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giovedì 10 novembre 2016

Giornata d'autore: PIETRO HUNTER







Pierre era un ragazzo insicuro, amante della tecnologia. Viveva con la famiglia a Valence, in Francia; suo padre era italiano. Ottimi voti a scuola e un sogno: andare a studiare Storia dell’Arte a Parigi.
Dopo aver mandato un messaggio alla sua migliore amica, scese a pranzare; a casa c’erano le Nonne. Prese un bel respiro e iniziò a parlare, dicendo loro che voleva andare a studiare nella città francese; suo padre all’inizio si oppose ma fu convinto da una delle nonne e da una promessa fatta da Francesco. Se si diplomava con il massimo: suo padre e sua nonna avrebbero contribuito alla corposa retta annuale della Sorbona. Mentre parlare con i propri genitori, ricevette la risposta di Michelle. La sua migliore amica non aveva tempo per lui. Dopo aver scoperto l’importante impegno, troncò il rapporto con la sua vecchia vita. Pierre partì per Parigi, con la tristezza nel cuore. Appena arrivò nella capitale francese, conobbe Tom che lo iniziò al sesso e alla droga. Un fine settimana mentre stavano facendo un orgia e dopo l’ennesima canna, una delle invitate, morì. Dopo la laurea, partì per Lecce e dopo con due amiche conosciute nella città italiana, partì per il Messico. Dopo due settimane di permanenza nelle meraviglie dell’America centrale, le due amiche furono arrestate: Una di loro era la sorella minore della ragazza uccisa da Pierre e Tom.


Era solo un nerd tutto acne e brufoli che studiava dalla mattina alla sera, con la sola passione per il canto, il metal e per la corsa oltre che per i computer. In camera ne aveva tre di ultima generazione. Poi si vestì: Jeans strappati, maglietta dei Metallica e una felpa color della notte con il cappuccio alzato e le scarpe da ginnastica di colore bianco. Dopo essersi asciugato i capelli, scese in cucina, si aprì un succo di frutta alla pesca e uscì. Intanto era calata l’oscurità, da poco erano passate le ventidue. Salì sopra la sua macchina, mise in moto e partì. Non aveva una meta, avrebbe girovagato per qualsiasi locale alla ricerca di Michelle. Nei primi due locali non la trovò. Aveva pensato male della sua migliore amica e se ne vergognava. Mentre ascoltava il cd dei Metallica, «Master of Puppets! », la vide. Era seduta in un locale con un ragazzo che le teneva la mano. Aprì la portiera, scese dall’auto e si accese una sigaretta.



Il giorno del suo diciannovesimo compleanno era domenica. Una domenica soleggiata con una leggera brezza e quel profumo che si sentiva nelle belle giornate. Dopo essersi svegliato nuovamente eccitato e con il letto sporco di sperma, si andò a fare una doccia. Le notti erano tutte le stesse, con gli stessi sogni. Una ragazza che correva e lui che la inseguiva in un turbinio di emozioni e di sesso selvaggio. Non conosceva la ragazza , celestiale creatura delle proprie notti e non conosceva neanche la spiaggia. Era un sogno strano e voleva capirne il significato. Dopo essersi fatto la doccia, ritornò con l’accappatoio rosso mezzo aperto nella propria stanza e accese lo stereo. La calda voce di Bruce Dickinson riempì la camera. Pierre amava stare nella sua stanza da solo con suoi pensieri più intimi, con lo stereo a tutto volume e lasciarsi trasportare dal metal degli Iron Maiden.



Pierre andò nella stanza da letto che in quei giorni divideva con Cèdrine e prese il suo Ipod di 160gb con più di diecimila canzoni tra metal, rock e musica classica. Dopo le presentazioni con Tom, iniziarono a cenare e a bere. Verso le undici erano già ubriachi e le quattro casse dolby surround all’interno della casa, suonavano i riff di Alice Cooper in School’s Out 

“la scuola è finita per l’estate
La scuola è finita per sempre
La scuola cade a pezzi”


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