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mercoledì 8 luglio 2015

Salvare Sean di Con Riley




Un libro della serie Storie di Seattle.

Quasi un anno dopo essere stato rifiutato per un altro, il paramedico di Seattle Peter Morse soffre ancora, ma quando l’uomo che lo ha respinto gli chiede un favore, acconsente. La sua missione: rintracciare Sean Reid, il fratello in fuga di un’amica comune. Peter non ne è entusiasta, finché non trova Sean ferito sul ciglio della strada. Tutto in Sean suscita gli istinti protettivi di Peter – salvare la gente è quello per cui vive – ma non aveva previsto di perdere la testa per una persona così decisa a scappare. Oltre alle ferite fisiche, Sean combatte contro il dolore e il senso di colpa, e il caos che il padre eremita ha lasciato dopo la sua morte minaccia di sopraffarlo.
Salvare Sean vuol dire per Peter abbandonare il proprio orgoglio e rivolgersi ad amici e parenti. Chiedere aiuto è una pillola amara da ingoiare per Peter, ma se lui non riesce a farlo, come può aspettarsi che Sean accetti a sua volta il suo aiuto… e il suo amore?

Si tratta di un libro autoconclusivo, ma lo raccomando dopo la lettura di “Dopo Ben” perché permette di assaporare maggiormente la storia di Peter e di seguire le vicende di personaggi secondari, ma per questo non meno carismatici, come Joel, Evan, Aidan, Maggie e Marco.  

Quindi Peter, già introdotto nel libro precedente, vede qui la possibilità di realizzare l’happy end sognato e negato con Theo. È un uomo che ha fatto dell’aiutare il prossimo la sua professione, ma che a causa di essa è dovuto rimanere per mesi lontano da casa. La solitudine è per lui la peggiore condizione al mondo, tanto che avendo sempre lavorato in squadra ha la “cattiva” abitudine di dire sempre ciò che pensa, di riflettere ad alta voce, cosa che lo porta, a volte, anche a situazioni imbarazzanti. 
Ad ogni modo Peter, dopo aver superato la mega infatuazione per Theo ed aver conosciuto meglio anche il suo nuovo compagno Morgan, capisce che ciò che desidera non è veramente Theo, ma il rapporto d’amore che questi ha con Morgan. 
Proprio per fare un favore ai due si trova a dover andare a controllare Sean, fratello di Maggie, l’assistente personale di Theo.

Là dove Peter è un uomo calmo, equilibrato e desideroso di aiutare il prossimo, Sean è un tornado. Molto più maturo dei suoi venticinque anni soprattutto a causa del padre che l’ha sbattuto fuori di casa a diciassette anni, Sean sta vivendo un momento molto difficile diviso tra il senso di colpa per non esserci stato quando il padre aveva avuto bisogno di lui ed il desiderio di realizzare il suo ultimo desiderio: portare a termine le sue ricerche sull'ambiente. 
Dovendo destreggiarsi tra una catasta di scartoffie e con l’alito sul collo per la vendita della terra di famiglia da parte di compratori molto insistenti, Sean vuole assolutamente cavarsela da solo, senza sapere che lasciarsi aiutare non è affatto da deboli e Peter è l’uomo giusto per farglielo capire.


Al di là della trama di questo libro, Con Riley ha saputo nuovamente creare personaggi molto forti, momenti ricchi di emozioni senza tralasciare però situazioni divertenti e scene ad alto tasso erotico. Il tutto con uno stile scorrevolissimo e piacevole. Ho adorato lo sviluppo dei personaggi di Joel ed Evan, anche se marginale, e lo spianare la strada ad Aidan che sarà il protagonista del terzo libro della serie “Storie di Seattle”. Nel frattempo consiglio caldamente di leggere la storia di Peter e Sean che non potrete non apprezzare se avevate già amato quella di Theo e Morgan.



Proprio come alla spiaggia, si godette la quiete. Inoltre, il silenzio era molto più facile da apprezzare con qualcuno con cui fissare le onde.
Quando scivolò di nuovo tra le lenzuola, Sean si voltò e gli si raggomitolò contro.
Sì, pensò Peter chiudendo gli occhi. Molto più facile.
“Prova a prendere alcuni respiri lenti e profondi. Forza, prova a chiudere gli occhi.” Cambiò posizione finché non si sedette a gambe incrociate e Sean si spostò con lui, incrociando le caviglie dietro a Peter.
“Hai gli occhi chiusi?” Lo sentì annuire contro la gola. “Ok, prova a pensare a qualcos'altro. Immaginati qualcosa di bello, qualcosa di rilassante. Tieni gli occhi chiusi e scivola in qualche luogo piacevole per un po’.”
Gli accarezzò la schiena, sentendo i muscoli rilassarsi lentamente mentre Sean si lasciava andare contro di lui. “Bravo, così. Proprio così. Pensa a qualcosa che ti piace, un posto tranquillo e sicuro.”
[…]
“Allora, qual era il tuo posto felice?”
Sean aveva fatto un respiro profondo prima di allontanarsi dal mucchio di carta irrecuperabile e illeggibile. Lo aveva guardato negli occhi e gli aveva detto: “Svegliarsi con te.”


“Non devi fare niente, Pete. Hai appena detto che posso stare in piedi da solo. Puoi scegliere.”
“Oh, non ho assolutamente nessuna cazzo di scelta. Non riesco a smettere di pensare a te. Voglio starti vicino tutto il tempo e mi piacerebbe davvero tanto prendere a calci il culo di Vik. Ho zero controllo e zero idee di cosa cazzo sto facendo. Non so cosa vuoi, o neanche se stai cercando qualcuno come me perché faccia parte della tua vita.”
Sean lo baciò.
Peter lo prese come un sì.
“Ti è permesso dare di matto, Sean. Ma non puoi continuare a correre via, quando le cose si fanno difficili. Non puoi. Sei troppo veloce per me.”
Sean seppellì il viso nel suo petto. La sua voce uscì smorzata.
“Nessuno mi ha mai inseguito prima d’ora.” Premette le labbra contro la clavicola. “Non sapevo cosa fare da solo.”


“Non posso aiutarti se scappi, e adesso non devi più fare niente di tutto questo da solo.” Gli baciò l’orecchio, la guancia e le labbra. “Corri da me, va bene?”

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