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giovedì 16 giugno 2016

STRINGIMI ANCORA di Lorelei James

Quando il sensei Ronin Black incontra per la prima volta Amery Hardwick, il fuoco nei suoi occhi lo accende più dello slancio primordiale che prova durante gli incontri di arti marziali. Lei accetta i suoi lati oscuri e gli rivela i suoi desideri più inconfessabili. E molto presto Ronin si ritrova a lottare contro emozioni mai provate prima. Amery ha messo a nudo il suo corpo e la sua anima, eppure lui non può fare altrettanto: ci sono cose nel suo passato che devono restare nascoste… Quando però i segreti vengono a galla e Amery si allontana da lui, Ronin sente di non poter più fare a meno di lei. Per riconquistare la fiducia della sua donna, dovrà mettere da parte l’orgoglio e dimostrarle che quello che li lega va oltre la passione. Ma quando i loro piaceri da privati diventano pubblici, Ronin comincia a dubitare di essere l’uomo giusto per Amery. Riusciranno ad affrontare insieme la situazione? O le differenze tra loro li divideranno per sempre?

Alla fine del romanzo precedente (Legami) Amery, venuta a conoscenza della vera identità di Ronin Black, l’affascinante Sensei e maestro di arti marziali, e non sopportando più di essere tenuta all’oscuro dei molteplici segreti della sua vita, aveva deciso di chiudere la loro relazione una volta per tutte. Il fatto che non gli avesse rivelato di essere l’erede di una delle famiglie più in vista del Giappone le aveva fatto aprire gli occhi. Come poteva fidarsi di un uomo così? Profondamente delusa, se n’era andata dal suo attico, spezzandogli il cuore. Il bel tenebroso non l’aveva presa bene, e, vinto dalla rabbia, aveva sfogato il suo disappunto prima distruggendo buon parte del suo dojo e poi prendendo parte, in prima persona, agli incontri di lotta. A distanza di sei settimane, però, nulla è cambiato, Amery non risponde alle chiamate, non si fa viva e a Ronin non rimane altro che continuare nella sua opera di autodemolizione. Tuttavia il dolore fisico non riesce a sopraffare quello morale. Ronin sente la mancanza di Amery al punto che, dopo l’ennesima gara, allo stremo delle forze e gravemente ferito, decide di andare da lei. Al risveglio in ospedale, Black apprende che la sua vita dovrà subire dei cambiamenti radicali. Forse non gli sarà più possibile combattere (le sue condizioni fisiche sono gravemente compromesse) e, cosa ancora più grave, dovrà astenersi dall’insegnamento per molto tempo, almeno fin quando non sarà stabilita l’entità dei danni riportati. L’unica nota positiva, comunque, è data dal fatto che la sua incoscienza gli ha permesso di riavvicinarsi all’unica donna che abbia mai amato. Sarà sua premura, adesso, riconquistare la sua fiducia e soprattutto il suo amore. Le prove da superare sono ancora tante e alcune sembrano davvero “toste”, specialmente quando Amery avrà a che fare con qualcuno che fa parte del passato di Ronin, qualcuno che non ha nessuna voglia di scomparire in silenzio.

«All’inizio pensavo di aver preso un abbaglio, ma poi ho visto la sua faccia sbaffata di rossetto. Sono andata nel panico, ho pensato che avesse già visto Ronin… che lo avesse massacrato».
Aspettavo con ansia il seguito della serie (due anni e mezzo dal primo libro può essere considerata davvero un’attesa lunga), e dato che la storia, all’inizio, mi era piaciuta, ho voluto immergermi di nuovo nel mondo rigido e sensuale del Sensei. La cosa che salta agli occhi è la crescita dei personaggi: sia Ronin che Amery appaiono diversi, più maturi, pronti a ricominciare e a mettercela tutta pur di ritrovare l’armonia nel loro rapporto. E se nel primo libro Ronin era un uomo dominante, dal carattere non proprio accomodante, troppo sicuro di sé, nel secondo romanzo lo ritroviamo diverso. Sensei Black, rimane sì il maschio alfa, amante del BDSM e maestro di tutte le tecniche antiche di Bondage ma è un uomo consapevole di quello che vuole veramente. Ha grande fascino, è bello e molto sensuale. Sa come prendere le donne e con Amery si sente completo. L’amore che prova è di quelli che non lasciano scampo, un rampicante che si irradia all’interno del corpo e che, partendo dal cuore, si arriva fin dentro le viscere e lo riempie, lo fa crescere, lo nutre, lo sazia, cambiandolo.
Anche Amery è cresciuta, da sempre indipendente, ora si dimostra più forte. Tutto ciò che desidera è potersi fidare dell’uomo che ama. Sa che il loro rapporto non è dei più semplici. Troverà sempre sulla sua strada qualcuno disposto a gettare fango su Ronin, o per gelosia (vedi Naomi) o per paura (vedi i suoi genitori). Amery non si spaventa, anzi, combatte come una leonessa per tenersi stretta il suo uomo.
[…] Vattene e non farti più vedere. E se ti azzardi a toccare me o Ronin un’altra volta», avvicinò le labbra al suo orecchio, «ricordati che vengo dal Nord Dakota, dalle nostre parti le pistole le sanno usare tutti». Amery la liberò, ma si allontanò da lei lentamente e tenendola d’occhio per assicurarsi che non tentasse di attaccarla un’altra volta.
Ronin non può che essere fiero. Ha trovato una donna fantastica che certo non vuole perdere. Ma per legarla a sé, non può contare solo sulle corde e le tecniche hojojutsu. Deve aprirsi e confidarsi, raccontare tutti i segreti e parlarle del suo mondo.
Altro bel personaggio è Shiori, la sorella di Ronin, una donna forte e tenera allo stesso tempo. Arrivata dal Giappone già nel libro precedente, la giovane dirigente si stabilisce a Denver per provare a se stessa quanto vale. Come il fratello, anche lei ha vissuto sotto l’ala protettrice della famiglia, il nonno e la madre le hanno disegnato il futuro e negato, al contempo, la possibilità di scelta. Possibilità che ora non le verrà negata.
«Lavoro troppo. Le mie amiche sono tutte sposate o fidanzate e con dei figli. Quando mi guardano mi invidiano perché posso saltare su un aereo e andare in giro per il mondo ogni volta che mi pare. E quando guardo loro penso che se avessi un marito e dei figli non uscirei mai di casa».
La storia è gradevole e pregna di avvenimenti. Notevoli sono le scene “bollenti”, e non mancano, comunque, i colpi di scena. Il linguaggio, alle volte, potrebbe essere considerato un po’ forte, ma essendo questo un romanzo adatto ad un pubblico adulto, nessuno, leggendolo, griderà allo scandalo. Bella e suggestiva, infine, è la scena dell’esibizione al club. Vedere all’opera un maestro di shibari e kinbaku,  lasciatemelo dire, è quanto di più affascinante ci sia. Il bondage, se eseguito bene, è fantastico, lo dico sempre.




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