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giovedì 25 febbraio 2021

Review Tour: PLAYING TIME di Moloko Blaze



 

«Quindi tutto ciò che fai è vendere hamburger e patatine e arrossire durante il laboratorio di teatro?»

«Hai descritto la trama della mia vita» conclusi, sollevando la mano e mostrandogli il dito medio.

«Cazzo» mormorò stropicciandosi la faccia con le mani.

«Non mi trattare come una causa persa! Io ho da fare, non ho tempo per i ragazzi, o per le feste, o per qualsiasi altra cosa tu mi voglia proporre. E non verrò a letto con te, se stai facendo tutta ‘sta pantomima per questo.»

«Io non scopo le vergini!» Poche parole, ma di fatto mi aveva estratto il cuore dal petto, lo aveva gettato a terra e calpestato con le sue costose Clarks.

«Perché no?» Sperai che ignorasse il velo di delusione nel tono della mia voce.

«Troppa responsabilità.»

Non riuscii a trovare alcuna idea per ribattere, solo un senso di oppressione che mi stritolava lo stomaco.

«Ma posso aiutarti.»

 

Reagan Desoto ama recitare, ama lo sfavillio del mondo di Broadway così come l’odore dei piccoli teatri, ma una ragazza di Harlem non dovrebbe credere nei sogni, soprattutto quando a spronarla è un giovane con il conturbante aspetto e il naturale talento di James Dean. Noah Dresner sembra mostrare uno strano interesse per lei, nonostante il suo look da maschiaccio e il suo modo sfrontato di dire e fare le cose. Noah è l’uomo che l’ha stregata da subito, che le permette di conoscere le gioie e i dolori del sesso senza tabù, con l’unica regola di escludere dall’equazione l’amore, ciò che si ostina a non concederle e che lei invece non riesce a negargli.

 

Un’intima amicizia sbocciata dietro le quinte della scena Off Broadway di New York. Una passione che rischia di bruciare come un incendio. L’amore che è impossibile da soffocare, anche in un rapporto all’insegna del sesso privo di limiti. Perché la maschera può essere un mezzo per sentirsi liberi, ma anche la più subdola delle gabbie. Dopo l’erotico The Undressed Series, Moloko Blaze torna con una nuova avventura Hot Contemporary Romance! Si consiglia la lettura di Playing Time a un pubblico adulto e consapevole.

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«Le maschere nel teatro antico liberavano l’attore da un orpello che a loro dire era inutile e controproducente ai fini della rappresentazione: se stesso, dal suo vissuto, dal suo senso di colpa…»

Il concetto espresso nella frase succitata rappresenta il riassunto perfetto della storia raccontata nel romanzo. Recitare equivale a reinventarsi ogni volta che ci si immedesima in un nuovo personaggio. Per poche ore, nelle vesti di un altro, l’attore dimentica se stesso; l’infelicità, i problemi, le sofferenze scompaiono all’improvviso, come per incanto e il nascondersi equivale a mettere da parte la propria identità. Per Reagan e Noah, i protagonisti della storia, accade proprio questo: due ragazzi diversi, due personaggi in cerca d’autore che la passione per il teatro ha fatto incontrare. Il palcoscenico diventa il trampolino di lancio che li catapulterà in una relazione molto particolare il cui punto focale è caratterizzato dal sesso. Il discorso però non può essere risolto così facilmente, ogni gesto, infatti, è studiato ed è teso a raggiungere un determinato fine. Non lasciamoci dunque influenzare dal pregiudizio ma teniamo presente che ciò che accade nasconde una psicologia complessa e sicuramente interessante.

Tutto ha inizio sul palcoscenico quando Reagan e Noah, impegnati in una scena dai toni fortemente erotici, vengono risucchiati entrambi nel vortice dell’attrazione. In realtà già in precedenza Reagan si era lasciata sedurre dal fascino oscuro e triste del bel ragazzo biondo che le ricorda il suo idolo James Dean. Noah invece, pur non restando indifferente alla bellezza della giovane, sembra rapito dalla sua timidezza inaspettata. Il rossore che scorge sulle sue guance al momento del bacio di scena diventa una rivelazione che lo intriga e il desiderio di saperne di più lo spinge a osare in cerca di risposte.  

 

«Reagan Desoto detta American Pie, sei vergine?»

 Ora la risata dovetti forzarla, nel vano tentativo di scacciare l’imbarazzo. «Io non parlo con te di queste cose, non ti conosco nemmeno!» […]

«Certo che ci conosciamo! Frequentiamo l’Actors Studio insieme da due mesi e dovremo fingere un amplesso sul palco. Siamo praticamente intimi.»

 

Noah prende a cuore la faccenda, la mancata esperienza di Reagan diventa la sua crociata e, nel tempo, anche la sua ossessione. Il ragazzo si trasforma nel mentore di Reagan, l’insegnante esperto che l’accompagna in un folle viaggio alla scoperta della propria sessualità. Il percorso non si rivela affatto facile per nessuno dei due, l’intervento di troppe componenti esterne finisce con il distruggere la goliardia iniziale. Il gioco perde il suo aspetto ludico e Reagan e Noah si ritrovano immersi dentro uno scenario inaspettato a gestire qualcosa che non avevano preventivato.

