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martedì 16 gennaio 2018

NIENTE È COME SEMBRA di Monica Peccolo



Maria Stella ha trent’anni e un problema con gli uomini. Dopo troppe storie disastrose e un quasi matrimonio finito prima di arrivare all’altare, l’amore è diventato un’incognita, qualcosa d’imprevedibile che scombussola la sua esistenza perfetta e ordinata. 
Le delusioni sentimentali l’hanno resa diffidente e non particolarmente propensa a impegnarsi di nuovo. Poi, però, un affascinante vicino di casa comincia a corteggiarla e la sua convinzione vacilla. Giorgio è più grande, attraente, un po’ serio, forse, ma con interessi simili ai suoi. Dovrebbe dargli una possibilità e uscire con lui? E cosa pensare dello straniero che si presenta alla sua porta e che incarna, insieme, il suo ideale d’uomo ma anche ciò di cui ha più paura? 
Sullo sfondo di una romantica Venezia avvolta nella nebbia, Stella scoprirà che ogni incontro nasconde un lato misterioso. E insospettabile, anche per le ragazze più prudenti.


La prima cosa che ho pensato concludendo la lettura di Niente è come sembra è che la trama è incredibilmente fuorviante. Mi aspettavo qualcos’altro insomma. Questo, tuttavia, non esclude che si tratti di una novella ben scritta, con un pizzico di “giallo”, anche se non è esattamente il mio genere.

Andiamo per gradi.

La protagonista è Maria Stella – solo Stella per gli amici – Zonin, una trentenne bionda, che vive a Venezia insieme all’amica, nonché collega, Zoe. Le due non potrebbero essere più diverse, da qui la mia iniziale antipatia verso Stella. Diffidente, acida, antipatica: questo ho pensato di lei e, fino alla fine, non ho cambiato opinione. Il contrario vale per Zoe simpatica e spigliata.


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L’esistenza di Maria Stella Zonin aveva lo stesso andamento preciso e schematico del suo codice fiscale: sedici caratteri che la definivano un individuo di sesso femminile di trent’anni.


La storia è scritta in terza persona, dal punto di vista del “narratore onnisciente”, eterodiegetico, che fa tanto Alessandro Manzoni, ed è un’altra cosa che non mi è piaciuta, ma qui si tratta del mio gusto personale.
Stella ha una “cotta” per Giorgio Ballarin - il vicino di casa dagli occhi celesti - e quando costui la invita ad un concerto, Stella non si fa scappare l’occasione di conoscerlo meglio.
Il caso vuole, tuttavia, che nel palazzo in cui vivono stia per arrivare un nuovo inquilino e che inizino i lavori di ristrutturazione nell’appartamento libero. Entrano quindi in scena due extracomunitari:  Ibrahim Reda, di Casablanca e Alexander – Alexej - Evanko, ucraino. Zoe si mostra immediatamente aperta nei confronti dei due, mentre Stella tiene le distanze, bacchettando spesso e volentieri la coinquilina per il suo comportamento.

Il “pizzico di pepe” è dato dalla presenza di un uomo misterioso che controlla un determinato appartamento scoprendo cose orribili.
Tra Stella e Giorgio scatta la scintilla e i due iniziano a frequentarsi, anche se la presenza di Alexej – capelli scuri e occhi aversi – inizia a diventare particolarmente molesta.
“Non tutto è come sembra” è ciò che Alexej dice a Stella e, in verità, non potrebbe essere più vero.
Chi è davvero Alexej? Perché questa frase?

 Era orribile solo pensarlo. Cosa avrebbe provato a essere baciata da Alexej? Quanto sarebbe stato potente quel contatto tra loro?

Tutte le domande troveranno risposta nel penultimo capitolo, lasciando al lettore un importante insegnamento: non è tutt’oro quel che luccica.


Come già accennato, il libro è davvero ben scritto ma non sono riuscita a “sentirlo”. La mancanza di descrizioni fisiche accurate non mi hanno permesso di figurarmi i personaggi; al di là di qualche informazione caratteriale, credo di non essere riuscita ad inquadrare perfettamente chi fossero davvero quelle persone. Di un libro ho sempre amato la capacità di catturarmi e scaraventarmi nella scena, ma con questo libro non è successo e spesso mi sono annoiata. Mi dispiace per questo mio giudizio, perché rispetto il lavoro di tutti, ma non ho sentito quel legame particolare che, generalmente, mi permette di dire che è stata una bella lettura. In ogni caso, è un libro breve, solo centonove pagine e si finisce in pochissimo tempo.
Vi consiglio comunque di leggerlo, perché amo il confronto e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Buona lettura Cosmo.

Monica Peccolo vive a Livorno, città di mare e mutamenti, ma sogna di viaggiare “come una volta”, con tempi lenti e parecchie fermate nel mezzo. È cresciuta con gli occhi sgranati e la mente aperta, giocando tra castelli di sabbia e installazioni artistiche, e i libri la seguivano ovunque andasse. Ha studiato informatica, fatto volontariato e lavorato come EDP manager, ma dopo un po’ la vita l’ha portata verso altri lidi. Ha esordito nel 2012 con Il senso interno del tempo (Linee Infinite), a cui è seguito Il senso del nostro amore (Linee Infinite, 2014), e pubblicato diversi racconti.



1 commento:

  1. Ringrazio il blog per la disponibilità e per il tempo dedicato alla lettura della mia storia. Mi spiace non aver incontrato il gusto della blogger che ha recensito ma apprezzo ciò che di positivo ha evidenziato :)

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