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martedì 9 febbraio 2021

BLUE SWAN di Maria Antonietta

 



Brillante avvocato milanese, William si ritrova a festeggiare l'ennesimo successo professionale in un locale un po' sui generis. Lì, incontra una conturbante cubista che lo coinvolge e cattura in un sensuale gioco di danza... ma nulla è come sembra.

Studente di giurisprudenza, Lorenzo si arrangia come può per conciliare lo studio al lavoro, inseguendo il sogno di bambino di diventare un grande giurista. Una sera, uno strano scherzo del destino gli fa incontrare l'uomo che ammira e al quale si ispira... ma nulla è ciò che sembra.

Oltre i pregiudizi e un doloroso passato, per William e Lorenzo inizia un lungo viaggio di ricerca e riscoperta, che ribalterà ogni loro certezza e getterà le basi per un nuovo inizio.


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Può un equivoco scombussolare un’intera vita tanto da mettere in discussione tutte le certezze fino ad allora acquisite? Questa è una delle tante domande sorte dopo la lettura del romanzo.


William Morelli è un uomo di successo quasi cinquantenne, bello e molto affascinante, un principe del foro, socio in un famoso studio legale milanese nonché uno stimato professore universitario. Inoltre è sempre stato un marito fedele e un padre presente. Innamorato della moglie, una volta rimasto vedovo, non ha mai sentito il desiderio di trovare una nuova compagna, quasi come se la passione si fosse spenta assieme alla sua cara Helena. Poi arriva Lolita, una ballerina cubista di un locale notturno di provincia, e tutto cambia, il vaso di Pandora viene scoperchiato e le emozioni si riaccendono. Lolita rappresenta una tentazione molto forte ma William lo è di più e nonostante si sia lasciato cullare per un solo momento da lussuriose sensazioni mai dimenticate, riesce a ritrovare la freddezza necessaria per non lasciarsi andare. Intanto però il seme del desiderio attecchisce nel suo cuore freddo, riscaldandolo.

 

«Sei la donna più belle che io abbia mai visto. Mi hai letteralmente stregato, cazzo, e se avessi vent’anni di meno ti darei tutti i baci e l’amore di questo mondo.»

[…] Partì sgommando, negli occhi ella mente una dea che sapeva di sole, miele e gioventù.

 

Il ricordo della donna dallo sguardo dorato e la sensualità della sua aura misteriosa lo accompagnano per molti giorni e molte notti. William rivive con nostalgia nella mente gli attimi trascorsi insieme alla dolce creatura ma per nulla al mondo è disposto a cambiare il suo status né ad alimentare scandali.



Poi arriva Lorenzo e tutto viene messo in discussione.

 

«Lorenzo è il ragazzo più intelligente che io abbia mai conosciuto… per non parlare della sua bellezza. Papà, Lorenzo non è di questo mondo.»

 


 

Lorenzo frequenta il corso universitario del professor Morelli, che lui stima moltissimo. Inoltre è un collega della figlia Veronica, nonché suo amico. Fin qui niente di strano. Le cose si complicano quando il ragazzo si lascia scappare alcuni indizi importanti sull’entità di Lolita. A quel punto William, rimasto tranquillo fino al quel momento, si sente di nuovo coinvolto. La bellezza del ragazzo lo attira e il colore ambrato degli suoi occhi lo riporta a Lolita… e il dubbio atroce che si insinua nella sua mente lo porta a verificare.

 

William esultò tra sé, quasi certo di non essersi ingannato. Lolita era lì. Bella, reale e disponibile. Sarebbe bastato solo scostarle la mascherina e cancellare quel dubbio assurdo una volta per tutte. […]

Ma Lolita non era una donna: glielo diceva il modo in cui si muoveva contro di lui, la foga con cui ricambiava gli assalti della sua lingua, l’irruenza con cui gli si stringeva, l’erezione dura come il marmo contro la sua.

 

Che colpo! Come aveva fatto a non capire che dietro la maschera si nascondeva non una bellissima ragazza bensì un giovane altrettanto affascinante? Ma forse la domanda pertinente è un’altra: come mai, nonostante avesse percepito l’intuizione giusta, non si è tirato indietro prima? William non sa darsi una risposta, la sua reazione lo sconvolge, e poi c’è Veronica, sua figlia, come può mettersi in competizione con lei? Insomma, comunque la si voglia mettere, questa situazione è davvero assurda e necessita di un’immediata soluzione. Per William esiste soltanto una via d’uscita, ma imboccarla non sarà affatto facile.

