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venerdì 16 ottobre 2015

UN'OTTIMA ANNATA di Patricia Logan


Dmitri Hernandez vuole ricominciare da zero. Dopo la fuga dal pedofilo che lo ha tenuto prigioniero, consegue la laurea e accetta il posto di viticoltore al Lazy E – Cantina, ranch & agriturismo. È entusiasta del lavoro, ma lo è ancora di più di un certo cowboy, che trova eccitante da morire. 
Maverick Walker è un cowboy al cento percento e Dmitri se ne innamora perdutamente. I due iniziano una bollente relazione , almeno fino all’arrivo di un terzo incomodo. 
Carlo Degli Esposti è un famoso enologo italiano, e appena vede Dmitri, lo vuole per sé. Il ragazzo si ritrova così conteso fra uno splendido miliardario biondo e un cowboy dalla personalità dominante, che tuttavia cela non poche ferite. 
Carlo Degli Esposti è attratto dal bel viso e dal corpo splendido di Dmitri, ma più tempo trascorre in sua compagnia, più si rende conto che il giovane nasconde segreti devastanti. Con l’intensificarsi delle loro frequentazioni, Maverick si tira indietro. Il cowboy vuole un uomo tutto per sé e non gli piace affatto l’idea di dividere Dmitri con il ricco italiano. 
Carlo si rende conto di essere perdutamente innamorato di Dmitri e quando il passato del ragazzo viene a galla, l’italiano giura di fare del ragazzo il centro della propria esistenza. Riuscirà Dmitri a dimenticare il bellissimo e tenebroso Maverick? Riuscirà Carlo a colmare il buco scavato nel suo cuore anni addietro? Si pentirà Dmitri, di aver accettato quel lavoro, o sarà anche per lui un’ottima annata?
Dmitri Hernandez torna dopo anni in Texas per lavorare come vinaiolo nella tenuta di Jenny Thorne, il Lazy E Ranch. Purtroppo la zona gli riporta alla mente gli incubi del passato con i quali ha comunque imparato a convivere. Nella tenuta, una specie di agriturismo, conosce il cowboy Clementine Walker che tutti chiamano Maverick, un uomo burbero ma di bell’aspetto che non lo lascia indifferente.

Oltre a essere parecchio ostile, il cowboy era qualcosa di più: un uomo robusto e ben proporzionato che odorava vagamente di sudore e pelle, due delle cose preferite da Dmitri e la prima cosa che notò fu quanto fosse alto. Doveva essere tra il metro e ottantacinque e il metro e novanta, considerando che indossava degli stivali in cuoio, lo stesso materiale della cintura avvolta ai jeans larghi che gli cadevano alla perfezione e, da quel che poteva vedere, aveva tutto al posto giusto. La bocca di Dmitri si seccò e dovette deglutire e calmarsi un po’ prima di essere in grado di rispondere al cowboy.
Facile pensare che tra i due possa nascere un’intesa, e altrettanto semplice è immaginare che questa non riguarderà soltanto il lavoro. D’altra parte come si fa a resistere ad un uomo dai capelli neri e gli occhi azzurro ghiaccio che fuma sigarette rollate a mano e che ha tutta l’aria di prendersi ciò che vuole? Ed essendo Dmitri l’oggetto dei suoi desideri, Maverick non farà eccezioni, l’importante è stare attenti che la loro passione non diventi di dominio pubblico. In fondo entrambi si trovano al Lazy E Ranch per lavorare. Inoltre, vista l’avversione da parte degli altri impiegati ad ogni tipo di relazione non proprio convenzionale, non sarebbe saggio per i nostri rischiare il posto. 
A complicare la loro relazione intervengono due fattori: prima di tutto la presa di coscienza di Maverick il quale non perde tempo a dichiararsi e poi l’arrivo alla tenuta del ricco esperto di vini Carlo Degli Esposti, un italiano bello, alto, elegante e dichiaratamente omosessuale.

Dmitri guardò quelle labbra così rosse e sensuali sfiorare la mano del suo capo. Il primo pensiero su Carlo Degli Espositi fu che era decisamente bellissimo. Lo guardò dalla testa ai piedi, notando l’impeccabile giacca di seta bianca e la camicia rosa dello stesso tessuto, aperta sul collo. L’uomo aveva la pelle chiara e priva di abbronzatura, ma così morbida e delicata che Dmitri pensò quasi splendesse di luce propria. All’ombra del portico notò che un leggero rossore era comparso a colorargli gli zigomi. Il naso romano, ossuto e lungo, si adattava perfettamente al suo viso e riusciva a vedere chiaramente dei riflessi dorati naturali fra i suoi capelli biondissimi, che gli arrivavano fino alle spalle. Gli occhi azzurro chiaro erano incorniciati da ciglia lunghe e scure, abbelliti da una riga di Kohl nero e brillavano mentre l’uomo sosteneva il suo sguardo. Una scintilla di lussuria improvvisa attraversò Dmitri finendo direttamente verso il suo inguine. Fanculo, questo non andava bene.

