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lunedì 20 aprile 2020

APPUNTAMENTO IN TERRAZZO di Felicia Kingsley



“Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano. La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.

È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell'appartamento accanto al suo, c'è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s'incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un'amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più?

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Immaginate la situazione: una pandemia ha colpito il vostro Paese e per evitare che la curva dei contagi salga vertiginosamente, il Governo decide di “chiudere” tutto. Bene, ora non immaginate la situazione perché è quello che stiamo vivendo da qualche mese a questa parte. La routine delle persone è stata totalmente sballata. I lavoratori si trovano a casa, chi in cassa integrazione chi in disoccupazione e chi in attività di smart working. I genitori si sono dovuti improvvisare insegnanti, e qualcuno ha riscoperto la passione per la buona cucina, impastare è diventata un’attività così rilassante che nei supermercati lievito e farina sono diventati più preziosi di un carico di droga.
Una situazione che a Didi e Alex sembra quasi familiare se non fosse che Alex si trova costretto a dividere l’appartamento con quella che è appena diventata la sua ex fidanzata, un’influencer con 500k follower, facendo girare la sua intera vita intorno ai social. Forse è andata meglio a Didi, o forse no, che si ritrova a dividere gli spazi dell’appartamento dei genitori con una madre invasata, che pensa che dietro la pandemia ci sono i complottisti del 5G, un padre che vive solo per il lavoro, una sorella neo diciottenne che spera di fare dei social la sua fonte di reddito, e un nonno incastrato nei ricordi. Una realtà soffocante quella di Alex e Didi, che però sembra trovare un attimo di respiro sulla terrazza di casa, lasciando ai due un’intimità tale che li porta ad avvicinarsi (mantenendo sempre il metro di distanza) e conoscersi.

«Chi ti dice che io non voglia nulla da te?»
«Vuoi qualcosa da me?»
«Vorrei sentire che profumo hai. Se ci fossimo conosciuti in una condizione normale, ci saremmo stretti la mano e ora conoscerei la consistenza della tua pelle. La seconda volta, magari ci saremmo salutati con un abbraccio o forse un bacio sulla guancia e ne avrei approfittato per stamparmi nella memoria olfattiva l’aroma del tuo shampoo. Invece devo tenermi questa curiosità».
«Un metro di distanza».
«Se ci pensi, anche toccare una persona è qualcosa che diamo per scontato, ma che non è scontato affatto. È un privilegio».

Avevo bisogno di una novella firmata Felicia Kinglsey per alleggerire queste lunghe e interminabili giornate. Una commedia che diventa però anche un profondo spunto di riflessione. Ci siamo trovati a fare i conti con il tempo. Ci lamentavamo di non averne abbastanza per fare le cose che ci piacevano, e ci siamo ritrovati ad averne anche per le prossime vite. I genitori si trovano a passare più tempo con i figli, a conoscere quegli altri membri della famiglia che forse finora avevano sempre poco considerato, le coppie si trovano a recuperare un po’ di tempo per stare insieme e riscoprire i piaceri che li ha sempre uniti, e qualcuno ha deciso di darsi alla cucina, un po’ per noia un po’ per gioco, riscoprendo doti che non pensava di avere.
Didi è obbligata a sistemare l’armadio della sua camera, e questo ci porta a fare un salto indietro nel tempo, quando non esistevano i social e i cellulari avevano l’unica funzione di mandare messaggi e chiamare; quando l’unica cosa che potevamo fare per far capire a qualcuno che ci piaceva era guardarlo intensamente fino a catalizzare l'altrui attenzione, altro che like e cuori; e il diario diventava una sorta di confidente, ripiegando la pagina per evitare che i più curiosi sbirciassero nell’immediato quanto avevamo appena scritto. Abbiamo perso il piacere della semplice compagnia, quando a tavola è più importante fotografare quello che si mangia anziché gustarselo e basta, e la gente si è disabituata ad “ascoltare” sia le parole dette che quelle non dette, perché a volte anche il silenzio parla.

«Ogni tanto ci serve ricordarci che dobbiamo uscire dalla nostra comfort zone e affrontare dei rischi, per vivere la vita al massimo. E smettere di aspettare. Se ci pensi, passiamo la vita nell’attesa di qualcosa, perdendoci tutto quello che c’è in mezzo. Poi, in momenti come questi, che ti obbligano a metterti in pausa, ti fanno rendere conto che quando hai la vita in mano devi smettere di aspettare che sia venerdì, che arrivi l’estate, che squilli il telefono, che ciò che non ci piace cambi. La felicità la conquisti quando smetti di aspettare e ti prendi il meglio dell’attimo che stai vivendo».

L’avvicinamento semplice e casuale tra Didi e Alex, ha fatto riscoprire ai  lettori più romantici come l’arte del corteggiamento sia ancora vivo in ognuno di noi e come sia bello emozionarsi con poco, che sia un appuntamento in terrazza, una pizza nella più semplice delle pizzerie, un cinema sotto le stelle o un lento sulle note delle canzoni italiane che hanno fatto la storia.
Una storia che ci fa capire quanto l’ordinario in realtà è straordinario, quanto ci chiudiamo nelle nostre abitudini, pensando di stare comodi nella nostra comfort zone e come un semplice evento che ci obbliga a stare a casa in realtà ci crea maggior disagio. Poche semplici pagine che si leggono in una manciata di ore, che ci invitano ad apprezzare la vita nella sua semplicità e a imparare a dosare meglio il proprio tempo, ritagliandoci i giusti spazi per noi.



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