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mercoledì 6 marzo 2019

P.S. TI ODIO DA MORIRE di Winter Renshaw



Caro Isaiah,
sono passati otto mesi da quando eri un semplice soldato pronto a partire per chissà dove, e io una cameriera troppo timida. Mentre ti passavo furtivamente quel pancake gratis, ricordo di avere sperato che non ti accorgessi del mio sguardo. E invece l’hai fatto. E così abbiamo passato insieme la settimana più incredibile di tutta la mia vita, in attesa del giorno in cui saresti dovuto partire. Quei momenti trascorsi insieme hanno cambiato tutto. Dopo che sei partito, ho conservato ogni tua lettera. Ho imparato a memoria ogni parola, in attesa di un nuovo messaggio o qualunque cosa che mi parlasse di te. E poi un mese fa hai smesso di scrivermi. E ieri hai persino avuto il coraggio di venire nel locale dove lavoro facendo finta di non conoscermi. E pensare che avrei potuto amarti. Spero almeno che tu abbia avuto una buona ragione.

Nella vita esistono incontri e incontri capaci di farti dimenticare ogni cosa tranne quella persona.
Questo è il caso di Maritza.

Lavorare come cameriera al Brentwood Pancake and Coffee non è facile, soprattutto quando al mondo esistono regole così particolari da farti servire, a testa, un solo pancake perché "ehi, così dice il motto". Immaginate poi che il vostro cliente ne voglia due e non ci sia verso di fargli cambiare idea e che inimicarsi il vostro capo potrebbe comportare il licenziamento.
Eppure, fra un attimo e l'altro qualcosa è scattato.
Ed è da qui che la loro storia ha inizio, o forse dovrei dire da uno scontro-incontro.


«Come ci riesci? Come fai a non farti coinvolgere?», chiede guardandomi per un istante.
     Ammetto che la prima volta, non sapendo ciò che mi aspettava, ero un po’ nervoso. Ma ci si fa l’abitudine, soprattutto se non si ha altra scelta.
     «Dimenticando ciò che ti fa stare di merda», dico sistemandomi sul sedile.
     «Ah, sei uno di quelli», dice con le mani strette sul volante.
     «Uno di quelli?»
     «Sì, un vero macho», afferma mordendosi il labbro inferiore con la sua dentatura perfetta. «Niente emozioni. Niente pensieri. Tempra d’acciaio»

Sembravano destinati a odiarsi per sempre, perché fra loro le scintille già volavano dall'inizio, ma non quel tipo di scintille. Non il tipo giusto.
Maritza però è come una ventata d'aria fresca in una torrida giornata estiva, impossibile per lei vedere il bicchiere mezzo vuoto e sebbene debba ancora ben capire cosa vuole dalla sua vita, difficile è buttarla giù. Ecco perché quando si ritrova di nuovo a incrociare quell'uomo, qualcosa le scatta dentro, qualcosa di più del semplice "Piacere, mi chiamo Maritza".
Sentendosi in obbligo a dargli un passaggio dopo aver messo, momentaneamente, fuori uso la macchina di lui, le occasioni di conoscerlo non le mancano, anche se l'uomo fa di tutto per scoraggiarla, a volte.
Galeotto però sarà un concerto a cui entrambi parteciperanno, capace di dare una svolta alla loro...
... qualsiasi cosa sia.

Avranno solo una settimana prima che lui parta per l'Afghanistan, una settimana per levarsi qualsiasi sfizio, per essere dei turisti nella loro stessa città, stamparsi un sorriso in faccia e...


«E prima che salti alle conclusioni, non intendo dire uscire in quel senso, per quello che è accaduto stanotte. Voglio dire… con te mi sono divertita. E tu dovresti svagarti prima di partire. Potremmo passare… non so… una settimana come fosse sempre sabato o qualcosa del genere».
     «Come fosse sempre sabato?»
     «Già. Una settimana come se ogni giorno fosse sabato. Ce ne andiamo in giro per la città, facciamo cose stupide e divertenti. Nessun appuntamento, niente romanticismo. Come una coppia di… oserei dire… amici».

Noi esseri umani misuriamo costantemente la nostra vita in funzione del tempo, soppesiamo ogni incontro, valutiamo ogni vicenda. Nel loro caso però il tempo è stato solo il fattore limitante, una settimana, per far sbocciare qualcosa che sicuramente aveva tutte le carte in regola per diventare qualcosa di maestoso.
Lei solare e sorridente quanto lui ligio al dovere e tutto d'un pezzo.
Lei, che prende la vita come qualcosa sempre da scoprire.
Lui, che della sua vita ne ha fatto un giuramento, servire e proteggere il suo Paese è il suo motto.


«Non capisco cosa vuoi, Maritza».
     «Mi intrighi. Sei complicato, silenzioso, forte, determinato, intelligente e…».

     «Come fai a sapere tutte queste cose se mi conosci da una settimana?».

     Alza gli occhi al cielo e reclina la testa. «Non lo so. Lo sento e… basta. Non riesco a spiegarlo. So solo che se te ne andassi stasera e non ti sentissi né vedessi più… non mi piacerebbe. Non provi la stessa cosa? Va bene, lo accetterò. Ma dovevo dirlo finché ne avevo la possibilità»

Si erano promessi di scriversi, di tenersi in contatto... ma cosa è successo per fare sì che l'uomo che manteneva sempre le sue promesse decidesse di infrangere proprio quella?
Una settimana che prometteva di cambiarle la vita, questa è stata per Maritza.
E per Isaiah? Che cosa è stato?

P.S. Ti odio da morire di Winter Renshaw è il primo volume della PS series
Vedendo questa trama uno si immagina che le danze siano già state aperte, che quella sia una sorta di introduzione all'opera, qualcosa che è successo prima dei fatti narrati e invece...
A punti di vista alterni, l'autrice ci regala una storia dal sapore dolce e amaro, qualcosa capace di smuovere certe corde del cuore.
Narrazione in prima persona, questo ci offre l'autrice, intervallata qua e là da qualche lettera, le stesse che hanno segnato la svolta nella storia dei due personaggi.
P.S. Ti odio da morire?
E' la parola chiave del romanzo.


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