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martedì 10 marzo 2026

UNLOVED di Katy Regnery

Una donna che vuole dire addio al fantasma di un amore che non c’è più.

Un uomo perseguitato dai fantasmi del passato.

Nelle foreste del Maine, una storia di solitudine, amore e redenzione.

Mi chiamo Cassidy Porter, figlio di Paul Isaac Porter, un serial killer morto in prigione mentre aspettava l’esecuzione capitale. Ho il suo dna malato, per questo vivo isolato dal mondo, l’unico modo che conosco per essere sicuro di non fare del male a nessuno.

Da tempo ho accettato il mio destino, il conto da pagare per il sangue che mi scorre nelle vene: non essere amato.

La vita è crudele: lo penso da due anni, da quando l’amore della mia vita mi è stato strappato in modo brutale e improvviso. Finché un messaggio incompleto su un cellulare non cambia tutto. E mi ritrovo su quelle montagne che mi hanno sempre spaventato, a lottare per la vita.

Un angelo mi salva. Forse, ora, il mio destino è salvare lui.

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Se c'è una cosa di cui sono certa, è che non mi stancherò mai dei romanzi di Katy Regnery, romanzi pieni di pathos e struggimento, che talvolta hanno solo bisogno del momento giusto in cui essere letti, capite?
Un po' come per Unloved. La prima volta che presi fra le mani questo volume iniziai a piangere con lo scorrere delle pagine, al punto che mi ripromisi di riprenderne la lettura solo quando mi sarei sentita pronta. Ebbene, questo momento è arrivato con la forza di un uragano.

Ammetto, la storia di Cassidy e Brynn può non sembrare per tutti in un primo acchito, soprattutto se conoscete la penna di questa autrice, ma vi prometto che se gliene darete l'occasione sarete le lettrici più fortunate che potrete essere in questo periodo. Perché lo dico?
Perché è una storia piena di dolore ma anche di speranza, di amore ma anche di perdono. Una storia non facile, certo, ma così piena di emozioni che è impossibile rimanerne indifferenti.

Il cuore di Cass e Brynn sono più simili di quanto in un primo momento si possa pensare: il primo ormai da anni ha imparato a vivere isolato in un cottage vicino al monte Katahdin, rifuggendo non solo le persone ma anche la civiltà, la stessa che ha incolpato una madre e un bambino di pochi anni per i peccati commessi dal padre di uno, o dal marito dell'altra, portandoli così a trasferirsi dal nonno di Cass, il proprietario di quella casa.
Una scelta facile? Assolutamente no, ma dovuta.
Una scelta che nessuno dovrebbe compiere, un peccato che nessun bambino dovrebbe portare sulle spalle, capite?

L'altro invece è spaccato in milione di pezzi dopo che la morte ha bussato alla sua porta, portando via da Brynn una delle persone a lei più care e importanti, quella che credeva la metà della sua anima. 

Sarà però proprio quel monte a far incontrare i nostri protagonisti.

Quella notte, tra la folla, io avevo qualcuno con un nome e un volto. Qualcuno che amavo profondamente. Chi di noi è sopravvissuto è un ferito che cammina. O un morto che cammina.


Dopo tempo passato alla deriva, Brynn si ritrova fra le mani l'ultimo messaggio mai inviato della persona per lei più importante, la stessa a cui non è riuscita mai a dir addio, che le indica una strada. Un nome. Katahdin. Un monte a cui quella persona si sentiva molto legata prima che nella sua vita piombasse l'amore della sua vita. E quale posto migliore per dirle addio, portando onore alla sua memoria?
Brynn non si immagina però cosa la aspetti una volta intrapreso questo viaggio. Non solo, non si immagina quanto questo viaggio la porterà a cambiare, a intraprendere un viaggio dentro se stessa.

Si dice che ogni persona che si incontra lungo il proprio cammino sia stata messa proprio lì per insegnarci qualcosa. Ed è proprio questo il caso, perché insegnare ad amare, come perdonare, non è mai stato così difficile.

Quello che mi è piaciuto di più, di quest'opera, è come i filoni delle due narrazioni si intrecciano, grazie ai pov alternati e al passaggio tra presente e futuro, mostrandoci tutte le crepe delle loro anime, al punto che è impossibile rimanerne indifferenti.

La amo. La amerò finché esisterà il cielo. Finché il sole e la luna continueranno a sorgere. Finché il monte Katahdin non si sgretolerà. La amerò per sempre

Katy Regnery sa come catturare il cuore dei lettori e anche questa volta non sbaglia un colpo, regalandoci un libro pieno di tormento ma anche speranza, un forced proximity come pochi, se me lo permettete, ambientato ai piedi del monte Katahdari.
Infine, un suggerimento: questo non è un romance ricco di spicy, perciò se cercate romanzi dove questa componente sia ben presente, mi spiace dirvi che probabilmente questo libro non fa per voi, in parte complice lo slow burn che caratterizza l'opera, in parte complice proprio il ruolo che giocano i sentimento qua dentro, qualcosa di così prorompente e forte da risultare in prima linea.
Da parte mia? Cara Katy anche questa volta mi hai lasciato senza fiato, un po' nostalgica all'idea di dire addio a questi due, ma piena di speranza all'idea di rivederti presto spero, perché ho bisogno di romance così, capisci?
P.S. Hope la prima volta che ci vediamo mi dovete parecchi pacchi di fazzoletti, grazie.
Tanti tanti.

Il libro in pillole:
- dual pov
- autoconclusivo
- tropes: contemporary romance, hidden scars, forced proximity


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