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lunedì 25 gennaio 2016

EVERNEATH di Brodi Ashton


Per settimane Nikki Bennett è scomparsa nel nulla, spezzando il cuore ai genitori, agli amici e soprattutto a Jack, il suo fidanzato. E ora è tornata senza nemmeno una parola, una spiegazione. Perché una spiegazione razionale per ciò che le è successo non c’è. Nikki è stata risucchiata all’Inferno, un luogo disperato e crudele in cui un immortale si è innamorato di lei e si è nutrito delle sue emozioni. Adesso, però, Nikki ha la possibilità di riprendersi la sua vita e Jack per sei mesi, sei mesi soltanto. Prima che l’Inferno la reclami di nuovo, e questa volta per sempre.

Il libro che vi presento quest’oggi è Everneath di Brodi Ashton. La prima cosa che mi ha subito colpita è stata la copertina così fumosa ed eterea. Leggendo la trama salta subito all'occhio che questa novella si rifà al mito greco di Ade e Persefone e anche a quello di Orfeo ed Euridice.

 «Ora sì che ci sei. È questa la domanda giusta. Perché la speranza non ci abbandona, anche quando tutto sembra irrimediabilmente perso? Che cosa sarebbe successo se Orfeo si fosse arreso?» […] «Vorrei che ti chiedessi: chi perde per primo la speranza? E chi non si arrende mai? Perché, vedi, non sono le capacità soprannaturali a contraddistinguere i personaggi mitologici…» Si sporse verso di me. «…sono le decisioni che prendono gli umani in situazioni impossibili a far sì che, dopo così tanti secoli, continuiamo a tramandarci le loro storie. A renderli degli eroi sono le strade che scelgono di percorrere, non i poteri di cui sono dotati.»


Nikki Bennet ha trascorso 100 anni nell’Everneath, una sorta di limbo, dove Cole, un Eterno, ne ha fatto il suo Pasto cibandosi della purezza delle sue emozioni, ma Nikki è ancora legata al mondo in superficie, non ha dimenticato i suoi affetti e non ha dimenticato il suo grande amore, Jack. Ed è per questo che è ritornata, ha voluto ed ottenuto una seconda occasione per rivederlo, una seconda occasione per dirgli addio nel modo giusto (se un modo giusto esiste) perché anche se nell’Everneath sono passati cento anni, nel mondo in superficie sono passati appena sei mesi. La ragazza ha altri sei mesi per rimediare e preparare i suoi cari ad una separazione definitiva, prima di sparire per sempre risucchiata dal Tunnel. 


“Non c’era niente che potessi fare per riparare a tutto ciò che avevo fatto, ma se nei pochi mesi che mi erano rimasti fossi riuscita ad aiutare anche una sola persona a sentirsi meglio, sarebbe stato già qualcosa.”

Tutti sono convinti che la sua fuga sia dovuta all’utilizzo in maniera sconsiderata di sostanze stupefacenti, poiché di punto in bianco ha abbandonato la sua famiglia, gli amici e il suo fidanzato, ma la realtà è ben diversa. Nikki è finita nell’Everneath per trovare un po’ di pace e guarire il suo cuore spezzato. La sua assenza ha devastato suo padre e suo fratello, ma ha avuto delle ripercussioni anche su Jack che è scombussolato dal ritorno di Nikki, i suoi sentimenti, però, non si sono per niente affievoliti e quando scopre che il tempo a disposizione per loro sta per scadere, è deciso a non lasciarla andar via.
 
«Ricordare è facile. È dimenticare che è difficile.»

I personaggi sono ben caratterizzati, è facile affezionarcisi e poi il triangolo amoroso che viene a crearsi mi ha davvero conquistata.
Nikki spicca per la sua forza d’animo e per la voglia di sistemare le cose. Jack è la comprensione fatta  a persona, ama davvero Nikki ed è disposto a tutto pur di non perderla ancora. Loro due formano una coppia davvero dolcissima e autentica, superano le loro controversie e si alleano per trovare una soluzione pur di non stare ancora una volta lontani. Cole è l’elemento “disturbante” della coppia, non tollera che Nikki abbia donato il suo cuore ad un umano,  quando lui le ha offerto la possibilità di divenire la sua Regina; l’Eterno non può assolutamente farsi sfuggire Nikki, ella è la chiave di un disegno più grande di lei. Dietro la facciata di “cattivo” si nascondono un sacco di emozioni e informazioni, che lo rendono un personaggio affascinante ed enigmatico. 

Lo stile di scrittura è gradevole anche se ho notato che i primi capitoli sono un po’ lenti e confusionari, ma poi la vicenda comincia ad ingranare e a prendere un buon ritmo. Everneath si presenta come una vincente rivisitazione del mito di Persefone e Ade, poiché la scrittrice anziché focalizzarsi soltanto sui personaggi ha deciso di parlare in modo più approfondito di questo mondo parallelo, personalizzandolo e facendolo suo. Inquadrare il genere non è facile, perché questo romanzo ne tocca diversi; spazia dall’urban fantasy, al young adult, al paranormal romance.
La storia si sviluppa in parallelo tra presente e passato, vi sono continui flashback che ci portano a comprendere le motivazioni che hanno spinto Nikki ad andare nell’Everneath, aggiungendo quel pizzico di mistero che sicuramente non guasta.
Mi ha fatto storcere un po’ il naso la mancanza di reazioni turbate da parte di Jack e Will al momento della rivelazione dell’allontanamento di Nikki; inoltre l’epilogo che non è un vero epilogo, infatti la storia di Nikki e Jack si snoderà per altri due libri, l’ho trovato sbrigativo e poco emozionante.
M’incuriosisce molto scoprire con quale escamotage la Ashton risolverà le questioni lasciate in sospeso in Everneath e spero che ci parlerà in modo più approfondito dell’Everneath, delle àncore, degli Eterni e soprattutto della figura sibillina e cruciale della Regina.
La cosa certa è che questa storia mi ha davvero intrigata. È unica, coinvolgente e dal sapore dolceamaro.


Brodi Ashton vive nello Utah, insieme al marito e a due figli ancora piccoli che non hanno idea del perché la loro mamma trascorra tanto tempo davanti a un computer. Si è laureata in Giornalismo e ha conseguito un master in Relazioni Internazionali alla London School of Economics. Everneath è il suo romanzo d’esordio.

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