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mercoledì 4 novembre 2015

Volere la luna di Sarah Madison



Il vampiro Alexei Novik può anche avere i denti aguzzi e la bara, ma ha abbandonato quello stile di vita per una vecchia casa da ristrutturare nei monti Blue Ridge. Stanco del passato, Alex intende restare da solo, ma sembra che il suo nuovo affascinante vicino, Tate, non recepisca il messaggio: una buona cosa, dal momento che questi sembra essere a conoscenza di tutte le cose che riguardano la casa. Tate va anche d’accordo con gli amici mannari di Alex, anche se uno di loro gli ricorda apertamente che la loro amicizia non è una buona idea.

Se una relazione platonica è una cattiva idea, la crescente attrazione tra Tate e Alex è un disastro annunciato. Il dolce Tate si ritroverà invischiato nel mondo pericoloso di Alex e quest’ultimo sarà diviso tra la voglia di avere la relazione che ha sempre desiderato e il desiderio di tenere Tate al sicuro. Quest’ultimo, d’altro canto, non accetta un no come risposta e sembra accettare tranquillamente tutto ciò che Alex gli riversa addosso senza battere ciglio. Proprio quando il vampiro pensa che, dopotutto, le cose possano andare per il meglio, il passato di Alex ritorna, spingendolo a fare una scelta terribile.


Nonostante io non sia un’accanita fan dei paranormal romance devo ammettere che la scrittrice ha saputo creare una storia carina e scorrevole, ma a mio parere avrebbe dovuto spendere qualche pagina a spiegare il background della sua ambientazione. 

Troviamo il vampiro Alex che parla della Vita, del Consiglio, della sua bara, ma non approfondisce mai bene gli argomenti che vengono solo leggermente toccati quando si ritrova a dover dare qualche spiegazione a Tate. 
Il branco dei mannari è molto ben riuscito ed i singoli membri ben caratterizzati, sarebbe sicuramente interessante leggere anche la storia di Nick e Peter. Tate, dal canto suo, è un personaggio spassoso, allegro e dalla battuta pronta, sicuramente una perfetta controparte per l’algido Alex. 
L’autrice ha voluto in un certo senso prendere le distanze dai “soliti” vampiri creando un mito un po’ diverso, dove queste creature sono legate alla loro bara che dà loro energia vitale e sete di sangue, ma che se ne prendono le distanze possono tornare ad essere più umani, riacquistando la capacità di stare al sole ed il riflesso nello specchio, ad esempio. 

Il tutto è comunque lasciato un po’ vago ed una spiegazione più approfondita di questo “universo” avrebbe potuto dare maggior spessore alle vicende.
Ad ogni modo si tratta di una storia piacevole da leggere, con cui passare piacevolmente qualche ora di lettura.



“Non voglio arrivare a nulla. È solo che mi sembra sia stata una relazione piuttosto squilibrata. Eri giovane, inesperto e avevi sofferto una grave perdita. In effetti, eri da solo. Victor sembrava avere tutto il potere.”“Comunque sono riuscito a scappare, alla fine.” Alex sapeva che stava rivolgendo a Tate uno sguardo torvo.“Questo è quello che voglio dire.” Tate ricambiò con uno sguardo deciso. “Non te ne sei solo andato. Sei dovuto scappare.”Alex non l’aveva mai pensata davvero in quel modo prima di quel momento, ma Tate aveva ragione. All’improvviso lo nauseò aver lasciato che Vic approfittasse di lui per così tanto tempo, senza nemmeno rendersi conto di quello che stava accadendo.
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“Non ci arrivi?” scattò Alex. “Il mio compagno precedente hacercato di prendere il controllo completo della mia vita stasera, rivelando contemporaneamente di aver avuto un ruolo nella morte dei miei genitori. Quello attuale mi ha completamente mentito su chi e cosa è. Levati dalle palle. Adesso!”“Ok. Ok.” Tate fece un respiro profondo e deglutì. Si voltò, con ogniparte del corpo che ne rivelava l’angoscia.
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La latta di benzina penzolava tra le sue mani mentre tornava dove lostava attendendo Tate accanto alla bara.Tate sgranò gli occhi. “Aspetta!” esclamò. “Non fai sul serio, vero? Non puoi farlo, Alex! La bara non è la fonte della tua forza? Della tua vita?” Si allungò come per impedirgli di portare a termine ciò che intendeva fare.
“No.” Alex scosse lentamente la testa. “Non ho bisogno della bara. Ha ucciso i miei genitori. Mi tiene ostaggio di un modo di vivere che non voglio più. Devo liberarmene, Tate.”

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