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mercoledì 9 dicembre 2015

SABINA di C. DE MELO


Toscana, 1477. Nobile decaduta, la bella e passionale Sabina Rossi è costretta a sposare Tommaso, un ricco mercante di lana fiorentino, di molti anni più vecchio di lei. Grazie a questa unione viene introdotta nello sfavillante mondo della corte di Lorenzo de’ Medici. Una corte, quella del Magnifico, piena di artisti, intellettuali e musicisti. Intelligente, ribelle, passionale e adesso anche ricca, a Firenze Sabina incontra l’amore della sua vita, Massimo Reni, che però le nasconde un terribile segreto…
Una storia di passione, tradimento, e magia che ci trasporta nella Firenze della Congiura dei Pazzi e del terribile Savonarola, fino ad arrivare al Granduca Cosimo I. Un romanzo che non riuscirete a smettere di leggere.




Ambientata nel ‘400 sullo sfondo di una Firenze al massimo dello splendore sia artistico che politico, la storia di Sabina ci porta indietro nel tempo fino ai fasti della corte dei Medici.

La protagonista, già in giovane età, dimostra di essere diversa dalle altre donne dell’epoca. In confronto alla sorella, per esempio, Sabina risulta solare e intraprendente; ama la vita in tutte le sue sfaccettature e vuole viverla giorno per giorno. Innamorata dell’amore più che del ragazzo con il quale trascorre molte notti infuocate, rimane male quando il padre la costringe a sposare un uomo molto più grande di lei, Tommaso. Dopo aver compreso però le ragioni che spingono il genitore a chiederle cotanto sacrificio, la ragazza accetta di buon grado il suo destino. In fondo, il suo sposo non è poi così male. Da subito si dimostra gentile e innamorato e in più è un uomo ricco e politicamente forte, un toccasana per le cattive finanze del padre.

 “Mia cara Sabina, la tua bellezza e il tuo spirito indomito mi hanno incantato. Non vedo l’ora di incontrarti di nuovo. Fino ad allora accetta l’umile pegno che ti ho mandato. Il tuo servo, Tommaso”

 Le cose migliorano per tutti. Sabina, infatti, grazie al marito, conosce la famiglia più importante di Firenze ed entra in un mondo fino allora a lei sconosciuto. Resta subito affascinata dall'opulenza del palazzo della Signoria: i quadri e le sculture degli artisti più importanti la introducono in un mondo che lei ama da sempre. Infatti Sabina adora l’arte in tutte le sue forme, si diletta nella scrittura e non ultimo si dimostra interessata alla vita politica del marito.

La sua spigliatezza e il carattere deciso e indipendente, oltre alla bellezza, diventano i suoi punti di forza, il biglietto da visita importante che ben presto le fa guadagnare l’attenzione del grande Lorenzo de’ Medici.

 “Peccato tu sia nata donna. Altrimenti saresti stata una risorsa per la Repubblica.” Lei arrossì e lui continuò. “Tommaso è un uomo fortunato”“Grazie”“E io sono fortunato che lui si fidi di lasciarti in mia compagnia”“Non ha nessuna ragione per non farlo”

Il periodo di tranquillità viene interrotto da una serie di eventi luttuosi che getteranno lo scompiglio nella famiglia di Sabina. Grazie al suo carattere e con l’appoggio indiscusso di Lorenzo de Medici che la prende sotto la propria ala protettiva, la donna riconquista la fiducia e, superate le avversità, ritrova la voglia di vivere e di innamorarsi. Massimo Reni, così, entra nella sua vita e poi James, il conte di Rochester.

Sabina viaggerà, si troverà coinvolta in altre avventure più o meno belle subendo anche l’onta della violenza. Ma niente di tutto questo turberà il suo animo che fino alla fine dei suoi giorni resterà temerario e impavido.  
Sabina è una donna caparbia, sa ciò che vuole e come ottenerlo, in altre parole, una femmina “ante litteram”. Anche lei sogna un marito e dei figli, come le altre donne del suo tempo, ma diversamente da loro, si cala appieno nell’epoca in cui vive, vivendola fino in fondo. La forza del suo carattere però la rende anche un po’ contraddittoria. Mi spiego: Sabina è capace di grandi imprese, davanti al pugnale del poveraccio che tenta di rapinarla, per esempio, reagisce con molto sangue freddo, senza scomporsi, eppure sa che potrebbe non uscire viva dall'agguato. D’altro canto, invece, dimostra tutta la sua fragilità di fronte all'uomo del suo passato che l’assale sfruttando l’unica arma a disposizione: la violenza fisica.

Nelle relazioni con gli altri, poi, Sabina si mette a nudo, è schietta e leale e anche quando scopre il tradimento e il dolore che i segreti di solito suscitano, reagisce sempre allo stesso modo proseguendo per la sua strada a testa alta.

L’accanimento del destino, infine, la rende ancora più autentica. Il lettore non può fare altro che schierarsi al suo fianco per sostenerla nei momenti brutti e per gioire con lei in quelli belli. La voglia di emergere e trovare sempre una via d’uscita, fa di lei un personaggio positivo che non può non piacere. Sabina brilla di luce propria; la sua vita si sviluppa di pari passo con le vicende storiche del tempo, ampiamente spiegate nel libro. Alle volte, anzi, sembra anche che la storia del periodo prenda il sopravvento su quella del romanzo.

In un linguaggio semplice e scorrevole, la scrittrice mostra un perfetto spaccato della vita del quindicesimo secolo italiano e i personaggi storici si fondono con quelli inventati arricchendoli e completandoli. Ma tutti sono descritti e caratterizzati con meticolosità. L’unico forse lasciato a mio parere nell'ombra è proprio Massimo Reni. Il giovane romano pur ricoprendo un ruolo fondamentale nella storia, non riesce ad emergere. Se lo paragono a Tommaso, per esempio, o a Marco, non lo vedo all'altezza del ruolo come invece dovrebbe.

Tra i personaggi femminili spicca senz'altro Stefania, la nipote di Sabina dalla quale ha ereditato lo stesso spirito indomito e indipendente.







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