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mercoledì 13 maggio 2020

IMPERFETTI di Alessia Iorio



Mi chiamo Christian King e sono un Navy Seal, una macchina da guerra addestrata per colpire senza rimorso. Sono abituato a non sentire niente, ad agire secondo il mio senso del dovere e a non lasciarmi trasportare dalle emozioni, ma non avevo messo in conto di non essere invincibile. Quando sono stato colpito e sono finito in questo maledetto ospedale, l'unica cosa sulla quale riuscivo a concentrarmi era la mia rabbia per quello che mi avevano tolto, fino a quando dalla mia porta non è entrata una ragazza timida con la divisa da infermiera e gli occhi più azzurri che io abbia mai visto. Per la prima volta, dopo tanto tempo, ho sentito qualcosa di diverso dal rancore e ho deciso di fregarmene delle conseguenze. Lana Young ha la mia stessa rabbia verso la vita, la mia solitudine e il mio dolore cuciti addosso e giocare a mescolarli è una tentazione troppo forte per poter resistere. Lascio che il suo dolore si mescoli al mio e che mi insegni a guardare le stelle, a sperare e credere ancora in qualcosa, permettendole di sfiorare le mie cicatrici. Ma sono egoista, sconsiderato e impulsivo. Perché il dolore genera dolore, è pericoloso e non c’è niente di affascinante in questo. Lana sta fuggendo da qualcosa, nasconde un segreto che protegge con tutte le sue forze e non permette a nessuno di avvicinarsi davvero a lei. E io sono pieno di problemi e devo pensare solo a tornare alla mia vita, a camminare di nuovo e ai miei figli. Ma allora perché non riesco a stare lontano da lei?

Christian King è un Navy SEAL. Ha messo il suo lavoro davanti a tutto, anche alla sua famiglia, quando la moglie pregava affinché non firmasse per partire per una nuova missione e decidesse di chiudere con quel lavoro che metteva a repentaglio continuamente la sua vita. Missione che alla fine lo ha riportato in patria su una barella e senza una gamba. Sono mesi che si trova in ospedale, che lo psicologo si dispera affinché lui parli di quanto successo sul campo, mentre l’unico obiettivo di Christian è quello di impegnarsi nella fisioterapia e nell’uso delle stampelle per ottenere la protesi e tornare finalmente a casa. È pieno di rancore verso quella vita che gli ha tolto qualcosa, prova a tenere sotto controllo il dolore e la rabbia, ma qualcosa è cambiato. Gli unici a regalargli momenti di felice spensieratezza sono i suoi figli. Si sta impegnando per tornare a casa da loro, anche se è consapevole che il suo matrimonio è arrivato a un punto morto. Non esiste più il dialogo, la stessa moglie sembra provare rancore nei suoi confronti come se lui avesse scelto di perdere un arto, di essere un uomo a metà, per questo non chiede aiuto, ma preferisce sudare e soffrire anziché ammettere che da solo non ce la fa.
Quando Lana torna in servizio come infermiera, la sua amica Tate gli chiede di essere paziente con il Navy SEAL ricoverato presso il loro ospedale. Lui è freddo e scostante, e lei cerca di svolgere al meglio il proprio lavoro dimostrandosi paziente, compiendo così piccoli rituali che la aiutano a calmarsi come contare i passi che la separano dalla stanza del SEAL, o toccare ripetutamente l’orologio che porta al polso. Lana cerca di mantenere un atteggiamento professionale anche quando lui le chiede se ha compiuto la maggiore età, ritenendola quindi piccola e quasi incapace di compiere il proprio lavoro; un atteggiamento che Lana non tollera e prova a rimetterlo al suo posto. E in quel momento sembra cambiare qualcosa in Christian. La rabbia lascia posto alla speranza, facendogli provare sensazioni che pensava di aver dimenticato per sempre. Lui riesce a sfondare la corazza di Lana, a capire che dietro quegli occhi azzurro cielo, in realtà si nasconde un mare in tempesta. Dovrebbe tenersi lontano da lei, pensare a tornare a casa dai propri figli, ma è qualcosa a cui non riesce a resistere e, come una barca in mezzo al mare, decide di affrontare quella stessa tempesta che rischia di farlo annegare.

