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mercoledì 23 novembre 2016

IO SONO BUIO di Kiersten White


Una principessa non dovrebbe essere brutale.
Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata.
Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.
Quando si parla di Vlad III di Valacchia Drăculești non resisto, DOVEVO assolutamente leggere questo libro. Una figura storica davvero conosciutissima, noto anche come Vlad Țepeș ovvero Vlad L’Impalatore, per la sadica crudeltà con cui uccideva i suoi nemici. Fu anche di grande ispirazione allo scrittore Bram Stoker per delineare la figura del Conte Dracula.

Cronologicamente parlando la vicenda descritta in "Io sono buio" va dal 1435 al 1446 e vede come protagonista Ladislav detta Lada, figlia di Vlad Dracul Tepes. Nel periodo storico in cui è venuta al mondo, esser nata donna era una vera sfortuna; non poteva ricoprire alcun ruolo di spicco se non fruttare alleanze preziose per mezzo di un matrimonio. Lada tenta in ogni modo di impressionare il padre dimostrandogli costantemente il suo valore, la sua forza e brutalità. Lei è feroce, appassionata, con una scintilla di malvagità che le brilla negli occhi. Qualità che, invece, non si riscontrano in Radu, il figlio maschio, che agli occhi di Lada è pressoché inutile e caratterialmente si presenta come un individuo particolarmente sensibile ed emotivo. 

"Se Lada era l’erbaccia ispida che spuntava tra le crepe del letto di un fiume riarso dalla siccità, Radu era una rosa dolce e delicata, che appassiva se le condizioni del terreno non erano perfette."

Ma da un uomo così crudele non ci si aspettano gesti d’affetto e, infatti, l’indole opportunista e crudele di Vlad emerge subito; non ha alcuno scrupolo nel servirsi dei suoi figli come pedine in un gioco di potere e politica tutto a suo vantaggio, abbandonandoli in terra straniera in balìa di un impero nemico.
Questa è la storia che vede protagonisti due bambini e, adulti poi, indesiderati che con le unghie e con i denti cercheranno di sopravvivere alla corte ottomana, scontrandosi tra di loro e simpatizzando con il figlio del sultano Mehmed che li metterà a dura prova.

Scendendo nel dettaglio, l’astrusa e controversa personalità di Lada è quella che stuzzica maggiormente la curiosità del lettore; è l’antitesi della perfetta principessina a modo e anche di modello di virtù. Una donna che sa ciò che vuole e come ottenerlo, che rinnega e disprezza la sua femminilità trincerandosi dietro una corazza di rigore e severità, sopprimendo ogni sorta di emozione e cercando di padroneggiare al meglio la sottile arte del combattimento. Di Radu, invece, si può dire che è l’opposto di Lada, vive all’ombra della sorella cercandone l’approvazione a tutti i costi. Il rapporto tra fratello e sorella è imperfetto e bivalente: da un lato vediamo Lada che invidia Radu per esser nato maschio e per questo non può fare a meno di dimostrargli la sua superiorità, ma allo stesso tempo prova per lui un innegabile affetto; dall’altro lato c’è Radu a cui non importa nulla di ciò che il padre pensi di lui, ma che cerca con caparbietà di esser motivo d’orgoglio per sua sorella. Come genere orientativamente può essere collocato tra i romanzi storici con qualche tocco tipico degli young adult, il contenuto risulta coinvolgente grazie al giusto equilibrio tra i vari elementi. Infatti la White mescola con destrezza diverse tematiche spaziando dagli intrighi politici, all’amore e perfino al concetto di religione (cristianesimo e islam) dando spazio a momenti di spensierato humor che contribuiscono ad alleggerire la cadenza di lettura; il world building è storicamente accurato e ben delineato, la storia d’amore di fondo non è smielata né ci troviamo di fronte al classico e repentino colpo di fulmine. Il rapporto tra Lada e Mehmed si costruisce giorno dopo giorno, sulla base di una fiducia reciproca e non di cieca sottomissione.

"Perché una parte di lei si fidava di Mehmed più di chiunque altro. [...] Prenderlo come amante anziché esistere in quello stato intermedio, così doloroso per entrambi. Accettare la vita più facile, essere sua. E una parte di lei voleva pugnalarlo per lo stesso motivo. "

Non vedo l’ora di leggere il secondo volume della “The Conquerors saga”, non posso non lasciarmi tentare da una protagonista come Lada con un lato oscuro che conquista non poco, è raro trovare un libro così brutale e allo stesso tempo così travolgente da mozzare il fiato.


KIERSTEN WHITE è stata autrice bestseller del «New York Times» con la trilogia Paranormalmente e con i thriller Mind Games, Perfect Lies, The Chaos of Stars e Illusions of Fate. Vive con la famiglia a San Diego. Il suo sito è kierstenwhite.com.

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