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lunedì 10 aprile 2017

Segnalazione: Infinite volte di Brittainy C. Cherry



Per la serie: Ogni tanto una gioia ( e soprattutto per una Cosmo che è molto affezionata a questa scrittrice), in Italia sta per tornare Brittainy C. Cherry grazie a Newton Compton.
Con che libro? Con il secondo volume della serie Elements.

Volete saperne di più? Eccovi accontentati con la trama che ho tradotto per voi, un piccolissimo estratto e... dulcis in fundo, che ne direste se nel mentre vi lasciassi il link alla recensione del primo volume italiano, Ti amo per caso e il link alla recensione di Fidi del secondo volume, The fire between High and Lo? Cliccate sui titoli per essere riportati alla nostra recensione.

A presto!


Una volta c'era un ragazzo che amavo.

Logan Francis Silverstone era il mio esatto contrario. Danzavo mentre lui si fermava. Era calmo mentre io non pensavo mai prima di parlare. Si sforzava di trovare un sorriso mentre io rinnegavo le espressioni accigliate.

La notte in cui ho visto l'oscurità che veramente si celava dentro di lui, non riuscivo a distogliere lo sguardo.
Eravamo entrambi rotti eppure in qualche modo insieme eravamo interi. eravamo sbagliati, ma sempre giusti l'uno per l'altro. Eravamo le stelle che bruciavano nel cielo notturno, alla ricerca di un desiderio, pregando per un futuro migliore.

Questo prima del giorno in cui l'ho perso. Ci ha gettato via con una frettolosa decisione, una scelta che ci ha cambiato per sempre.

E per brevi pochi respiri, pochi sussurri, pochi momenti, pensavo che anche lui mi amasse.


Il ragazzo dalla felpa rossa continuava a fissarmi alla fila alla cassa.
Lo avevo già visto prima, molte volte, compreso questa mattina presto. Ogni mattina lui e i suoi amici uscivano nei vicoli dietro il supermercato dove lavoravo. Li avevo visti mentre il mio capo mi aveva mandato a spacchettare e poi buttare fuori degli scatoloni.
Il giovane dalla felpa rossa arrivava con i suoi amici ogni giorno. Facevano un sacco di rumore, fumavano e imprecavano sino al negozio. Lui si distingueva, anche perché gli altri ragazzi ridevano e sorridevano. Lui sembrava come muto, come se la sua mente vivesse lontana da quell'ambiente.
Qualche volta ci guardavamo negli occhi e sempre io distoglievo lo sguardo.

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