Il problema di quando tocchi il fondo e ritrovi un po' di pace con qualcosa che non credevi nemmeno di volere, è che diventi un bastardo. Non te ne frega niente di quanto possa essere sbagliato e fare male alle persone che ami, la vuoi e basta e faresti qualsiasi cosa per averla. Anche se non dovresti.

È la prima volta che leggo un romanzo di Alessia Iorio, e sono contenta di averle dato una possibilità, perché questa è una di quelle storie che ti apre gli occhi e ti fa capire quante emozioni teniamo spesso dentro, non facendole uscire e permettendo loro di condizionare la nostra vita. Ammetto che l’inizio è stato un po’ lento, ma a mano a mano che Lana e Christian mettevano a nudo la propria anima e cercavano di curarsi reciprocamente le proprie ferite, non sono più riuscita a staccarmi e le emozioni racchiuse in questo romanzo mi hanno investito in pieno.
Ho potuto percepire il dolore e la rabbia di Christian, il suo voler a tutti i costi cavarsela da sé perché altrimenti sarebbe stato “poco uomo” agli occhi degli altri. Ho quasi rivissuto in testa la sua ultima missione, come se l’evento avesse toccato me direttamente e provassi nel cuore una rabbia incontrollabile nei confronti di quella causa in cui aveva dato se stesso senza riserve. Ho percepito i silenzi e il rancore della moglie, come se lui dovesse imporsi di superare il dolore nel minor tempo possibile e potesse tornare a dedicare tempo alla sua famiglia. Un mix di sentimenti negativi e spesso contrastanti tra loro che sembrano trovare una sorta di pace quando Lana entra in quella stanza.

Fingo che sia di nuovo la prima volta, quella in cui mi accorgo che il corpo di una donna può farmi sentire a casa, e la bacio. La bacio ancora, respiro dentro di lei e lascio che mi cambi un po', un'altra volta.

Lei è un’infermiera timida, silenziosa, che svolge al meglio il proprio lavoro, con lo sguardo basso e piccoli rituali per calmare il nervosismo. Ha una storia turbolenta alle proprie spalle, non riesce a fidarsi di nessuno. Ha così tante cicatrici addosso che non basterebbe una vita a farle guarire. Ma quando Christian la tocca, la sfiora, lei non ha paura. Sa che lui non le farebbe del male e, per la prima volta dopo tanto tempo, riesce a confidarsi con qualcuno senza sentirsi giudicata. Lana è giovane, ma ha dovuto crescere in fretta; ha dovuto imparare a badare a sé, si è costretta a mettere da parte le proprie paure per un bene ancora più grande, e sa che dovrebbe stare lontana dal SEAL perché lui ha una famiglia e non la metterà mai da parte per una come lei.

Lo so che Christian è pericoloso, è fuoco e tempesta e io sono una barca che fatica ad attraccare anche quando il mare è calmo, ma non riesco a lasciar perdere.

Vorrei dirvi ancora tanto di questo romanzo, ma ho paura di “dire troppo”, quindi non mi resta che consigliarvi di dare una possibilità a questa storia, alle emozioni che sono racchiuse tra queste pagine. Non fermatevi ai primi capitoli perché Lana e Christian hanno una storia da raccontarvi. Forse sarà sofferta all’inizio, forse non la capirete subito, forse giudicherete Lana una bambina e Christian un uomo confuso.  Andate oltre le apparenze, provate a mettervi nei loro panni, a provare il loro stesso dolore, a sentire quella flebile fiammella di speranza che riaccende il  cuore quando troviamo qualcuno che ci capisce e sa come accarezzare le nostre ferite, anche se ci sono ferite che non guariranno mai, nemmeno col tempo.
Un grazie di cuore ad Alessia per avermi fatto emozionare, per aver dato voce a due persone come i protagonisti di questa storia, per avermi tenuto compagnia in questi giorni di clausura forzata. Grazie per avermi fatto sognare e sospirare. Guardare le stelle, ora, avrà un nuovo significato.



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