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martedì 20 ottobre 2026

LA CANZONE DELLA PIOGGIA ETERNA di E. J. Mellow

 



Il Regno dei Ladri si cela nelle profondità del mondo di Aadilor. La sua esistenza sopravvive in voci e sussurri, perché in pochissimi sono riusciti a trovare questo regno leggendario, dove piacere e magia prosperano sotto il dominio del Re dei Ladri. Al suo fianco, ci sono tre streghe tanto venerate quanto temute: le sorelle Mousai. Anche se è la più giovane delle tre sorelle Mousai, Larkyra Bassette possiede un potere straordinario: la sua voce può uccidere. Controllare costantemente le proprie emozioni, però, è estenuante, così come convivere con il senso di colpa per la perdita di sua madre. Quando nel Regno dei Ladri viene scoperto il traffico illecito di una droga capace di donare la magia a chi ne è privo, Larkyra si offre volontaria per scoprire chi si cela dietro il traffico, determinata a dimostrare il proprio valore. I sospetti ricadono sul viscido Duca delle terre di Lachlan, sferzate da un’eterna pioggia. Per portare a termine la missione, Larkyra dovrà proporsi come futura consorte del duca, ma il piano si complica quando entra in gioco Lord Darius Mekenna, autentico erede del ducato di Lachlan. Anche Darius vuole detronizzare il duca e ridare speranza alla sua gente, ormai rassegnata e impoverita, ma Larkyra sospetta che a spingerlo ci siano ragioni più oscure e personali. Uniti da un’attrazione pericolosa e da un obiettivo comune, Larkyra e Darius dovranno unire le forze per smascherare il tiranno e salvare il popolo di Lachlan. Ma ad Aadilor, dove nobili e signori possono rivelarsi assassini e ladri, la fiducia è un tesoro raro: quando la melodia del tradimento inizierà a risuonare, nemmeno la voce di Larkyra potrà salvarli, se non impareranno a fidarsi l’uno dell’altra.

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La prima cosa che ho pensato, arrivata al sesto capitolo — e non senza una buona dose di fatica ed entusiasmo — è stata: «In cosa mi sono andata a ficcare?». E subito dopo: «Potevi leggere la trama, Federica, invece di soffermarti solo sulla cover…». 

La canzone della pioggia eterna è uno di quei libri che mi ha fatto cambiare idea più di una volta durante la lettura. All’inizio ho fatto parecchia fatica a ingranare: la terza persona e un ritmo piuttosto lento, quasi da lungo viaggio, non hanno giocato proprio a suo favore, tanto che a un certo punto ho seriamente pensato di sventolare bandiera bianca. Ho dovuto farmi un piccolo lavaggio del cervello e convincermi ad andare avanti, dal momento che avevo preso l'impegno.

Sarò la tempesta finale che travolgerà questa fortezza.

Una volta entrata in questo mondo, però, ho iniziato ad apprezzarne un pochino di più le atmosfere. È un fantasy fatto di magia, sangue, creature oscure, casate potenti e personaggi che sembrano avere sempre qualcosa da nascondere. Il Regno dei Ladri, in particolare, mi ha incuriosita, così come il legame tra le tre sorelle. Larkyra, Arabessa e Niya, la più piccola delle Mousai (che ho scoperto poi significa Muse) sono molto diverse tra loro, ma è evidente quanto siano unite. Ognuna ha una personalità ben definita, un dono e, cosa che ho apprezzato particolarmente, tra loro c’è un legame familiare sincero: c’è affetto, complicità e non c’è spazio per quel tipo di rivalità o invidia che certe volte mi capita di trovare nei rapporti tra sorelle tra le pagine di un libro e anche nella realtà di tutti i giorni.

«Con te mi sento infinita».

Il sistema magico è legato al sangue e alla discendenza e, nel caso di Larkyra, è anche qualcosa che lei stessa fatica a gestire. La sua voce può diventare un’arma letale e proprio per questo deve imparare a controllarla. Per molto tempo, infatti, ha scelto di non emettere alcun suono per paura di poter fare del male agli altri. Proprio come ha fatto a sua madre... Larkyra ha una missione: indagare sul duca di Lachlan, che sta contrabbandando una droga velenosa di cui ne fa anche uso. Quando il duca mette gli occhi proprio su Larkyra e le chiede di diventare sua moglie, lei si ritrova a dover recitare la parte della futura sposa mentre cerca di scoprire cosa stia realmente tramando. Ed è qui che entra in gioco Darius, il figliastro del duca.

«Tu sei la mia luce guida».

Un uomo segnato da un passato tutt’altro che semplice e… molto Golden Retriever. Non mi aspettavo un personaggio così "molle" abituata agli MMC. A un certo punto mi sono anche chiesta se la parte romance fosse effettivamente presente. Questo è un vero slow burn: a confronto, Mariana Zapata è una dilettante. Però c’è una differenza. Mariana Zapata ha la capacità di farti vivere e percepire la tensione romantica sulla pelle fin dalle prime pagine, anche quando sai perfettamente che dovrai aspettare un’eternità prima di arrivare al dunque. Qui, invece, non posso dire di aver provato la stessa cosa con la Mellow. Diciamo che, per quanto riguarda l’aspetto romantico, mi è mancato qualcosa. Non sono riuscita a sentire fino in fondo quella connessione tra i due che avrei voluto.

«Quando sei arrivata qui credevo che saresti stata la mia rovina. Invece, a quanto pare, sei la mia salvezza».

Nonostante questo, La canzone della pioggia eterna mi ha lasciato quel pizzico di curiosità sufficiente a voler scoprire la storia delle altre due sorelle a partire da La danza del mare di fuoco e, soprattutto, delle loro anime gemelle... No, ma del pirata vogliamo parlarne?! Alla fine ho concluso la lettura senza sventolare bandiera bianca. Direi che è una piccola vittoria.


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