La penna sapiente di Moloko Blaze ha dato vita ancora una volta ad una storia bella e originale a sfondo psicologico, alleggerita e, al contempo impreziosita, da numerose scene di sesso. L’erotismo gioca un ruolo determinante e diventa la chiave di lettura, assieme al teatro, per l’analisi approfondita dei protagonisti, alla continua ricerca del riscatto e di una collocazione di riguardo in una società che invece li pone ai margini.



Reagan Desoto è una ragazza giovane con molte idee in testa e poche aspettative. Sperare, infatti, non è un verbo contemplato nel suo vocabolario. Vive ad Harlem e la sua vita non si può dire certo quella di una principessa. Dopo la morte del padre, poi, le cose peggiorano. Rimasta a casa con la matrigna alcolizzata e violenta e il fratellastro spacciatore a cui vuole bene, Reagan trascorre le sue giornate tra il lavoro deprimente al Burger King e il corso di recitazione presso l’Actors Studio. Il teatro, infatti, è la sua passione, diventare una grande attrice è un sogno che non si realizzerà mai, e non perché Reagan non abbia talento, ma perché è così e basta. Non c’è posto per una di Harlem nell’olimpo delle stelle. Quel mondo non le appartiene, e lei lo sa bene, tuttavia non ne può fare a meno.  


Noah Dresner è un ragazzo interessante, molto bello e di talento. L’aspetto nostalgico alla James Dean gli conferisce un’aura di mistero che non guasta. Le sue umili origini (proviene da una piccola comunità amish di provincia), non hanno annientato i suoi sogni di grandezza e per poterli realizzare Noah si è messo in viaggio verso la grande città. A differenza di Reagan, Noah ha creduto nei suoi mezzi e, lavorando sodo, non si è precluso alcun traguardo.

Noah era un uomo che esigeva molto da se stesso, così come dagli altri. Lo avevo capito in quelle settimane di laboratorio.  

Scrollatosi di dosso l’abito del perdente, è arrivato dove voleva, rinnegando le proprie origini si è cucito addosso una nuova identità, fatta di eccessi, diventando un dandy contemporaneo amante della vita. Ma come in tutte le favole, anche qui il successo ha un prezzo, il trionfo raggiunto comporta una rinuncia molto pesante. Una brutta esperienza segna Noah nel profondo, l’enorme sofferenza fa da anestetico per il suo cuore ferito e distrugge per sempre la possibilità di trovare l’amore. L’attore diventa protagonista di una realtà assurda in cui finzione e vita si sovrappongono fino a confondersi.  

Come nei precedenti romanzi di Moloko Blaze anche in questo è il personaggio femminile a dettare le regole e a fare la differenza. Rispetto a Noah, infatti, Reagan è più concreta, accetta il gioco affidandosi completamente nelle mani del ragazzo che adora. Il suo corpo diventa la tela bianca sulla quale Noah disegna con abilità trame sessuali da solo o in compagnia.

Ogni suo movimento, ogni sua parola, era una traccia indelebile sulla sabbia della mia anima. Ogni suo desiderio era un legaccio alla mia volontà. Ogni suo sguardo, da quell’altezza, era una freccia che faceva sanguinare il cuore.

Lui è il maestro distaccato, lei l’allieva sottomessa; uno tiene ben nascosti i pensieri preferendo apparire insensibile, l’altra è innamorata. Reagan non ha paura di esternare i suoi sentimenti mentre Noah li rifugge. Il rapporto così diventa un gioco al massacro in cui non c'è un vincitore ma solo tanta sofferenza. Alla fine è sempre Reagan che prende l’iniziativa quando, depistata dai segnali contrastanti inviati da Noah, delusa decide di andarsene per la sua strada.

«So che non sono tua», bisbigliai nella notte. «So che forse non lo sarò mai. Ma in qualche modo sento di appartenerti.»

La decisione estrema equivale a una scossa potente, come sotto la forza di un terremoto di grande intensità i muri eretti intorno all’anima si sgretolano e le false certezze di Noah svaniscono per sempre. È arrivato il momento di gettare via la maschera, di fare i conti con se stesso e ricominciare. Non è più tempo di giocare, ora bisogna avere il coraggio di vivere.

Quello era Noah Dresner, l’uomo dalle mille contraddizioni: si era preso la mia bocca, si era preso il mio primo orgasmo, si era preso la mia mano, si era preso il mio cuore. Ma non aveva alcuna intenzione di prendersi il mio cuore.

 

Oltre ai protagonisti vale la pena ricordare anche gli altri personaggi della storia, Rhys, Leroy e Andrè intervengono in momenti precisi della storia lasciando un segno indimenticabile.

 

Consigliato!



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