Cosa accadrà da questo momento in poi è facile da immaginare e la storia andrà avanti sviluppandosi secondo uno schema classico fatto di dispetti, allontanamenti, gelosie e chiarimenti e che ci porta ad una conclusione inaspettata e allo stesso tempo intrigante che piacerà senz’altro agli amanti del genere.
Il romanzo è tutto qui e anche se la storia non è di quelle fantasiose e complicate, non posso dire che non sia gradevole. I personaggi sono descritti al meglio, tutti bellissimi e aitanti. Manca forse, a mio avviso, l’effetto “3D”, quello, per capirci, che li rende reali. Penso per esempio alla mancanza di dialoghi (ce ne sono troppo pochi, per la verità). Alla fine del libro si ha quasi l’impressione di aver assistito alla proiezione di un film muto in cui, ogni tanto, la successione dei fotogrammi viene interrotta da un piccolo botta e risposta dei protagonisti. Ma è nelle scene di sesso che la descrizione diventa importante e coinvolgente e la Logan si dimostra una grande, non c’è che dire. Tanto nei preliminari come nell’amplesso vero e proprio, i personaggi si esaltano e tutta la sensualità che li contraddistingue, viene liberata in un colpo solo.   
I protagonisti sono semplici e fin troppo lineari. A parte Dmitri che è l’unico ad aver vissuto un’esperienza nel passato tanto orribile da averlo segnato profondamente. Hernandez fino a quel momento, infatti, è andato avanti per la sua strada senza problemi, e ha condotto una vita normale in cui però il sesso non era contemplato. Le convinzioni, si sa, possono cambiare specialmente se si ha a che fare con uno come Maverick e il nostro, preoccupato di essersi spinto troppo oltre, fa marcia indietro bloccando sul nascere i sentimenti, peraltro già espressi, del cowboy.  

Maverick si girò con l’intenzione di allontanarsi, ma Dmitri lo fermò posandogli una mano sul braccio. "Mav, non prenderla nel modo sbagliato…" iniziò. Maverick scrutò la sua espressione e quello che vide non gli piacque, così incrociò le braccia e guardò il giovane in malo modo. "Non ha nulla a che fare con te, Mav. Sono…," esitò. […] "Io… io non sono bravo nelle relazioni." Maverick lo guardò sogghignando "Certo. Ho capito." Si girò per allontanarsi ma Dmitri lo fermò di nuovo tirandolo per la manica. "No, non capisci, ma va bene." Un brivido del tutto diverso da quelli sperimentati poco prima scosse Dmitri. "Volevo solo che sapessi che non sei tu."

Fin qui, tutto bene, se non altro ha il buon gusto di chiarire la faccenda e di salvare così l’amicizia. Ma il suo comportamento cambia radicalmente nel rapporto con l’italiano, il quale tra i tre, è il personaggio meglio riuscito con un’unica pecca che la scrittrice rimarca in un modo alquanto singolare. Carlo degli Esposti, è un noto viticultore, possidente di ettari e ettari di vigneti nell’Italia del nord, famoso in tutto il mondo per la sua fama di scrittore di libri di argomento vinicolo.

Lo stesso Carlo Degli Esposti era un famoso autore di molti testi autorevoli in uso presso le cantine migliori. Dmitri era abbastanza sveglio da sapere che le sue lodi e il suo appoggio avrebbero fatto guadagnare a Jenny molti ammiratori in tutto il mondo, che fino a quel momento non avevano mai sentito parlare della piccola vigna nel Texas centrale. Sorrise all’uomo e allungò la mano per presentarsi.

Allora, mi domando, come è possibile che uno così, definito dalla stessa padrona del ranch “istruito e cortese” abituato a viaggiare per il mondo per documentarsi, non conosca l’inglese? 
(Beh, ci potrebbe anche stare, direte voi, e anche se non ne sono granché convinta, ve la concedo). 
E in più, perché quando il bel Carlo prova ad usare l’idioma anglo sassone, si esprime come se fosse un abitante della Bielorussia? 

"Buongiorno signor Hernandez. Piacere di conoscerla," disse rivolgendosi in italiano allo sguardo perso di Dmitri. L’uomo si schiarì la voce e ripeté la frase in un inglese esitante. "Così dispiaciuto…Io parla troppo svelto. No? Buongiorno, signor Hernandez. È bello… incontrare te."

La struttura della lingua inglese è così semplice per noi italiani che per quanto si voglia rovinare la grammatica, mai arriveremmo a pronunciare una frase in questo modo. A meno che la scrittrice non abbia voluto, con questa trovata, affibbiare una caratteristica negativa a tutti i costi ad un personaggio pressoché perfetto. Peccato davvero!



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