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venerdì 6 novembre 2020

TI SENTO di Valentina Torchia



Tutti adorano Edoardo Marconi, il bello della scuola: mascella squadrata, occhi intensi, posa perfino come modello. Lo adora Susanna, la sua ragazza, prima che lui la lasci malamente. Lo adora Vincy, il suo migliore amico, che lo considera quasi un supereroe. E così il resto della scuola. Perché Edoardo non solo è affascinante, ma ha anche qualcosa di unico, che suscita ammirazione negli altri: non è capace di provare dolore. Un superpotere che gli permette di girare a petto nudo in inverno e di non farsi fermare da nessun incidente. Ma questo superpotere in realtà è una malattia. E anche una maledizione, secondo Aurora. Per lei Edoardo non è capace di provare niente. Non le sensazioni, non le emozioni o i sentimenti. E invece Aurora sente così tanto. Sente il divorzio dei genitori; il peso del fallimento del padre; l’amarezza del suo stesso fallimento, quando perde per un soffio il posto da primo violino alla scuola di musica. Perfino la tristezza di Susanna, lasciata da Edoardo. Aurora sente tutto, e tutto si trasforma in una rabbia che alla fine trabocca, con un pugno sul naso del ragazzo. È allora che tutto cambia. Perché, per la prima volta in diciassette anni, Edoardo quel pugno lo sente. Per la prima volta nella sua vita, Edoardo sente qualcosa.

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#copiaomaggio

"Lei è stata l’unica perché mi ha fatto sentire" 

Valentina Torchia presenta ai lettori il suo nuovo libro che ho sentito sottopelle dall'inizio alla fine. Edoardo è riuscito a catapultarmi nella sua vita senza dolore, è affetto da insensibilità congenita al dolore che è una malattia che ha da sempre e che non gli fa provare niente, nessun dolore fisico nè psicologico, nada de nada. 


Fisicato e popolare a scuola Edoardo non si fa mancare niente, feste, partite di calcio e una fidanzata, ormai ha capito come si deve comportare nelle diverse occasioni, non è del tutto insensibile ma non prova le emozioni al 100%. Tutti adorano Edoardo anche il suo migliore amico Vinci, però si sente in gabbia perché  il padre da 17 anni lo controlla, lo sottopone a veri e propri interrogatori e lo porta dal medico di continuo. Da una parte c'è la preoccupazione dei genitori che si possa fare male senza che lui se ne accorga e dall'altra c'è un adolescente che vorrebbe avere più libertà perché comunque negli anni ha imparato a conviverci. Nel momento in cui scarica la sua fidanzata, entra in scena Aurora da cui prende un memorabile pugno sul naso che gli rimarrà impresso per sempre, restare impassibile è difficile perché Edoardo quel gancio l'ha sentito eccome. La situazione è sconvolgente e inspiegabile per lui, non dice niente a nessuno ma ne vuole sapere di più, vuole sapere cosa gli ha fatto quella ragazza.

                                                        

Aurora vive in un'altra gabbia, la vita con sua madre le sta molto stretta, vorrebbe vivere solo di musica ed entrare alla Juilliard di New York ma sa che è un sogno impossibile. Sua mamma sa essere molto pressante e le nega anche solo di pensare al futuro che vorrebbe, così per punirla per i brutti voti scolastici e per via del pugno, le sequestra il violino. Inutile dire che si sente un fallimento su tutti i fronti. Ha poca fiducia in sé stessa e ha un passato turbolento anche se è così piccola, è difficile affrontare i momenti bui da soli, spesso si ricorre all'autolesionismo anche se non è la soluzione e lei purtroppo ha le braccia segnate dal suo dolore. Ora però che ha fatto un patto con Edoardo, la vita torna a sorriderle, lei è l'unica che gli fa provare delle emozioni anche solo toccandolo. Escogita un piano in cui sperimentare la novità, ne faranno di tutti i colori e Edoardo Volterra per la prima volta vivrà. Ecco, i miei momenti preferiti del libro, quando Aurora tocca Edoardo, lo accarezza, lo bacia vi è un'esplosione di emozioni, il cuore si colma di una gioia mai provata prima, anche quando piange guardando Coco è felice di aver vissuto quella sensazione. Quando una persona ti dà così tanto, inizi a pensare di essere in debito con lei e Edoardo organizza qualcosa di speciale per Aurora, per il suo sogno, escogita un piano perfetto in cui però nessuno è coinvolto men che meno Vinci il suo amico eccentrico e gay dichiarato che fa molto sorridere mentre racconta di sè. 


"Aurora mi prende la mano e col buio assoluto mi bacia e come ogni volta quando mi tocca il mondo dentro e fuori di me esplode"

A questo punto del libro si interrompono i miei sogni, la mia mente aveva elaborato un destino diverso per i due ragazzi, invece l'autrice mi ha sbattuto in faccia la cruda e triste realtà di come una situazione idilliaca possa precipitare nel giro di attimi, il tutto aggravato dalla malattia di Edoardo che torna a ricordargli che non può far finta di niente. Con il senno di poi, è stata una scelta giusta anche se dolorosa. No spoiler quindi vi invito a leggere questa storia particolare ma molto significativa. Senza Aurora, Edoardo dovrà fare i conti con il dolore mentale, quello che ti tortura l'anima. Mi spiace che Edoardo sia rimasto con il rimorso di non aver potuto fare di più per Aurora. Li ricorderò sempre per mano mentre nella testa di Edoardo esplode un arcobaleno di emozioni.

"Ma nel vaso di Pandora era rimasta una cosa, che non era sfuggita per il mondo. La speranza. Non so davvero a cosa serve il dolore. Però, dovrebbe sempre rimanere una Speranza, anche se minuscola, lontanissima. O, almeno, questo è quello che dice il mito di Pandora"



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