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venerdì 24 giugno 2016

Giornata d'autore : DANIEL DI BENEDETTO



Lorenzo Marrone è stato un cantante famoso. Quando lui e la sua fidanzata Marina vengono spazzati via da un'improvvisa esplosione, l'opinione pubblica rimane sconvolta, e la casa discografica ne approfitta per cavalcare il successo postumo.
Bruno Tortora è un ex giornalista di cronaca sull'orlo della depressione per un lutto familiare, e si ritrova suo malgrado invischiato fino al collo in un'indagine che non ha cercato.
Intanto, mentre una escort di alto bordo sembra essere in pericolo, il manager del cantante sembra nascondere più di un segreto inconfessabile. E forse non è il solo, e niente è davvero come sembra.
Chi è la vittima? Chi il carnefice?
Dov'è la verità?




Morena piange senza pudore, adesso. Bruno la accoglie nuovamente sul suo petto. Non ha parole adatte per consolarla, solamente una sensazione che si fa strada ogni istante un po' più a fondo nella testa.

“Chiudi gli occhi, prova a dormire. Rimango qui con te. E' finita ora.”

Morena si volta verso di lui ed un bacio umido di lacrime e gratitudine si posa all'angolo sinistro delle labbra di Bruno. Senza bisogno di altre parole si perde in quell'abbraccio e si sente davvero al sicuro.
Bruno non sa da che parte cominciare, ma adesso è in ballo, e pur di proteggere Morena, è pronto a ballare.

“...Forse credermi non sai
ma tradirmi tu non puoi
è impossibile
imperdonabile
questo amore è indivisibile
non accetto pentimenti perché poi
ad uccidere i pensieri arriverei...”

Marina ci aveva sempre scherzato sopra, ma sapeva quanto Lorenzo riuscisse ad essere geloso e possessivo come nessuno. 

“Vorrei proprio vedere come li uccideresti i pensieri, Lorenzo.”

“Marina, tu non fare scherzi, altrimenti lo vedrai eccome.”

“E quali scherzi vuoi che faccia, cretino che non sei altro?”

“Non lo so, ma io ti avverto. Tu sei cosa mia. E le cose mie non le può toccare nessuno al di fuori di me. Credo di essere stato chiaro, no?”

“Ma smettila! Fai il geloso con me adesso!”

“Sei bella, Marina. Bella e mia. Ricordalo.”

La casa profuma di lei in maniera quasi fastidiosa. Tutti gli oggetti sulle mensole, i vestiti sistemati in ordine cromatico negli armadi. Persino i libri sugli scaffali sono pieni di piccoli frammenti di lei, della sua vita, del suo sorriso contagioso e di quegli occhi che sanno penetrarti dentro.
E lui è lì come centinaia, forse migliaia di altri giorni prima di allora, ma mai come stavolta si sente estraneo, lontano, assente. Un altro.
Si guarda allo specchio posto nell'ingresso. In quell'appartamento ha condiviso sogni, speranze, effimere gioie e cocenti delusioni portate da un mondo che sa perdonarti ogni cosa, tranne il successo. Non si riconosce nemmeno più. La barba lunga di cinque giorni, occhiaie di chi dorme soltanto perché vinto dai nervi che cedono di schianto e danno tregua. I primi capelli bianchi che spuntano qua e là come piccole stelle in una notte scura. Si guarda, e quello che vede è il ritratto di un fallimento.

“Puttana. La colpa è solo tua. Mi hai rovinato la vita!”

La cornice in elegante argento  vola dall'altro lato della casa, frantumandosi.  Contiene la foto della donna che lui ha amato sopra ogni cosa, nonostante tutto. L'immagine la ritrae in bianco e nero, lei è in primo piano ed in costume da bagno. Lui ricorda alla perfezione quel giorno e quella fotografia. Erano insieme, e quella era la loro prima vera vacanza. La macchina fotografica sembrava impazzita e non smetteva un solo istante di immagazzinare immagini. Panorami splendidi di quell'isola caraibica, tramonti straordinari ed albe commoventi, da perdere il fiato. E lei. Bella e sorridente come non sarebbe stata mai più, dopo.


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