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giovedì 18 maggio 2017

Blog tour: Un mistero per Lady Jessica


n. 511 pagine


Tutte coloro che leggono romanzi rosa storici hanno sentito parlare della stagione mondana, spesso vi si accenna solamente in un discorso, a volte sono proprio ambientati a Londra durante la stagione stessa e molto esplicativi, altre purtroppo lasciano solo presumere si tratti di un vago periodo dell’anno con feste e balli.
La stagione mondana, però, era molto di più e molto diversa da ciò che ci aspettiamo noi sognatrici romantiche.
C’è da fare una grossa distinzione, anzitutto, tra romanzo rosa storico e realtà, la principale è che, purtroppo, la stragrande maggioranza dei matrimoni era semplicemente un contratto tra due parti e che la stagione mondana altro non era che il “tavolo” sul quale venivano stipulati, ma andiamo con ordine.
Sia che abbiate letto altri libri ambientati tra il 1700 e il tardo 1800 sia che abbiate visto film e serie tv sempre dell’epoca, avrete sicuramente sentito parlare della stagione.

Durante la primavera le ragazze iniziavano la loro caccia a un buon partito, venivano organizzati i balli di debutto, le famiglie ricche, ovviamente, li volevano organizzare nella capitale, questo richiamava dalle campagne la piccola nobiltà, e, ovviamente, più persone si spostavano e più ne servivano. Servitori, affaristi, modiste. Le ragazze andavano a fare i loro  balli, gli uomini a caccia di affari, di una buona moglie o semplicemente per divertirsi.
Tutte le ragazze sognavano di accedere a questi ritrovi tra ricchi poiché era più facile accalappiare un marito di alto livello ed erano incoraggiate dai familiari che spendevano delle vere e proprie fortune per far fare bella figura alle giovani figlie e nipoti, visto che dovevano apparire perfette in tutte le situazioni.
 La Stagione poteva anche essere un’arma a doppio taglio e rivoltarsi contro la giovinetta, era sì aspettativa e magia per le debuttanti, ma poteva anche voler dire mortificazioni e suicidio sociale se non fossero state preparate e vestite a dovere.

Cosa si faceva durante la stagione?

La stagione non era fatta solo di balli e ricevimenti, c’erano altri ritrovi e modi di fare importanti, uno dei tanti era la beneficenza. Era un dovere vero e proprio, per ogni lady benestante, prendere parte ai ritrovi settimanali che venivano organizzati per raccogliere cibo e coperte per i poveri, o dove si poteva donare i propri abiti dismessi e oggetti preziosi inutilizzati a favore di questa o quell’altra causa. Va da sé che molte di queste opere pie venivano messe in atto più per mettere in luce se stesse che per il vero valore che avevano i gesti compiuti. Sicuramente erano poche le donne che compivano queste azioni per bontà personale.

Ovviamente c’erano le serate a teatro dove si doveva essere abbigliate e ingioiellate alla perfezione. Quando nei film vedete le dame con il binocolo che, anziché guardare l’opera, spiano le dame sugli altri palchi non state assistendo a un’esagerazione scenica. Gli spettacoli più ambiti ai quali assistere, “vedere ed essere viste”, erano le piece proposte dal West End Theatre.

Un’altra cosa tipica della stagione londinese erano le corse dei cavalli ad Ascot. Per poter accedere bisognava essere vestiti in modo adeguato e soprattutto bisognava tenere un’etichetta anche più rigida di quella che si teneva a Palazzo.
Altra manifestazione di rilievo era il Chelsea Flower Show. Evento di tipo botanico con floricoltori provenienti da tutta l’Inghilterra. (Manifestazione che si tiene ancora oggi a Londra).
In fine vi era anche il Festival di Edimburgo.

Durante la stagione, poi, c'erano molte cose da fare: passeggiate, ritrovi tra amiche, circoli del cucito, tè con le signore, la beneficenza di cui si è detto sopra, visite al porto traghetti o ai giardini Vauxhall, le visite ai poveri, le gite in campagna e ovviamente lo shopping.
Oltre a queste occupazioni tranquille c'erano poi le corse clandestine con le carrozze, il gioco d'azzardo e l'alcool, con cui spesso si eccedeva.
Al giorno d'oggi le gare di tennis di Wimbledon cadono proprio durante il periodo della stagione, il che lascia intuire da dove derivi l'origine di questa competizione sportiva.

In che periodo era la stagione mondana?

L'inizio era tradizionalmente dopo Pasqua e terminava con l'apertura della caccia al fagiano che incominciava il 12 di agosto.
Per quella data quasi tutte le damigelle e i gentiluomini si erano allontanati dalla città mondana dove erano andati a trascorrere quel periodo. La Stagione londinese aveva, però, date tutte sue rispetto a quelle delle altre città.
Iniziava dopo Natale e terminava a metà estate. Il suo inizio coincideva con la prima Seduta del Parlamento annuale.

