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venerdì 19 ottobre 2018

Review Tour: LA CUCITRICE DI SOGNI di Giulia Dal Mas



Sulle punte, tra le righe del destino

Celeste è una giovane ballerina classica e sta per affacciarsi a una carriera brillante, è innamorata di Luca e del loro bambino. Ma un terribile incidente la priva dei genitori adottivi: tutto il suo mondo sembra sgretolarsi, si sente smarrita e niente la entusiasma più.

Un misterioso carillon e un pezzetto di tulle sono tutto ciò che la lega alla madre naturale: quando a Siena, di fronte a una sala da tè, l’anziana Margherita la scambia per la defunta Antonia Cateni, abbandona ogni titubanza, determinata a mettere insieme i pezzi del suo passato.

Attraverso il carteggio che Margherita le dona, Celeste ripercorre la vita di Antonia, ballerina classica negli anni Cinquanta che, adorata nei teatri di Parigi e Leningrado, fu l’amante di un coreografo russo, e visse sulla sua pelle grandi successi e profonde delusioni.

A più di sessant’anni di distanza, esplorando il mondo del palcoscenico, fatto di eleganza, perfezione, invidie e gelosie, Celeste si rappacificherà con se stessa e tornerà a danzare?
Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro uscito in questi giorni edito Amazon Publishing, “La cucitrice di sogni” di Giulia Dal Mas. Premetto di non aver mai letto nulla di Giulia prima di questo romanzo e sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua scrittura. Ma andiamo con ordine.

La protagonista di questa storia è Celeste, una giovane donna che nella vita ha seguito il suo sogno e coltivato la sua passione: la danza classica. Professione che ha saputo mettere momentaneamente da parte per vivere la sua vita di donna e madre, ma che non ha mai abbandonato. Ha un compagno, un figlio e una carriera, pensa di avere tutto ciò che si possa desiderare dalla vita, finché un brutto giorno i suoi genitori adottivi muoiono in un incidente stradale.

“Un fantasma, un’entità che respirava ma non era realmente viva. Era la figlia di una donna che non desiderava essere nominata: non avrebbe mai conosciuto se stessa.”

Celeste è distrutta dal dolore per la sua grave perdita, si sente smarrita, come se all’improvviso le avessero strappato una parte di sé. Da qui in poi inizia a mettere in discussione tutta la sua vita. Chi è davvero Celeste? Può ritenersi sinceramente soddisfatta della sua esistenza? E sull’onda di questi e altri punti di domanda, decide di cercare la sua vera madre, la cui storia è racchiusa in un carillon contenente un pezzo di tulle e una vecchia fotografia.

“Giù, nella parte più profonda di se stessa, era sempre stata sola, poiché non aveva conosciuto l’amore della persona che per prima avrebbe dovuto amarla: sua madre.”


Sarà per una serie di coincidenze o per opera del destino, chi lo sa, tant’è che la strada della protagonista si incrocia con quella di Margherita che, con il suo aiuto, la metterà sulla giusta via e attraverso un fascio di vecchie lettere farà (e faremo) la conoscenza di Antonia Cateni, una ballerina classica degli anni Cinquanta.

Riuscirà Celeste a ricostruire la storia del suo passato? Per scoprirlo dovete solo leggere il libro.

“Il caso non esiste, è solo uno dei tanti nomi che diamo alle nostre scelte quando non ci rendiamo conto di averle già compiute.”

Una storia, questa, che si alterna tra passato e presente e ci accompagna in diversi luoghi: da Parigi a Leningrado, passando per Siena. Una lettura scorrevole e coinvolgente, dalla quale sarà difficile staccare gli occhi, grazie anche allo stile dell’autrice che ha un tocco talmente soffice e delicato capace di scalfire anche i cuori più duri.

Ho apprezzato tutto di questo romanzo: ambientazioni, personaggi, storie che si intrecciano, immagini del passato che ritornano e prendono vita davanti ai nostri occhi come per magia. Mi sono innamorata della scrittura di Giulia Dal Mas e mi sono ripromessa di recuperare tutti i libri che mi sono persa, soprattutto il primo volume della serie “villa Matilde, la casa degli amori ritrovati”.

“Sei ancora giovane, ma lascia che ti dica una cosa: il cuore ha infiniti modi di amare.”

L’autrice, con la dolcezza che la distingue, nel suo romanzo affronta temi delicati come il dolore e la perdita, la necessità di conoscere le proprie origini per poter avere una maggiore consapevolezza di sé e del proprio cammino e, ultima ma non meno importante, l’importanza di avere la forza e la costanza di inseguire i propri sogni e la propria felicità. Si parla di amore in tutte le accezioni del termine e delle molteplici relazioni che possono instaurarsi, non solo quella tra due amanti ma anche tra genitori e figli. Una storia che non risparmia emozioni.

“Le storie più belle spesso sono anche tristi (…) Ma è la vita: non ci si può fare niente.”

Non posso fare a  meno di consigliare la lettura di questo libro e spero di avervi incuriositi almeno un po’ con il mio umile parere.

Ringrazio l’autrice e la casa editrice per avermi dato la possibilità di leggere il libro e l’organizzatrice del Review Tour per avermi dato l’opportunità di partecipare.



Giulia Dal Mas è laureata in Giurisprudenza, ha una grande passione per la lettura e la scrittura, ama la cucina, i giardini, i vecchi edifici da rimettere in piedi e tutto ciò che sappia regalare emozioni. Con il racconto The secret door ha vinto il concorso “Chrysalide Mondadori”. Il suo racconto La vita di Vera Walsh è stato pubblicato in un’antologia con prefazione di Sveva Casati Modignani. Nel 2014 ha scritto la novella La sposa nella torre (Delos Digital). Con Rizzoli ha pubblicato: Un perfetto angolo di cielo (per incontrare Mr Big) (2015) e Provenza mon amour (2016)


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