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lunedì 21 novembre 2016

I RESTI DEL MIO CUORE di Martina Mori


Quando Miriam, in seguito a una scommessa, comincia a frequentare Damiano, crede di aver trovato il vero amore. Damiano però è sfuggente, troppo riservato, privo di amicizie reali o rapporti profondi. Ciò che lei ignora è il passato dell’uomo, la sua reale inclinazione sessuale che persino lui rifiuta di accettare.

Con l’entrata in scena di Manuel, il castello che Miriam ha costruito intorno alla figura di Damiano pian piano si sgretola.

Il cuore non conosce logica e sia Miriam che Damiano dovranno fare i conti con la realtà del proprio essere, ancor prima che l’uno con l’altra.
Buongiorno Cosmo Readers, oggi recensirò per voi una storia davvero particolare, e cercherò, ovviamente senza farvi spoiler e anticipazioni, di spiegarvi cosa mi ha trasmesso e perché secondo me dovreste leggerlo.

Ma partiamo dalla trama. Miriam è una giornalista che lavora per TV Oggi, che dedica tutta se stessa alla carriera, sia perché è ambiziosa, sia per il fatto che la sua vita sentimentale è un disastro, tanto che, pur essendo lei una bella donna, la sua autostima in merito ha raggiunto davvero i minimi storici. La sua migliore amica, nonché collega, Valentina, una sera in cui incontrano dopo parecchio tempo un ex compagno di scuola, Damiano, la sfida tramite una scommessa ad uscire con lui. Miriam tituba, perché lo ricorda come un tipo riservato, taciturno e sfuggente. Ma alla fine la scommessa va in porto ed è così che comincia la frequentazione tra i due. Ma i problemi sono dietro l'angolo, così come i segreti che il misterioso partner non vuole rivelare. Cosa nasconde? Per Miriam inizia un saliscendi emotivo, quando i fantasmi del suo passato si fondono alle reticenze e ai comportamenti senza senso di Damiano. Damiano, a sua volta, alterna momenti in cui ritiene che Miriam possa essere la donna con cui potersi costruire una famiglia, a momenti in cui a malapena la sopporta, rendendo la storia altalenante e contraddittoria.
Ma entrambi, per motivi diversi, si sforzano in tutti i modi per farla andare avanti, nonostante tutto ciò che palesemente non funziona, e questo accade in primis perché entrambi non accettano di guardarsi dentro e affrontare i propri demoni. Manuel, collega di Miriam e compagno di escursioni in montagna di  Damiano, grande peso avrà nelle dinamiche della storia e nel mostrarci uno squarcio di realtà diverso, dove l'accettazione di sé la fa da padrone.
Sarò sincera con voi, ho adorato Manuel, ho amato a fasi alterne Damiano, che ogni tanto avrei gioiosamente preso a calci sui denti, e a stento ho tollerato, almeno nella prima parte del libro, Miriam,  che solo sul finale, grazie ad un personaggio che invece mi è piaciuto molto, ha perso quella connotazione da donnina bisognosa e si è mostrata più tosta. Dopo questa premessa, in maniera stringata vi motiverò quanto appena detto. Manuel è meraviglioso nel suo essere se stesso, senza se e senza ma, mi ha ispirato il sentimento dell'accettazione, sia nei suoi stessi riguardi che nei confronti degli altri, che comprende, accoglie e conforta/guarisce. Damiano è il classico personaggio tormentato, che ha fatto della sindrome dello struzzo la sua missione di vita, ma allo stesso tempo è una persona che ha tanto da dare e tanto da ricevere, perché l'accettazione e l'amore incondizionato sono quelli che gli sono stati negati per primi, e lui, mettendo in atto un meccanismo di difesa, finge di non averne bisogno. Si percepisce il suo dolore in ogni singola parola che lo riguarda, per questo l'ho amato, nonostante abbia ritenuto per metà libro e più che dovesse darsi una svegliata. Miriam, pur essendo una donna di successo, è diventata talmente paranoica sul fatto di temere di non riuscire a tenersi un uomo, che diventa, anche a suo dire, patetica. A tratti l'ho trovata petulante, a tratti quasi mi faceva tenerezza.
Quello che posso dire è che tutti i personaggi sono ben caratterizzati, realistici e credibili, all'interno di questa storia.
Faccio quindi i miei complimenti all'autrice per averci regalato una lettura interessante e ben scritta.
Consiglio questo libro a chi ama le storie sofferte e con prese di coscienza finali, a chi ama perdersi negli stati d'animo dei protagonisti, soffrendo e gioendo con loro. Se appartenete a queste categorie sono certa che apprezzerete questa storia, ambientata in Italia, un punto che, a mio parere, gioca ulteriormente a suo vantaggio.

" Era sfinita. Non sapeva dire se le fosse piaciuto o meno. Sapeva solo che il dolore che sentiva nel cuore era dovuto alla consapevolezza di essersi fatta usare. Gli aveva consentito di prenderla per sfogare la sua tensione."
"Era delusa, perché ancora una volta lui le stava negando se stesso. L'aveva allontanata, invece di chiederle aiuto. Se si fosse aperto con lei, avrebbe potuto confortarlo, fargli capire attraverso parole dolci e gesti affettuosi che era dalla sua parte. E avrebbero potuto fare l'amore. Invece era stato rude ed egoista." 
" "So cosa volevi dire e non mi offendo. Sono solo stupito del fatto che hai continuato per anni a raccontarti la stessa bugia, invece che cercare di essere te stesso." Gli prese il mento con una mano e lo fece voltare verso di lui. Il suo sguardo era severo. "È  la tua vita e di nessun altro. Ti meriti una felicità vera, priva di sovrastrutture, Damiano." "


"Ma qual era la sua vita? Un'esistenza trascorsa in solitudine, schiava del lavoro e delle aspettative della madre. Era così che voleva davvero vivere? Ma poi, in fondo, cosa avrebbe potuto fare di diverso? Cosa lo avrebbe aspettato là fuori se avesse perso anche l'approvazione degli altri?"
La mia valutazione, come avrete già capito, è decisamente positiva, proprio per come l'autrice è riuscita a coinvolgermi emotivamente e non solo. Per questo le porgo i miei più sentiti complimenti.


Emiliana, da sempre lettrice accanita, inizia scrivendo racconti sotto pseudonimo.
Ha all'attivo sei pubblicazioni in altrettante raccolte, edite da Damster Edizioni e Il Foglio.
Da qualche tempo si dedica alla narrativa romance male to male.
I resti del mio cuore è il suo primo libro.


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