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mercoledì 27 settembre 2017

Blog Tour Dark Zone: I Figli di Danu di Melissa Pratelli







Penelope Lee Johnson ha sedici anni, una famiglia ingombrante e un desiderio: entrare a Oxford. Per questo, decide di trasferirsi in Scozia e frequentare una delle scuole più prestigiose del Regno Unito. Al suo arrivo, Lee conosce i MacIntyre, che appartengono a una ricchissima e misteriosa famiglia di Edimburgo. La ragazza instaura da subito un legame molto forte con loro. Un legame inaspettato che la spinge a indagare. Ciò che non si aspetta, però, è che il loro segreto affondi le radici in un lontano passato. E ancor meno che coinvolga anche lei. Lee dovrà quindi trovare il coraggio di riscoprire se stessa e sventare la minaccia che incombe su di lei.


Quando scesi, notai Nathan appoggiato alla scalinata, in attesa Aveva indossato di nuovo il kilt che portava la sera prima e non appena sentì il rumore dei miei passi, sollevò il capo e mi trafisse con quegli occhi azzurri che adoravo e il mio cuore perse un battito. Una volta arrivata in fondo, lui mi prese la mano e mi guidò nel salone, senza dire una parola. 
Si avviò allo stereo, mise un lento e tornò da me. I suoi occhi non lasciarono mai i miei mentre mi faceva scorrere le mani attorno alla vita, appoggiando i palmi aperti alla base della mia schiena. Il suo respiro mi sfiorò la fronte quando mi abbracciò stretta, premendomi contro il suo corpo, e cominciò a cullarmi al ritmo della musica. Gli passai le mani sul petto, lasciandole scivolare sulla stoffa ruvida, sfiorando il drappo di tartan che gli scendeva dalla spalla, appuntato al tessuto con una spilla di forma circolare che recitava: “Per adua”.
«Che significa?», domandai passando le dita sulle lettere incise.
Nathan mi prese la mano e la baciò. «Attraverso le difficoltà», disse, «non poteva esserci motto più appropriato per la nostra famiglia.» 





D’improvviso, riuscii a isolarmi da tutto quello che i miei sensi erano abituati a percepire: nessun rumore, nessun odore, nulla intorno a me aveva più forma. Sentii la terra, la vita che mi scorreva intorno attraverso le foglie, la corteccia, il terreno. La natura cantava per me e per la prima volta ero in grado di ascoltarla. Era tutto vivo, persino le rocce. Mi immersi in quella vita e la sentii fluire dentro di me, riempiendomi.




Avevo fatto di tutto per non coinvolgerla, però non era servito a nulla. Nessuno avrebbe dovuto essere coinvolto negli affari della mia famiglia. Il nostro mondo era avvolto dalle tenebre, celato da una coltre di segreti e bugie che ci manteneva distanti da ciò che ci circondava. Non ci era concesso ciò che avevano gli altri, noi eravamo diversi e saremmo sempre stati soli nel profondo. Lo avevo accettato ormai da tempo e Chris con me. Avevo deciso che sarei rimasto solo, che non avrei costretto nessuno a subire il peso della mia condizione, né a vivere nella menzogna…



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