Londra era ovviamente il luogo più ambito dove debuttare e trascorrere la prima stagione, quella del debutto, anche se si trattava di una cosa che poteva ritorcersi contro le malcapitate damigelle inesperte o male istruite.
Gli uomini e le donne abituati a frequentare Londra erano avvezzi a un tipo di comportamento e maniere che erano ben distanti da quelle tenute dalla piccola nobiltà terriera. Solo le più fortunate e abili riuscivano a “brillare” durante la stagione di Londra, purtroppo era molto facile cadere vittima di pettegolezzi o dei giornali scandalistici, che purtroppo esistevano già in quell’epoca. Fare anche il più piccolo passo falso voleva dire essere segnate per sempre. Mentre in una piccola città di provincia gli errori di una debuttante potevano essere lasciati correre o addirittura nemmeno notati. A Londra, le temutissime Patronesse di Almack’s, (sala da ballo molto in voga ai tempi), non avrebbero certo perso tempo a mettere al bando la malcapitata spargendo voci ovunque dai balli al più piccolo ritrovo di cucito per i poveri
La Stagione londinese era un sicuro successo  per chi era davvero dell’ambiente, nobili di alto rango, figlie di ministri o di persone con cognomi importanti e con le tasche molto piene.
Ogni tanto capitava che qualche ragazza di ceto leggermente inferiore riuscisse anche a spuntare un buon matrimonio, ma erano fatti davvero rarissimi. L’alta società londinese, il Ton, non era aperto nei confronti degli estranei e specialmente dei campagnoli.

Come ci si vestiva durante la stagione?

Durante la stagione era imperativo rifarsi il guardaroba, sia per gli uomini che per le donne, era in assoluto il periodo in cui le modiste lavoravano di più.
Sarebbe stato impensabile presentarsi con mise datate o sfoggiare mode passate.
Vi state chiedendo da quanti capi fosse composto un guardaroba per una stagione? Una miriade. 
Considerando che ogni abito vedeva abbinata una quantità inimmaginabile di orpelli e accessori: dal fiocco, alla borsa, al ventaglio, alle scarpe, ai fiori da appuntare sul cappellino o lo scialle da usare in una sera più fredda.
Certo non si poteva comparire in pubblico ai balli sociali o da Almack’s con un vestito che si era già messo più volte, sarebbe stato sconveniente. Le famiglie dovevano mettere mano al portafoglio. Le sarte e le modiste delle città più frequentate facevano affari d'oro nel mese che precedeva l'apertura della Stagione e anche le sartine di periferia che lavoravano o per le ragazze del paese o per i grandi ordini delle città ricevuti dalle modiste che mandavano "in appalto" le richieste.
Era usanza, infatti, che le grandi stiliste si facessero aiutare dalle sarte meno famose compensandole per il lavoro. Insomma: ciascuno faceva del suo meglio per apparire e far apparire bello.
Anche gli uomini si rifacevano il guardaroba, rinfrescavano vecchi modelli e li adattavano alle nuove mode. Si facevano confezionare anelli e bastoni da passeggio, cappelli e guanti. In Bond Street, una delle strade dei negozi di Londra, esisteva un negozio di cappelli molto famoso che marchiava ciascuna creazione e, dal numero, si poteva risalire all'acquirente.

Dove si viveva durante la stagione?

Durante il periodo della stagione le debuttanti si trasferivano dai parenti che vivevano nella città prescelta, oppure tutta la famiglia prendeva in affitto una casa e vi si stabiliva. Più si voleva impressionare le persone e più si tendeva a strafare affittando case che difficilmente ci si poteva davvero permettere.
C’erano poi i più ricchi che possedevano i palazzi e le case direttamente a Londra e vi si trasferivano con tutta la servitù al seguito oppure facevano operare le assunzioni, solo per quel periodo, dal primo maggiordomo, lasciando a casa la propria servitù.

A quante stagioni si poteva prendere parte?

Non vi era un limite una volta che si era stati introdotti in società, ma per le ragazze che non avevano trovato marito, dopo la seconda, massimo terza stagione, poteva diventare imbarazzante poiché vittime di pettegolezzi e maldicenze, soprattutto se accostate a fanciulle più fresche e giovani.
Una donna definita ufficialmente zitella veniva considerata un'ottima accompagnatrice per le più giovani, chaperon, e poteva introdurle negli ambienti e badare a loro con un occhio particolare. Una donna sposata, invece, partecipava alla stagione esclusivamente per mettere in mostra se stessa e il proprio status sociale o manifestarne uno che non possedeva. La cosa più importante di tutte, come sempre per nobili e ricchi, restava quella di apparire al meglio in ogni occasione e la stagione mondana era la loro vetrina preferita.


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