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mercoledì 13 luglio 2016

Vero o falso di KC Burn


Serie Storie di Toronto. Libro 2 
Il detective Ivan Bekker sta toccando il fondo. Non solo deve ancora riprendersi dalla rottura col fidanzato fedifrago, ma è stato anche coinvolto in una brutta retata durante la quale ha dovuto uccidere un uomo, e il suo migliore amico ora lotta fra la vita e la morte. Pur essendo sotto indagine per il ruolo giocato nella sparatoria, il suo capo lo spedisce in una missione ufficiosa sotto copertura che dovrebbe aiutarli a risolvere il caso. Il tempismo è fondamentale: solo intervenendo subito hanno qualche speranza di stanare la talpa che si nasconde al dipartimento. 
Privato del sostegno dei colleghi e della propria lucidità, Ivan si ritrova a recitare la parte di un divorziato per avvicinare Parker Wakefield, il ragazzo che gli affitta una stanza. Peccato che Parker – il dolce, ingenuo Parker – non abbia tanto l’aria di un criminale, specie non uno coinvolto nello spaccio di droga per conto della mafia russa. Ivan finisce così per abbassare la guardia; sa che quello che prova non è professionale, ma non riesce a resistere a Parker. 
Per questo, quando si imbatte nelle prove che il giovane è coinvolto in un’operazione illecita, deve fare una scelta: proteggere il loro rapporto, a prescindere dalle conseguenze, o salvare la propria carriera e mandare dietro le sbarre l’uomo che ama.


Ammetto che “Dentro o fuori” occupa un posto particolare nel mio cuore e riavere a che fare, seppur marginalmente, con Kurt e Davy è stato bello. Dopo la tenera e travagliata storia d’amore tra il bel poliziotto irlandese e l’ex compagno del suo partner, devo ammettere che forse mi aspettavo un po’ troppo da Ivan e Parker.

Ivan è un personaggio molto ben strutturato, ma di cui non sappiamo molto. Il suo background famigliare è lasciato nell’ombra e non sono nemmeno spiegate le angherie che gli tocca sopportare al distretto a causa del suo orientamento sessuale apertamente dichiarato. Il suo atteggiamento vigile e stressato, dovuto all’aver ucciso per la prima volta durante una retata, lo rendono molto umano e vulnerabile. La sua immediata attrazione per l’uomo che dovrebbe sorvegliare per scoprire i suoi traffici di droga, non aiuta il suo già precario stato mentale.

Parker, invece, ricorda un cucciolo desideroso d’affetto e attenzioni. È ingenuo fino al midollo, avendo passato l’adolescenza e la prima età adulta come ragazzo grasso e socialmente inetto, è assolutamente ignaro de suo sex appeal e non prende mai sul serio le avances che gli vengono fatte.
Si tratta di due personaggi molto diversi, con caratteri diametralmente opposti, ma che fondamentalmente non desiderano cose molto diverse dalla vita.

Una lettura molto scorrevole ed emozionante che sa coinvolgere e far riflettere. D’altronde, tolto il lavoro o lo studio, la cosa più importante non è tornare a casa e sapere di trovare una persona che desidera solamente poter vedere il nostro sorriso?



Si sedette accanto a lui e lo prese fra le braccia. Se stupidamente avvertì un riallineamento nel suo universo, mentre Parker si accoccolava contro il suo petto come se Ivan fosse stato fatto per ospitarlo… beh, ne avrebbe attribuita la colpa a quegli assurdi sbalzi d’umore. Qualunque cosa fosse, non poteva essere reale.

“Hai fatto sesso con me pensando che fossi uno spacciatore.” E non solo sesso. Aveva accettato Parker, lo aveva spinto a immaginare un futuro, era stato dolce con lui. Ed era tutto falso. Un miraggio confezionato ad arte. Ma perché? Per convincerlo a incriminarsi? Gli occhi gli bruciavano, così distolse lo sguardo. Ivan si era preso così tanto di lui. Non meritava di vedere quanto questa rivelazione lo distruggesse.


Era più facile arrabbiarsi e negare la realtà che affrontare il dolore straziante di perdere il ‘quel che sarebbe potuto essere’. Non si era reso conto di quanto fossero profondi i suoi sentimenti per l’uomo finché non aveva scoperto che l’Ivan che conosceva lui non esisteva, e il lieto fine che sognava non si sarebbe mai realizzato. Era più facile arrabbiarsi.

KC BURN scrive da quando ha memoria e ha un debole per il lieto fine (di qualsiasi tipo). Dopo il trasloco da Toronto alla Florida perché il marito trovasse il lavoro dei sogni, ha scoperto l’amore per il gay romance e realizzato il proprio, di sogno: essere pubblicata. Di giorno si occupa di contenuti web, e di notte trascura il maritino buono e comprensivo (nonché quel viziatone di gatto) per scrivere storie d’amore fra uomini, ambientate nel passato, nel presente e nel futuro. Scrivere è sempre un piacere e una gratificazione, ma scrivere dei suoi ragazzi è uno spasso che non le capitava da tempo; KC spera che i lettori si divertano quanto lei.


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