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venerdì 17 luglio 2015

DESTINO CRUDELE. STORIA DI UN GIOVANE di Massimiliano Bellezza


Los Angeles. Il giovane Max ha compiuto da poco i suoi diciotto anni. Cresciuto in un ambiente familiare in cui la figura del padre era assente, è spesso scontroso e respinge chi dimostra di tenere a lui. Adesso dovrà fare i conti con un dramma che si ripete, con la cecità della vita che talvolta, arida, dilania l’esistenza.


Non è semplice trovare le parole per un libro che ti ha sconvolto sotto tutti i punti di vista, e così che ci siamo ritrovate in due a leggere lo stesso racconto. Non perché fosse brutto, al contrario; semplicemente perché una storia così forte e così veritiera meritava l'approccio di due recensori i cui gusti letterari sono agli antipodi. Avete ragione, così non si va da nessuna parte, quindi per capire di cosa parliamo, sarà bene partire dalla trama.

Piacere, Max. Un adolescente, uno qualunque. Altro su di me? Statura uno e ottanta. Occhi verdi. Biondo. Un bel tipo? Forse. Ero uno sportivo, sono un lettore: approfondirò meglio andando avanti. Purtroppo, però, ho anche un grosso problema, sono perseguitato dall’infelicità, perennemente. Ce l’ho con il mondo intero, e con i miei diciotto anni nulla è cambiato, sempre la stessa musica melensa.”. 

Così si apre questo racconto. E, ripensando all'adolescenza, quanti di noi si sono ritrovati in questa descrizione? Ce l'abbiamo con il mondo, con la scuola, con i professori che non ci capiscono e i genitori che soffocano le nostre attitudini, ma più di tutti ce l'abbiamo con la società spazzatura di cui facciamo parte. Max è un adolescente come tanti altri; è cresciuto con la madre, non perché un padre non lo avesse, semplicemente perché prima del figlio veniva il lavoro. E dopo la scusa che si sta insieme per il benessere fisico e mentale dei figli, ha visto il tracollo della madre che non ha retto alla separazione del marito. Sentire la propria madre piangere nella stanza accanto e sentirsi impotenti di non riuscire a fare qualcosa per alleviare quel dolore che preme senza sosta nel petto. Così inizia a frequentare compagnie diverse, passa tanto tempo fuori casa, inizia a fumare e a provare l'ebbrezza della droga, solo per estraniarsi, per non pensare ai problemi che lo affliggono. Capisci anche che a sedici anni devi diventare responsabile e comportarti da quell'uomo che tuo padre non è stato.

Non so se crescere sia poi così emozionante, talvolta penso l'esatto contrario. Sì, capisci tante cose ma in certi casi soffri anche di più proprio perché le comprendi; sei più indipendente e dovresti diventare più responsabile.”

Sali su una sedia per cambiare una semplice lampadina e ti ritrovi improvvisamente a terra. Non ricordi cosa sia successo e ti svegli perché qualcuno chiama il tuo nome. Una madre apprensiva che decide di portare il figlio al pronto soccorso per un semplice accertamento, e che si ritrova a scontrarsi con una dura realtà: un tumore sta crescendo dentro la testa di Max. Un ricovero immediato, un intervento che dura ore, accertamenti ciclici per tenere sotto controllo la situazione e ridere in faccia a quel destino che aveva provato a fregarlo.

Decide egoisticamente di cambiare vita, da Pasadena si trasferisce a Los Angeles, lasciando alle spalle gli amici di un'infanzia e la madre. Ora ha diciotto anni, è grande abbastanza per badare a se stesso, ha nuovi amici, pochi ma buoni, e una fidanzata, Amanda. Le giornate sono sempre le stesse, dormitorio, scuola, in giro con gli amici a fare c***te, fumare e tirare di coca fino a non capire niente, perché è questo che realmente vuole fare: dimenticare. 
Poi un giorno inizia a sentirsi male, dare di stomaco, litigare con i suoi più cari amici perché non credono alle ca**te che racconta loro e si preoccupano seriamente per lui e per la sua salute, ma da fottuto testardo qual è preferisce ignorare piuttosto che affrontare ancora una volta la dura realtà!
Va avanti così per giorni interi, dorme ininterrottamente, sviene frequentemente, riesce a nascondere tutto agli amici, fino a quando Bryan non assiste al tracollo dell'amico e lo invita ad andare all'ospedale per accertamenti. “Ma cosa vuoi che sia? Sono solo stanco e dovrei smetterla di strafarmi”, una frase di circostanza, detta così per non far preoccupare l'amico eppure Max sa che c'è qualcosa che non va. Così, senza dire niente a nessuno, va in ospedale e direttamente al reparto di neurologia. Basta poco per convincere i medici a fare degli accertamenti d'urgenza e i sospetti sono fondati: Max ha una terribile massa tumorale dichiarata inoperabile. I medici optano per un ricovero immediato e l'inizio della radioterapia, ma Max chiede un giorno di tempo per sistemare alcune cose lasciate in sospeso.

[...] mi viene da pensare alla grande vitalità che si ha da bambini, le aspirazioni, gli interessi. A quell'età spaccheresti il mondo. Poi crescendo acquisisci maggiori consapevolezze e ti rendi conto amaramente che non tutto è raggiungibile, possibile, che certune agognate aspettative rimarranno pure illusioni. È un bel colpo, però puoi cercare di lottare per raggiungere obiettivi che ti rendano felice lo stesso, o felice in parte, ci si può accontentare dopotutto...”

