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sabato 10 ottobre 2015

TERAPIA RIABILITATIVA di Z.A. Maxfield



Quando Jordan Jensen si trasferisce a St. Nacho, ha un solo obiettivo in mente: ricominciare da capo. Vuole ristabilire i contatti con i suoi migliori amici, Cooper e Shawn, però non è certo di come lo accoglieranno. Ha le capacità per trovarsi un impiego, ma non sa se un potenziale datore di lavoro possa accettare il fatto che è stato in prigione per un omicidio commesso mentre era al volante sotto l’effetto dell’alcool. Si è lasciato alle spalle la parte peggiore della sua vita, ma sa che lo perseguiterà per sempre. Una cosa sa per certo: chiedere di trovare l’amore è troppo, assolutamente.
Durante il primo giorno del suo nuovo lavoro, Jordan conosce Ken Ashton. Ken ha ogni ragione di odiarlo per via del suo passato, e soltanto una per cercarlo: la carriera nel baseball di Ken è stata mandata in frantumi da un’incidente d’auto proprio causato dall’abuso di alcool. Ma, per qualche motivo che non sa spiegare, Ken ha bisogno del tocco di Jordan e trova curativi il suo calore e la sua forza. E Jordan vuole dare a Ken tutto ciò di cui ha bisogno.
Senza capirlo completamente, Ken e Jordan sviluppano un legame potente, sia erotico che emotivo, ma Ken deve aiutare Jordan a trovare la fiducia necessaria per crederci.
Un aiuto inaspettato arriva dalle persone di Santo Ignacio – e dalla città stessa – un luogo dove la terapia riabilitativa può essere un percorso verso un amore che guarisce lo spirito, potente e passionale.



Siamo finalmente giunti al secondo capitolo della serie di St. Nacho e, devo dire che non vedevo l’ora di mettere le mani su questo libro. Quando avevo letto la storia di Cooper e Shawn (per chi non l’avesse ancora fatto lo consiglio vivamente anche per comprendere meglio le vicende di questo capitolo) devo ammettere che avevo preso molto in antipatia il personaggio di Jordan, diciamo pure che l’avrei preso a sberle in più di un’occasione.

«Non sono il tipo di uomo di cui ci si innamora. Lui non sa niente di me; non può essere innamorato di me.» 

Ero quindi molto curiosa riguardo questo nuovo racconto, volevo vedere se sarei riuscita ad apprezzare una persona come Jordan. Devo ammettere che la scrittrice è riuscita a farmi cambiare opinione in breve tempo. È davvero molto facile fermarsi all’apparenza, giudicare senza conoscere. Jordan è un tipo molto complicato, ha toccato il fondo e ha saputo riscattarsi. Si è rovinato da giovanissimo con le sue stesse mani e vivrà tutta la vita con il rimorso della vita che ha tolto. Vuole riscattarsi con il suo lavoro, fare del bene ed aiutare il prossimo.

«Qualcuno ti ha raccontato come si è ridotto cosi? È stato vittima di un incidente provocato da un ubriaco. In macchina con lui c’era la sua migliore amica e non ce l’ha fatta. Sua madre pensa che lui stia cercando di riprendersi “scopando l’uomo nero”.»

Ken, dal canto suo, è anche lui molto complicato. Ex sportivo, in terapia riabilitativa per riuscire a tornare a camminare con le sue gambe, è amareggiato, ma da subito sente una forte connessione, fisica ed emotiva con Jordan.

«Non me lo merito, Izzie. Quando Ken si innamorerà, spero vivamente che quella persona sia un uomo migliore di me. Guarda, ho chiuso qui per il momento. Devo andarmene. Devo…»

Un racconto molto intenso ed emozionante, unico appunto che si potrebbe fare è l’esagerata rapidità con cui l’autrice fa buttare Ken addosso a Jordan.

«Non mi interessa quanto sei bravo a muoverti. Voglio soltanto stare al tuo fianco.»
Si piegò per un bacio. «Ti voglio.»
«Sono tuo.»
Lui si immobilizzò. «In che modo?»
«In qualsiasi modo tu mi voglia. Sono tuo. Ovunque. Sempre. In ogni modo. Giuro che resterò al tuo fianco. E se va tutto al diavolo o i tuoi familiari fanno gli stronzi con me? Io sono pronto! Finché tu mi vuoi, io sono qui.»

In somma una lettura caldamente raccomandata soprattutto per chi aveva già apprezzato le vicende di Cooper e Shawn che qui troviamo più innamorati che mai. Una terapia riabilitativa per il cuore e per l’anima dove non si deve mai dare nulla per scontato.






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