Pagine

venerdì 17 marzo 2017

SPOGLIAMI L'ANIMA di Anna Genchi


"Tutto ha una sua ragione, se accade. Eppure, quello che mi è appena successo non ha spiegazione logica".
Delle sue certezze, a Layla non resta nulla. Niente se non aggrapparsi all'unica speranza che ha, quella vita che porta dentro di sé. Solo buio nei ricordi, tranne che per un paio di occhi che l'hanno salvata.
Cinque anni dopo, tutta la sua vita è diversa. Indipendente, lontana dai vizi e dai lussi della sua famiglia di origine, ha trovato il suo posto nel mondo. Un posto che verrà invaso dalla conoscenza di Alexander, un pediatra affascinante con degli occhi speciali.
I loro sguardi sono calamite imprescindibili, unioni complementari, necessità inevitabili. La sorpresa di capirsi senza averlo preventivato.
E se il destino fosse stato beffardo con loro? Cosa accadrebbe se quegli occhi si fossero già
incrociati?
Trattare il tema della violenza sessuale non è facile, i mille problemi psicologici che può portare subire un atto simile sono quasi incomprensibili se non si prova un’esperienza analoga. Oggigiorno purtroppo accade ancora troppo spesso, si fa ancora troppo poco per scongiurare questa piaga. Premesso questo, l’autrice riesce a trattare in modo delicato una tematica così forte, portando il lettore a provare empatia per Layla. Oltretutto, come se lo stupro non fosse sufficiente, viene anche ripudiata dalla famiglia troppo per bene per accettare uno scandalo simile. Insomma, la sua vita è tutta in salita, all’inizio. Nonostante il personaggio di Layla venga fortemente connotato da questa sua tragica esperienza, il tema della violenza viene poco sviluppato. Quando la narrazione si sposta temporalmente di anni dalle vicende, lo stupro non rimane che una macchia sullo sfondo, un evento sì traumatico a cui viene fatto riferimento, ma smette di comportare tutti i problemi psicologici che una violenza simile porta inesorabilmente con sé. 

Dopo cinque anni Layla è riuscita a farsi una vita e a viverla al meglio delle sue capacità e lì incontrerà nuovamente il ragazzo che l’aveva salvata dopo l’esperienza più traumatizzante della sua vita, anche se non riconoscerà Alex come suo salvatore se non dopo diverso tempo. Di lui non ricorda che gli occhi e la gentilezza che le aveva rivolto, saranno poi gli eventi a svelare questo fatto.

Insomma, la storia è scorrevole, la scrittura buona anche se con qualche refuso, ma lo spessore psicologico dei personaggi lascia alquanto a desiderare nonostante il cambio di pov tra Layla e Alex.
Alex, dal canto suo, è un brillante medico, bello e amato dal gentil sesso che in un secondo passa dall'essere un piacente playboy al votare la sua vita ad una sola donna. Va bene il colpo di fulmine, ma il non approfondire i suoi pensieri lascia la cosa decisamente troppo raffazzonata.
Inoltre, dopo che Alex riesce a conquistare Layla e a far breccia tra le sue riserve, si giunge al finale un po’ troppo velocemente. L’autrice sembra che voglia arrivare all’happy ending (fin troppo happy) a tutti i costi, tagliando molto sulle emozioni dei protagonisti, soprattutto Layla, portando tutti al vissero per sempre felici e contenti senza contare quanto comunque sia difficile da conquistare, anche quando si è già passato lo scoglio più difficile rappresentato dal trovare la persona giusta con cui voler condividere al vita.

A conti fatti si tratta di una lettura non proprio leggera visto il tema principale attorno cui si sviluppa l’intera narrazione, la trama è piuttosto prevedibile, ma almeno la scrittura è buona e permette al lettore di trascorrere qualche ora in buona compagnia.


«Non è importante dove stiamo andando. La cosa fondamentale è dove vogliamo arrivare». - Non posso far altro che guardarlo con aria sognante e sorridere ancora. Le sue parole non si riverberano nell'aria toccando le corde vocali, ma sfiorando corde ben più profonde, situate in fondo al cuore.


«[…] I tuoi occhi non mi erano nemici. Erano occhi che il mio cuore ricordava. Nonostante volessi dimenticare tutto, mi sono sempre chiesta che faccia avesse l’uomo che mi aveva salvato. Se fosse alto, magro, giovane oppure no, e ce l’avevo a due passi da me».
«Spero che la sua visione non deluda le tue aspettative».
«Direi che non potevo desiderare salvatore migliore. Quindi è a te che devo la vita?»


«Voglio assecondare ogni tuo desiderio, e desidero te da impazzire. Anche ora ti desidero, e non sai quanto vorrei che accettassi di essere mia per sempre e senza remore. Ti ho chiesto di andare a vivere assieme. Credi davvero che lo avrei fatto se non ti amassi? Io ti amo Layla. Per quello che sei, non per la famiglia dalla quale provieni»


Nessun commento:

Posta un commento