Senza troppi giri di parole comunica agli amici, Bryan e Martha del tumore e del ricovero che dovrà affrontare; chiede ai due amici di accompagnarlo in ospedale il giorno seguente e li invita a non dire niente sulle sue condizioni alla madre e ad Amanda, ma loro non lo ascolteranno e faranno la cosa più giusta: daranno modo alle persone che gli vogliono realmente bene di stargli vicino e di affrontare questo nuovo “male” insieme.

La lontananza da qualcuno che si ama, credo sia peggiore di qualsiasi male fisico. Mentale, logorante, ti rosicchia dal di dentro come un virus, inesorabile. E non esiste cura.”

Le giornate di Max vengono scandite dalle sedute di radioterapia a lunghe dormite, gli amici nonostante tutto gli restano sempre accanto, sopratutto quando il tumore preme così forte che fa dire al ragazzo cose che non pensa realmente, o almeno non a livello conscio.
È mentalmente devastante leggere il romanzo, figuratevi rivivere l'intera storia attraverso questa recensione. E siccome prima vi avevo anticipato che questa lettura è stata portata avanti da due recensori, andiamo a leggere entrambi i punti di vista.

Silvia afferma che questo romanzo è straziante in alcuni tratti ma assolutamente vero. In un primo momento l'abbandono della propria famiglia che lo lascia in una specie di limbo dove non può tornare indietro ma semplicemente andare avanti nonostante la freddezza dei propri genitori. Una fidanzata assolutamente finta per arrivare alla malattia che letteralmente devasta allontanandolo dagli amici. La rabbia tende a manifestarsi così. Ti allontana dalle persone che ami e a cui tieni per non infliggere ulteriore sofferenza cercando di combattere contro la morte. Ha avuto la sensazione di vederlo spegnere davanti ai propri occhi un po' per volta. L'angoscia nel leggere della sofferenza di un giovane uomo a cui vengono strappati i sogni. Un libro che deve essere letto a piccoli passi soprattutto per chi come lei ha vissuto la perdita di un caro amico nello stesso modo.
Ed è a lui che i suoi pensieri sono volati in queste pagine. Massimiliano non poteva scrivere romanzo più toccante almeno per quanto la riguarda. Una grande opera per chi ama il genere.

Roberta ha letto questo romanzo con il tormento nel cuore, perché è un libro emotivamente forte e devi essere preparato psicologicamente per non farti devastare alla fine della lettura. Essendo un racconto in prima persona ci si immedesima facilmente nel protagonista, si vivono i suoi dolori, la rabbia nei confronti del padre che lo considera invisibile, i suoi malesseri e i lancinanti mal di testa causati dalla massa. Un libro che ti mette davanti alla dura realtà, perché spesso si preferisce non sapere piuttosto che essere coscienti che questi “mali” ci sono da sempre e che non esiste un elisir che annienta il tumore dall'oggi al domani. Le cure che si provano sono tante, a volte si vince e a volte si perde, ma ci si lascia andare con la convinzione che si ha lottato fino alla fine, e ci si arrende perché la “bastarda” ha solo avuto la meglio. Si confida in un futuro con un destino più roseo da quello passato. Un eccellente romanzo che aiuta a porsi dalla parte dei medici e del paziente.



Massimiliano Bellezza è nato a Ciriè, in provincia di Torino, il 13 gennaio del 1979. Nella vita è un tecnico aeronautico.
Ha iniziato a scrivere nel 2004. Si trattava di un racconto per un concorso locale. Successivamente, un anno dopo, ha pensato all’elaborazione del suo primo romanzo, rimasto ancora nel cassetto. Si tratta di una spy story, ambientata negli Stati Uniti, la cui stesura definitiva risulta costellata da non pochi scogli legati alla materia trattata.
Nel 2007, Massimiliano Bellezza ha aperto le porte al suo primo romanzo, Destino Crudele – storia di un giovane. Il testo approdò alla pubblicazione nel 2010, tre anni dopo. Edito dalla Robin Edizioni, è un dramma adolescenziale. Destino Crudele è stato un lavoro lungo; un’esperienza, anche forte emotivamente, di cui è orgoglioso.
Nel 2012, in agosto, ha pubblicato il suo secondo romanzo, Quando cala il buio, edito dalla Butterfly Edizioni. È un thriller, quindi un testo completamente differente per genere alla sua opera prima. Nel novembre 2014 Quando cala il buio è approdato in digitale.
Il 10 maggio 2015, Massimiliano Bellezza ha pubblicato il primo romanzo in Self Publishing: Destino crudele: Storia di un giovane. Sì, la sua opera prima, completamente revisionata.
Ha partecipato anche al concorso “Gran Giallo Città di Cattolica”, rispettivamente nelle edizioni 2009, 2011 e 2012; nel 2010 ha preso parte al concorso letterario Rai “La Giara”; si è cimentato due volte al Festival delle Lettere di Milano.

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1 commento:

  1. Bellissime parole per Massimiliano, che ha trattato un tema, che purtroppo tanti ragazzi vivono nascosti nell'ombra, perché ovviamente la vita è privata, non pubblica. Devo dire che ho letto il libro è mi ha devastata, adesso leggendo la recensione mi sono ritrovata di nuovo in quelle stesse emozioni, credo che lo rileggerò presto. Grazie e complimenti a Massimiliano, se li merita tutti e spero che questo sia l'inizio di qualcosa di più.

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