Questo è un romanzo che lascia il segno, difficile da dimenticare perché dopo averlo finito di leggere, restano molti spunti su cui riflettere. Avete presente un buon cognac? Il retrogusto persistente non ci permette di dimenticare il profumo avvolgente e il gusto pastoso. Allo stesso modo resta difficile staccarsi dalla storia e dai suoi personaggi. La narrazione del rapporto tra William e Lorenzo viene vista attraverso un’ottica diversa da quelle a cui siamo abituati, e la cosa funziona. I due protagonisti non dichiaratamente etero, eppure basta poco perché tra loro si scateni una forte attrazione. Il fascino del romanzo sta proprio qui, nella consapevolezza che un piccolo equivoco possa distruggere certezze e principi di un’intera vita. E se da una parte questo può sembrare dolorosamente elettrizzante, dall’altra scatena in entrambi i protagonisti una profonda crisi esistenziale. Assistiamo dunque a un vero e proprio conflitto interiore, e partecipiamo alla loro lotta tra ciò che si deve e ciò che si vuole, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e ci chiediamo cosa tra il desiderio e la carriera, la felicità e la famiglia influenzerà maggiormente la decisione finale. In teoria non ci dovrebbe essere una scelta: William Morelli, infatti, è un uomo che conta nella società milanese, il suo nome significa potere, ambizione, forza, ammirazione che lui non vuole perdere per nulla al mondo. La storia di Lorenzo è molto diversa, la sua famiglia non è abbiente, fin da piccolo sogna di diventare un avvocato così si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza e per pagarsi gli studi, accetta di lavorare al club vestito da donna. Lolita è solo un mezzo per arrivare allo scopo, ma diventa una persona che gli permette di avvicinare il suo mentore, l’eroe che incarna alla perfezione la figura paterna che gli è sempre mancata. Ma poi tutto cambia, il segreto svelato di Lolita diventa la chiave di volta nella vita di entrambi e per le loro scelte. Uno tsumani avrebbe fatto meno danni. William e Lorenzo vanno alla deriva, sopraffatti da una miriade di emozioni difficili da gestire.

 

Ora che sapeva che Lolita in realtà era un uomo, fu incantato ancora di più dalla bellezza e dalla sensualità di quel corpo, fu travolto dall’esigenza di toccarlo un’ultima dannatissima volta.

 

Dopo lo shock iniziale William, dall’alto della sua maturità, crede di poter gestire l’equivoco senza problemi, in fondo Lorenzo è solo un ragazzo molto bello anche se con gusti discutibili, non è affatto pericoloso. Purtroppo non è così e per la prima volta William si trova spiazzato e impotente a combattere contro un desiderio inspiegabile che potrebbe distruggerlo. Dall’altro lato Lorenzo pare prenderla meglio, aiutato forse dall’entusiasmo giovanile, riesce quasi a minimizzare l’accaduto, salvo poi correre ai ripari quando si accorge di essere evitato dal suo professore. A quel punto scatta in lui un meccanismo di difesa, la ragione si annebbia e il desiderio prende il sopravvento distorcendo completamente la realtà.

 

«Io ci sono sempre stata, ma sei stato tu a scoprirmi, scegliermi e rendermi autentica. Lorenzo è me e io sono lui. Siamo inscindibili. La vita non è solo ricerca, ma anche creazione, e quel giorno tu ci hai creato: siamo stati tra l tue braccia, ed è così che voglio vivere per sempre. Lolita è un dono che ci siamo regalati entrambi. Se non mi accetti, tradiresti solo te stesso.»



Parole convincenti che accendono i sensi, William è annientato perché avrebbe amato Lolita se solo fosse stata reale. La sua immagine però è riflessa negli occhi del ragazzo in tutta la sua dolcezza, William non può negarlo e allora, contraddicendo ogni certezza, cede all’attrazione che, forte come una corda robusta, lo lega indissolubilmente a Lorenzo. È Lolita quella corda, come anche l’idea di un amore impossibile che non esiste, eppure c’è.

La negazione della verità da una parte e il riconoscimento del paradosso dall’altra concludono le due parti del romanzo. Inganno, dramma, rinuncia, desiderio, catarsi, amore, rappresentano le tappe fondamentali di un processo di crescita che porterà i due personaggi a essere prima finalmente liberi e poi consapevoli.

«Basta che torni,» disse piano.

«Basta che mi aspetti,» sorrise William.

«Ci puoi scommettere,» lo sfidò lui.

 

Consigliatissimo!


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