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domenica 16 ottobre 2016

Giornata d'autore: GIORGIA VASAPERNA




Per Avril la vita è come un bivio senza indicazioni: non è facile capire cos’è giusto o sbagliato. D’altronde, chi non avrebbe difficoltà con una madre come Tenebra, l’incarnazione del Male? Il Castello Oscuro non dovrebbe essere un posto per ragazzini, eppure lei convive ogni giorno con il dolore dei Servi, le anime degli esseri umani più crudeli mai vissuti sulla Terra. Avril infatti vive su Kyom, il pianeta dei morti, ma non ha mai lasciato le mura del Castello Oscuro. È persino convinta di non avere un padre, finché un giorno un giovane guerriero le rivelerà una verità che le cambierà la vita per sempre. "Like Lions" è un fantasy sorprendente, in cui l’eterno scontro tra luce e oscurità assume una nuova forma trasportando il lettore in un mondo oltre la vita e la morte. Tra immortali, incontri straordinari, portali e magia, i protagonisti partiranno per un viaggio in cui scopriranno il valore di essere se stessi e da cui dipenderà il destino della Terra.



"Non puoi sfuggire, è ora di arrendersi e di morire.
Appassisci, mio piccolo fiore, poiché son finite le tue ultime ore. 
Spegni il fuoco vitale che è dentro te... e non ti scordar mai di me. 
Sì, non ti scordar mai di me, perché sarebbe inutile.
Nessun si dimentica di chi uccide freddamente, irremovibile. 
Altro non desidero che veder dai tuoi occhi la tua anima lasciar questo mondo. 
Se qualcuno cercasse di farlo al posto mio, diventerei furibondo. 
Lascia, dolce fanciulla, che la mia lama sorridente ti trafigga il cuore, proprio come una carezza data con amore. 
Non ti scordar mai di me... o te ne pentirai."

Dal capitolo 8, “Visioni sconcertanti”. 



"Chi siamo, noi stupidi esseri viventi, per decidere cos'è giusto o sbagliato? 
Chi siamo noi per parlare di moralità? 
Nessuno è tanto saggio da sapere esattamente cos'è corretto o errato e ognuno ha un proprio modo di vedere la realtà. 
Mi domando come sia possibile decidere senza che nessuno sia in disaccordo."

Avril, dal prologo.

«Sai, ho sempre desiderato che tu mi guardassi come guardi lei».


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