza e determinazione Eric soccorre sempre, la sua presenza costante diventa il balsamo luminoso e vitale adatto a lenire le ferite profonde del suo cuore spezzato. Mentre River, con perseveranza e dolcezza, lo aiuta a ritrovare la fiducia nell’amore.



Nel romanzo anche i personaggi secondari sono importanti. Essi giocano un ruolo decisivo non solo per la crescita dei protagonisti, ma anche per la riuscita del progetto. Come una famiglia l’intera band, sbaglia, cade, si rialza e aiuta. Le azioni e le parole non hanno secondi fini ma derivano dalla consapevolezza che solo un’unione salda e leale, come appunto la famiglia, possa garantire il successo.

Il finale è giusto non perché risponda ai canoni del romance, ma perché mai come in questo momento il lieto fine è davvero meritato.

Tra tutti i romanzi di Moloko DANCING IN THE DARK e quello che mi ha colpito di più. Pur riconoscendo la qualità indiscusse dei romanzi precedenti, qui l’autrice si è superata. Ora che l’asticella si è alzata, sono curiosa di vedere cosa s’inventerà per eguagliare o superare questa meraviglia.

Consigliatissimo!


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