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giovedì 3 novembre 2016

FANGIRL di Rainbow Rowell



Cath è una fan di Simon Snow.
Ok, tutto il mondo è fan di Simon Snow…
Ma per Cath, essere una fan è la sua vita—ed è veramente brava. Lei e la sua sorella gemella, Wren, si sono nascoste nella serie di Simon Snow fin da quando erano bambine; è quello che ha aiutato loro a superare l'abbandono della madre.
Leggere. Leggere di nuovo. Dare un'occhiata ai forum su Simon Snow, scrivere fan fiction su Simon Snow, vestirsi come i personaggi per ogni premiere dei film.
La sorella di Cath ha quasi abbandonato il fandom, ma Cath non riesce a lasciarlo andare. Non vuole.
Ora che andranno al college, Wren ha detto a Cath che non vuole che siano compagne di stanza. Cath è da sola, completamente fuori dalla sua zona di conforto. Ha una burbera compagna di stanza con un affascinante ragazzo sempre nei paraggi, un professore di scrittura creativa che pensa che la fan fiction sia la fine del mondo civilizzato e un attraente compagno di classe che vuole solo parlare di parole... E lei non riesce a non preoccuparsi per suo padre, che è amorevole e fragile e non è mai stato veramente da solo.
Per Cath, la domanda è: Può farcela?
Può farcela senza che Wren le tenga la mano? E' veramente pronta a iniziare a vivere la sua vita? Scrivere le sue storie?
E vuole sul serio andare avanti anche se significa lasciarsi Simon Snow alle spalle?

"Ehi questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita...".
Naaaa non sono impazzita, tutto ha un senso...Sentite qua...


Cath vive in simbiosi con Wren, la sua gemella. Stessi occhi, stesso colore di capelli e stessa passione: Simon Snow. Ora questo Simon, che è diciamo il nostro Harry (Potterone nazionale), influenza così tanto la vita di Cath da renderla una folle scrittrice di fanfictions (aaaaah quante ne ho lette *.*). Diventa cosi famosa che addirittura è seguita da mille mila persone nel mondo. Ma (aridaje con sto ma) non tutto è oro quello che luccica e la nostra Cath che pare così spavalda davanti alla tastiera, in realtà è piena di paure e insicurezze. 

Va in crisi quando si ritrova sola all'università; la sorella si riscopre una party girl mancata e non le rimane altro che la solitudine e "Carry On Simon". Meno male che in suo soccorso arriva Regan, la sua compagna di stanza, e Levi, quel ragazzo che lavora da Starbucks così strano da riuscire a conquistate il suo cuore.

"...Ma era così stanca. E la bocca di lui era così morbida. 
E poi nessuno l'aveva mai baciata a quel modo, prima di allora.
Solo Abel l'aveva baciata, ma era stato come ricevere una spinta sulla bocca e restituirla.
I baci di Levi consumavano, invece. Come se volesse assorbire qualcosa di lei con lievi e ripetuti scatti del mento..."

Il tutto é contornato da lezioni in università, da Nick un compagno di corso furbetto, da un papà un po' fuori di testa e da una professoressa che crede nelle sue potenzialità di scrittrice (non di fanfiction peró).

Insomma alla fine della fiera Cath, accompagnata in questa avventura dai suoi racconti, riuscirà a superare il primo anno di università, non incolume ovviamente, e a mollare il suo guscio nerd che tanto la caratterizzava all'inizio.

"...Perchè scrivo? Per esplorare nuovi mondi. 
Per cessare di essere quello che siamo e in qualunque posto ci troviamo..."


Ho aspettato la traduzione di questo romanzo per anni. Era dentro la mia wishlist da quando ne ho scoperto l'esistenza e ogni volta che ne ammiravo la copertina speravo che prima o poi qualcuno me lo portasse qui.  Purtroppo (mannaggia a me -.-") in lingua non riesco proprio a leggere e quindi rimango a bocca asciutta la maggior parte delle volte, ma l'attesa ne è valsa la pena. Sono rimasta estasiata da questo romanzo che, per quanto possa essere particolare, non ha per niente deluso le mie aspettative, anzi, mi ha fatto palpitare il cuoricino a mille *.*. La storia di Cath è strana e porta con sè un sacco di sfaccettature che ne caratterizzano la lettura.
L'unico appunto...il finale...che ti lascia di stucco (come Eleonor and Park) e ti fa imprecare in aramaico antico...ma Rain, non temere, anche questa te la perdono.

(Cara Piemme nella gentilezza...se a breve mi tiri fuori anche Carry On te ne sarei grata e potrei anche sbottonarmi e dichiarare il mio amore eterno per te )



Si chiama Rainbow perché i genitori erano hippie e si è laureata in giornalismo perché, "quando le uniche due cose che ti riescono bene sono leggere e scrivere, se vuoi anche un'assicurazione sanitaria non ti resta che studiare da giornalista". Vive in Nebraska con il marito e i due figli e cura una rubrica di costume e cultura pop sull'"Omaha World-Herald". Il suo primo romanzo, Per l'@more basta un clic, ha ricevuto un consenso unanime di pubblico e critica negli USA e in UK: "Miglior esordio del 2011" per il "Kirkus Reviews"; "Libro dell'estate 2011" per "Entertainment Weekly"; selezione "Scopri i nuovi talenti" delle librerie Barnes & Noble.
Per una volta nella vita è stato segnalato da Amazon tra i migliori libri del 2013 e ha ottenuto 14.000 giudizi su Goodreads, il più popolare forum di lettori.

www.rainbowrowell.com


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