lunedì 29 ottobre 2018

Tappa Blog Tour Dark Zone: Cronache del Reame Incantato di Alberto Chieppi - La progenie di Abaddon di Rob Himmel



Thanatos sorrise in modo lascivo; sollevò una mano dalle unghie simili ad artigli e accarezzò il viso di Mephisto, tracciando solchi sanguinanti sulla sua guancia. Dalla bocca della donna emerse una lingua lunga e biforcuta che serpeggiò fino al viso dell’uomo per leccarne il sangue che colava dai tagli.
Mephisto restò immobile, tenendo lo sguardo inchiodato in quello della donna; non avrebbe mostrato alcun cedimento. Doveva dimostrare di non aver paura di lei, se voleva ottenere il suo aiuto.
«Cosa ti fa pensare che accetti di collaborare con te, stregone?» disse Thanatos allontanandosi da lui.
«Hai percepito la mia magia? Allora sai che posso farcela!»
La donna alzò un sopracciglio, continuando a sorridere.
«Sono l’unico chiuso qua dentro a conoscere l’incantesimo che ha sigillato l’Aldilà.»
A quelle parole Thanatos cambiò; abbandonò il sorriso voluttuoso che aveva avuto fino a quel momento per assumere un’espressione dura, determinata. Come un fulmine, agguantò Mephisto per la gola e lo sollevò da terra come fosse stato un pupazzo. Zuk mugolò per la paura.
«Sappi, stregone, che se stai mentendo prima o poi lo scoprirò, e ti farò morire lentamente e fra indicibili dolori!» disse Thanatos con voce raggelante prima di scagliare l’uomo a terra.
Mentre Mephisto si stava ancora riprendendo dalla caduta, la donna gli fu addosso.
Il guaritore scoppiò a ridere. «Sei troppo grande per credere a queste favole. Se davvero esistesse Or sarebbe intervenuto da un pezzo, invece questo mondo è sempre avvolto nel buio della notte. Sempre più disperati si inginocchiano davanti ad Abaddon e supplicano pur di diventare Abaddoniti.» Scosse la testa con un broncio contrariato. «No, gli Splendenti sono fanatici che rifilano idiozie, a cui nemmeno loro credono. Fuggono, come chiunque altro. Sono disperati, si nascondono. Dov’è Or mentre i suoi discepoli vengono fatti a pezzi sulle mura di Abaddar? Dov’è Or mentre noi patiamo il buio, nel tentativo di sopravvivere fino a quelle poche ore diurne, le uniche che uccidono tenebre e Oscuri? Dov’è Or mentre i nostri figli, le nostre mogli e i nostri genitori vengono violentati, derubati, torturati, aggrediti, ammazzati? Or non esiste. Dubito che persino Abaddon esista. Io dico che tutto questo male, questa oscurità, non esca altro che da noi. Noi siamo la fonte di tutto… magari un giorno, se dovessimo estinguerci, sarà la cosa migliore.»



Lui esitò qualche secondo, in preda aldubbio, poi azzardò. Le portò la mano dietro il collo e con delicatezza l’avvicinò a sé.Poco prima di baciarla esitò per guardarla dritta negli occhi, lei non dissentì, cosìpoggiò le labbra sulle sue. Si baciarono, dapprima con impaccio, poi con trasporto.
Al termine, Rauor le accarezzò il viso prima di sorridere incredulo. Parve sollevato daun dubbio che lo attanagliava da anni.
«Scemo, che cos’hai da sorridere?» punzecchiò lei con dolcezza.
«Pensavo mi prendessi a schiaffi…»
«Posso ancora farlo!» rispose con un sorriso.
Gli aveva permesso di baciarla, eppure Luce non sapeva il perché. Dentro di séstava vivendo una vera e propria tempesta confusionale. Non riusciva a capire secontraccambiava i sentimenti dell’uomo, se era dettata dalla paura di perderlo, o daltimore di recargli l’ennesima ferita, forse peggiore di tutte le altre. Non sapevatrovare una risposta chiara, magari era un po’ tutto insieme, oppure aveva bisognodi tempo per elaborare bene la questione. L’unica cosa di cui fu certa era di nonessere sicura di nulla.



Non vi è oscurità peggiore di quella celata nel cuore dell’uomo. In esso si nascondono i pericoli più insidiosi, scrutarvi vuol dire essere scrutati di rimando. In esso emerge, tra le più torbide bramosie, la più limpida verità: non vi è nemico peggiore di se stessi.
Per questa ragione qualunque uomo è portatore del mio seme, custode del mio potere. Tutti sono figli miei, adottati come mia prediletta progenie, poiché perseguitori della perdizione.
Ovunque si accenda un barlume di speranza, sovrastano legioni di tenebre; ovunque scintilli un pizzico di gioia, dilaga il terrore; ovunque si propongano le virtù, i vizi travolgono; ovunque ci sia qualcosa di nascosto, io trionfo. Non vi è sole in questo cielo, non vi è luce per questo mondo. Non vi è speranza alcuna nel cuore dell’uomo, se non desideri oscuri partoriti da menti corrotte.
Larga è la via della perdizione, accomodanti i suoi sentieri, persuasivi i suoi sussurri, lussuriosi i suoi tocchi, dolci i suoi sapori, appaganti le sue retribuzioni, esaltanti i suoi impeti, lusinghevoli i suoi sguardi.

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