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lunedì 4 gennaio 2021

SCAMBIATO di N.R. Walker



Israel Ingham non ha mai avuto una vita semplice. È cresciuto in una casa priva di affetto e calore. Non è mai riuscito a essere all’altezza delle aspettative. La sua omosessualità è soltanto l’ennesima aggiunta al lungo elenco di delusioni che ha dato a suo padre.

Ma un giorno una lettera dell’Eastport Children’s Hospital cambia tutto.

Hanno scoperto di aver commesso un grave errore umano: ventisei anni prima, due neonati sono stati scambiati alla nascita e affidati ciascuno alla famiglia dell’altro.

Sam, il migliore amico di Israel, è sempre stato la sua unica fonte di affetto e sostegno. Con lui accanto in ogni singolo passo, Israel decide di conoscere la madre biologica e suo figlio, l’uomo che ha vissuto la vita che sarebbe dovuta spettare a lui.

Tra le emozioni tumultuose causate da quell’incontro, Israel e Sam diventano sempre più uniti e Sam comincia a interrogarsi sui sentimenti che prova per il suo migliore amico. Abbracciando nuove possibilità, Israel deve dissezionare il doloroso rapporto che lo lega ai genitori per salvare ciò che ne resta.

Perché a volte è necessaria la prova che non si è davvero imparentati per diventare una vera famiglia.


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Adoro lo stile e la delicatezza di N.R. Walker nell’affrontare temi anche molto difficili come, in questo caso, lo scambio di neonati in ospedale. Quanto deve essere destabilizzante scoprire di aver vissuto una vita diversa da quella che ti sarebbe spettata? Ho trovato davvero dolce il personaggio di Israel con tutti i suoi dubbi e la fragilità che si porta dentro soprattutto per colpa del modo in cui è stato cresciuto. Il suo continuo ringraziare per le piccole cose che vengono fatte per lui, per il solo motivo di non ferirlo, spacca davvero il cuore, come lo stesso Sam afferma.

Il protagonista è Israel ed il pov è interamente affidato a lui, ma, nonostante ciò, anche il personaggio di Sam ha la sua caratterizzazione e non rimane sullo sfondo, acquistando il giusto spessore. La sua devozione nei confronti di Israel lascia sospettare fin dall’inizio il suo desiderio di essere più che un amico. Il suo amore sta anche nel non desiderare destabilizzare Israel ancora di più con una confessione potenzialmente dannosa per la loro amicizia. Anche il personaggio di Sam mi ha fatto tanta tenerezza con il suo tenere così tanto a Israel da mettere in secondo piano i suoi stessi desideri.

Si tratta di una storia davvero emozionante dove è davvero difficile cercare di capire come potremmo reagire noi se ci ritrovassimo nei panni di Israel. La trasformazione del rapporto con Sam in una relazione amorosa non è il vero fulcro del libro, è la famiglia a farla da padrone. La famiglia che ti dà la vita, quella che ti cresce e quella che ti scegli. Ce ne sono tanti tipi diversi, ma ognuna costituisce un tassello diverso nello sviluppo personale in quanto individuo. Persino i genitori di Israel, coloro che lo hanno cresciuto in un ambiente freddo e anaffettivo, possono avere modo di riscattarsi.

Insomma, una storia d’amore davvero dolce, anche se condita da scene davvero hot, che si mescola in un panorama più grande di forti emozioni dove ci si commuove, ci si arrabbia e si sogna tra le pagine di un libro che consiglio caldamente.






La conferma che non ero figlio loro era quasi un sollievo, anche se mi lasciava privo di identità. Senza la minima idea su dove venissi o in che direzione andasse il mio futuro; era la sensazione più bizzarra del mondo.



Ma la parte più difficile, la più difficile in assoluto, era sapere che, se fossi cresciuto con la mia vera famiglia, loro avrebbero saputo che ero gay e mi avrebbero amato lo stesso.
Quello faceva malissimo.


Nonostante ogni altro aspetto fosse un disastro megagalattico, quell’istante preciso, in cui c’eravamo solo io e lui, era perfetto.


Mi strinse al petto e i nostri cuori batterono all’unisono.
Se voleva farmi suo, c’era riuscito. Mi possedeva, anima e corpo.
Da sempre..


“Lei sarà anche la donna che mi ha dato alla luce, ma tu sei mia madre. Non è colpa di nessuno. È solo la vita che abbiamo ricevuto, e dobbiamo accettarla. Avrò sempre te, e spero che avrò sempre anche Donna. Ho due famiglie, adesso. Questo non significa che ti voglia meno bene.”

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