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mercoledì 30 marzo 2016

LA FRUSTA E L'ONDA di Irene Reffo


Una ragazza, dopo la fine di una storia d'amore che lei riteneva vitale, decide di incontrare un Dominatore che, attraverso il dolore, possa estirpare il ricordo di quel sentimento. Breve racconto erotico in cui il BDSM si incontra con l’amore, legati entrambi dal fil rouge del dolore, emotivo e fisico. Un dolore, però, che non è mai odio, semmai un amore così forte e profondo da scendere negli Inferi per cercare di sopravvivere. Le pratiche BDSM non sono intese come mero piacere, ma come risorsa ultima per compensare ad un amore che non ha abbastanza forza per esistere. Una storia che non vuole fermarsi al puro e semplice erotismo, ma vuole scendere fin dentro all’anima, pescando a piene mani dall’immenso mare dei sentimenti.  Erik e Christian: apparentemente due personaggi completamente opposti, in realtà due facce della stessa medaglia, due sfumature dell’amore e, nello stesso tempo, del dolore. Lacrime e sangue, polvere e ferro. E un amore che non è mai venuto meno.



La fine di un amore fa male ed è difficile da superare, specialmente quando lo si è vissuto con intensità e passione. Conscia di quello che ha perso, la donna non sa come andare avanti. Si chiede se sia meglio continuare a macerarsi nel dolore, sospirando ogniqualvolta un ricordo del passato fa capolino e torna a tormentarla fino allo sfinimento, o lasciarsi aiutare in qualche modo. Non è facile decidere e qualunque sia il responso finale, lei sa che non smetterà di soffrire. Ma perché non tentare? Ci ha pensato bene e così, dopo aver trascorso un anno a piangere e a struggersi per la fine del rapporto con Erik, la nostra protagonista conosce Christian, un dominatore, con il quale intraprende un rapporto nuovo basato sulla totale fiducia. La donna allora si lascia guidare ed entra in un mondo particolare, quello del BDSM. 

… faceva male, ma non mi bastava. I pensieri affollavano ancora prepotentemente la mia mente, i sentimenti che avevo cercato di assopire per mesi tornavano a galla, come se ogni colpo di frusta avesse lacerato quel tanto che bastava la superficie della pelle da far fuoriuscire i ricordi del passato: un distillato purissimo di dolore.

Dolore scaccia dolore, pensa affidandosi completamente nelle mani del suo signore. Nonostante la durezza delle sessioni, la nostra eroina non si tira indietro, anzi le affronta a testa alta, convinta che solo attraverso il patimento fisico si possa arrivare al piacere e dimenticare l’intimo malessere. Gettare fuori l’angoscia che le attanaglia il cuore; urlare a squarcia gola tutta la sofferenza patita in seguito all'abbandono; ottenebrare la mente per smettere di pensare, chiedendo sempre di più, sono queste le cose che la spingono a resistere.


Non capivo se tutto questo mi piacesse, ma ne avevo bisogno. Dovevo respirare quel dolore, riempire i polmoni eliminando gli ultimi residui delle illusioni che quell’antico amore aveva lasciato.

Il racconto non è altro che un viaggio introspettivo nella mente e nella psiche di una donna, un bellissimo ritratto della sua disperazione che l’autrice rende ancora più incisivo grazie a uno stile preciso e ricco. Il susseguirsi dei ricordi è scandito dal conteggio delle frustate che fanno da colonna sonora all’alternanza tra passato e presente. Il lettore si lascia coinvolgere, non ne può fare a meno, dalla bellezza e la forza delle parole scritte. Queste, scivolando sulla carta, diventano gesti e i gesti, suoni e i suoni riportano alle sensazioni primitive dei ricordi di un amore perduto la cui forza non accenna ad affievolirsi. 
Sarebbe stato interessante approfondire il discorso così come disegnare meglio i contorni caratteriali dei due personaggi maschili, che, per la brevità del testo, risultano invece solo accennati.  




Irene Reffo, anno 1990, Laureata in Lettere Antiche presso l'Università di Padova con una tesi sulla tragedia greca e specializzanda in Linguistica; da alcuni anni coltiva la sua passione per la fotografia e la scrittura. Nel 2015 viene selezionata tra i vincitori del concorso "Racconti dal Veneto", pubblicando così il suo primo racconto, "Acqua e sabbia", con Historica Edizioni. A gennaio 2016 autopubblica il racconto breve "La frusta e l'onda". 

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