Pagine

lunedì 25 gennaio 2016

OGNI VOLTA CHE SEI QUI di Jen McLaughlin


Finn è sopravvissuto all’agguato ed è tornato a casa da me, ma nella sua mente, la battaglia è ancora in corso. Sta andando a pezzi e io sto cecando di raccoglierli, di ritrovare la coppia che eravamo prima. Lo amo come è sempre stato, ma l’amore non è sufficiente per risolvere il problema. Pensavo che parlare a mio padre della nostra relazione fosse la cosa più difficile che dovessimo affrontare. Mi sbagliavo. 
Tutto ciò che desideravo era essere degno di Carrie. Una missione, solo una, e sarei stato in grado di darle il futuro che si merita. Poi tutto è andato storto, lasciandomi macchiato e a pezzi. Carrie vuole che io ritorni ad essere l’uomo che ero prima, ma tutto ciò che resta è quello che hanno fatto di me. Non vado bene per lei. Non vado bene per nessuno come sono ora. Devo trovare il modo per andare avanti. Da solo.




Eccoci finalmente giunti all’ultimo capitolo della sospirata storia d’amore tra Carrie e Finn. Avevamo lasciato il nostro eroe in un letto d’ospedale in Germania dopo aver sfiorato la morte per un soffio.
Come volevasi dimostrare, Finn è un relitto, ferito sia dentro che fuori e, ovviamente, il dolore ed il senso di colpa lo portano a fare le scelte sbagliate.

Tutti continuavano a morire, porca puttana.
Mi alzai in piedi, ruggii e colpii il muro. Il mio pugno vi affondò, lampi di dolore si diffusero sulla mia mano sana, ma non abbastanza da stordire la sofferenza che sentivo nel cuore. L’assoluta, agonizzante, vera sofferenza che mi soffocava.

Già al termine del libro precedente quando avevo letto delle sue ferite, la cicatrice sulla testa e parte del volto, avevo già supposto che si sarebbe fatto delle fisime in merito, ma quand’è che gli uomini capiranno che le cicatrici li rendono ancora più attraenti? (Ovviamente se sono fighi già in partenza, se no il discorso non vale).
L’autrice cerca di trattare al meglio gli effetti del disturbo post traumatico da stress di cui soffre Finn, come molti reduci di guerra. 
Carrie, dal canto suo, cerca di studiare cosa potrebbe aiutarlo visto che vorrebbe diventare psicologa, ma a mio avviso avrebbe fatto meglio a dargli qualche sberla in più e qualche bacio in meno.

«Nessuno avrebbe fatto quello che ho fatto io. Non sono normale, Carrie. Sono un maledetto casino e tutto quello a cui riesco a pensare durante il giorno è bere, antidolorifici, morire. È tutto ciò di cui mi importa in questo momento».
«Ti importa di me. Non fingere che non sia così. Puoi dire quello che vuoi, ma io la vedo per come è. Un’altra cazzo di bugia». Mi lanciò un’occhiataccia. «Non posso aiutarti se tu rifiuti di aiutare te stesso».

Ad ogni modo la storia è scorrevole e ben scritta come i precedenti, ma manca sempre di originalità. È a dir poco scontato che Finn si senta inadatto, non abbastanza, in colpa e così via in modo da giungere a lasciare Carrie, per il suo bene. Ed è stato altrettanto scontato leggere della sua redenzione, del suo entrare in terapia e cercare di risalire la chiglia per lei, perché senza la sua Carrie non sa vivere.

«Sono qui, a guardare te che mi odi, e non vado da nessuna parte. È il mio turno di avere il cuore spezzato. Lo posso sopportare. Ma non smetterò di tenerci, maledizione». Sollevai il braccio. «Senza quella, io continuerò a vivere, ma morirò solo, perché nessun’altra ti rimpiazzerà mai. Io. Non. Me. Ne. Andrò. Non stavolta». La guardai di nuovo. «Ti prego, perdonami. Ti prego amami di nuovo, perché io non posso smettere di amarti. Non lo farò. Non voglio essere tuo amico. Voglio essere tuo per sempre. Il sole splende sempre quando sono con te. Ti amerò per sempre, Finn»

Nessun vero colpo di scena, ma non per questo le appassionate della serie desisteranno dal leggere l’epilogo della travagliata storia tra la Rossa ed il suo surfista. Finalmente splende il sole. Ed era anche l’ora, lasciatemelo dire.



Per leggere le nostre recensioni dei capitoli precedenti, 
cliccare le rispettive immagini !!








Jen McLaughlin vive nel nord-est della Pennsylvania. Autrice di romanzi new adult, si è autopubblicata sotto lo pseudonimo di Diane Alberts. Nei rari momenti in cui non scrive, la si può trovare china su un lavoro a maglia. Il romanzo Fuori controllo, pubblicato in Italia dalla Newton Compton insieme al suo seguito Un disperato bisogno di te, ha avuto così tanto successo che Jen McLaughlin è stata considerata da «Forbes» insieme a E. L. James (l’autrice delle 50 sfumature) come una delle autrici più brave a dominare le classifiche.







3 commenti:

  1. Finito di leggere ieri sera, il personaggio di Finn mi piace molto ma qui secondo me non era al top. La parte finale (spoiler!) dello scontro, è durata troppo poco, quasi senza senso.
    speriamo che i successivi due capitoli della serie, su Hern.e Riley siano più "movimentati".

    RispondiElimina
  2. Finito di leggere ieri sera, il personaggio di Finn mi piace molto ma qui secondo me non era al top. La parte finale (spoiler!) dello scontro, è durata troppo poco, quasi senza senso.
    speriamo che i successivi due capitoli della serie, su Hern.e Riley siano più "movimentati".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io l'ho letto in inglese, anche recensito, posso dirti che ci non ci sarà azione ma è una bella storia d'amore!

      Elimina