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lunedì 6 luglio 2015

ORNELLA ALBANESE: INTERVISTA a cura di Francesca Mola

                                           
Nata a Giulianova, in Abruzzo, Ornella Albanese afferma di non ricordare un solo periodo della sua vita in cui non abbia scritto. Ha cominciato a pubblicare a sedici anni e da allora non ha più smesso, collaborando con alcune riviste e pubblicando oltre dieci romanzi. Si considera una donna molto fortunata perché è riuscita a far coincidere la sua più grande passione con il lavoro. Ama il mare, le antiche civiltà e buon cinema. Ha vissuto a Lecce, a Milano e anche all'estero, con la complicità di un marito ancora più randagio di lei. Attualmente abita nel cuore di Bologna, in una bella casa che si affaccia sui caratteristici tetti rossi.

Dopo aver pubblicato otto romanzi contemporanei (ed. Le Onde), dodici romance storici (I Romanzi Mondadori) e due thriller storici (Fanucci), Ornella si cimenta in una commedia brillante, Sotto la stessa luna.




Benvenuta Ornella, grazie per la tua disponibilità. Vorrei parlare dei tuoi inizi, la tua gavetta. Puoi raccontarci quando hai capito che la scrittura sarebbe stata la tua vita? Come sei riuscita a realizzare il tuo sogno?

Io credo di averlo sempre saputo. Ho cominciato a scrivere quando ero troppo piccola per pensare ad altro che non fosse il puro piacere di scrivere. A sedici anni ho avuto voglia di condividere i miei lavori ed è cominciata così la mia collaborazione alla narrativa di diverse riviste. Poi diciamo che tutto è stato molto fluido e naturale: proponevo i miei romanzi alle case editrici e loro li accettavano. Prima Le Onde e poi Mondadori per la collana I Romanzi. A quel punto sono stata contattata da Fanucci e questo mi ha permesso di approdare al thriller storico, il genere che forse sento più congeniale.


Hai scritto dodici romanzi storici per la collana “I Romanzi Mondadori”. Hai un periodo storico prediletto? Quale, e perché?

Preferisco senza dubbio il Medio Evo perché calarmi in quel periodo storico mi crea una tale tensione che si traduce in romanzi dallo stile potente. Sono convinta che nel Medio Evo i sentimenti degli uomini fossero estremizzati. Non esistevano freni e l'odio, l'ambizione, l'amore avevano una connotazione di violenza e di passionalità quasi ferine.
Comunque mi piace anche molto l'Ottocento, che mi permette di giocare con atmosfere più morbide, situazioni intriganti, dialoghi brillanti e ironici.


“Sotto la stessa luna” è la tua ultima fatica. Una bella commedia brillante, questa volta. Storia leggera e spiritosa, un omaggio ai romanzi rosa. Avevi voglia di tornare al romanzo contemporaneo?

Per Le Onde ho pubblicato otto contemporanei molto diversi tra loro: ho sperimentato la commedia, il romanzo drammatico, il thriller, anche una storia quasi surreale. Dopo tanti storici, avevo sicuramente nostalgia del contemporaneo e così ho scritto Sotto la stessa luna, un romanzo dalla struttura originale e dalle situazioni divertenti. Dopo aver conosciuto così a fondo il mondo del romance, desideravo fare un omaggio al romanzo rosa e alle tante lettrici del genere, che sognano su un libro e che a volte amano identificarsi con la protagonista.


Puoi parlarci di Lucrezia, la protagonista?

Io adoro Lucrezia. La Lucrezia che si mostra al mondo, ma anche la Lucrezia ben nascosta sotto la facciata di ragazza brillante e appagata. Lei lavora in una casa editrice di nicchia ed è costretta per lavoro a leggere ignobili romanzi, così quando per caso si ritrova tra le mani un romanzo rosa... bene, succede di tutto! Ma solo quando le sconfitte diventano tante e tutte catastrofiche, riesce finalmente a far riemergere la vera se stessa.


Con “Sotto la stessa luna” stai sperimentando la strada del self publishing. Una scelta adottata da anni, con enorme successo, dalle più grandi autrici americane. Perché hai deciso di autopubblicarti?

Perché, come si è capito anche dall'intervista, sono una sperimentatrice e il self mi ha incuriosito. Creare un romanzo è bellissimo, ma trovo che sia eccitante anche la fase tecnica di una pubblicazione, dalla scelta della cover alla definizione della quarta, alla creazione di un trailer. A questo punto ho capito però che il self esige anche una grande capacità di autopromozione, esperienza nuova per me perché finora il grosso del lavoro lo facevano le case editrici.


Pensi che il self possa aprire nuovi scenari nel campo dell’editoria?

Sono convinta che abbia già cominciato ad aprirli. Negli ultimissimi anni è cambiato davvero tutto:  l'esordiente ha a disposizione un mezzo fantastico che può dargli grande visibilità. E poi basterebbe vedere come anche grandi case editrici stiano scegliendo i loro autori nel mondo del self. Certo qui in Italia i numeri sono diversi: le autrici americane, di cui parlavi prima, possono contare su un mercato davvero oceanico. L'ebook, comunque, apre nuovi spiragli anche a noi, per i molti italiani che vivono all'estero. Ieri per esempio una lettrice di Tucson, Arizona, ha acquistato Sotto la stessa luna.


Sei un punto di riferimento (e lo dico con cognizione di causa, credimi) per le nuove leve. Un consiglio da dare loro?

Vivere la scrittura con passione, leggere gli autori di riferimento pensando solo a scrivere in modo diverso da loro, in fase di revisione tagliare senza pietà tutto quello che non convince. E amare sempre questo mestiere, anche nei momenti negativi: tutto quello che ci fa soffrire ci regala esperienza.


Ultima domanda: i tuoi progetti futuri.

Sto finendo di scrivere un romance per Mondadori, quello che chiuderà la trilogia della Sartoria dell'amore. E poi mi sono posto un obiettivo: nessun romanzo deve restare troppo a lungo nel cassetto. Il self permette anche questa scelta.


Grazie, Ornella, per la tua gentilezza. Buona fortuna per “Sotto la stessa luna” (alla fine dell'intervista il simpatico trailer), a presto!

Grazie a te per l'ospitalità, Francesca, e un caro saluto a tutte le amiche del blog!



Guarda il book trailer





                        Sotto la stessa luna
Cosa succede se un romanzo rosa diventa il protagonista di un romanzo rosa?
 Detta le regole, crea imprevisti e seduce completamente Lucrezia, che lo ha acquistato per noia e storcendo un po’ il naso. Così lei si trova a imitare la protagonista del libro che, guarda caso, ha il suo stesso nome. L’Altra Lucrezia diventa il suo spirito guida e le soffia all’orecchio di lasciare il fidanzato perfetto e di dire il primo no al suo capo, dopo anni passati a strisciare. Ma l’Altra Lucrezia, smagliante tra le pagine del romanzo, brancola penosamente se si misura con il mondo reale e nessuno dei suoi consigli sembra andare a buon fine.
Forse pitturare di azzurro mare le pareti di casa, potrà servire ad arginare il vortice degli eventi negativi?
O sarà la luna a operare il sortilegio, regalando un lieto fine persino più sfolgorante di quello di un romanzo rosa?


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