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mercoledì 16 dicembre 2015

PIU' FORTE DI TUTTO di Elena Rose


Camilla vive una vita che non sente sua, intrappolata in una relazione che non le fa più battere il cuore di gioia ma la riempie di paura. Stefano, una volta dolce e gentile, sta diventando un fidanzato sempre più geloso ed opprimente. Quando la sua ossessione verso Camilla diventa violenta, la giovane scappa con l’anima strappata quanto la sua camicetta preferita.
Pronta a riprendere in mano la sua vita, coglie al volo l’occasione di trasferirsi lontano, convinta di non avere tempo per l’amore.
Il destino, però, non la pensa allo stesso modo e metterà sulla sua strada il sorriso triste di Philippe.
Animata da un sentimento che non credeva potesse esistere, dovrà lottare con le unghie e con i denti per scavare nel dolore del bel francese, e cercare di dare voce a quel silenzio tormentato che le è entrato nel cuore.
Riuscirà la bella italiana ad attraversare il muro che Philippe si è costruito attorno? Sarà in grado di liberarlo dalla sua angoscia? E quando il passato tornerà a mozzarle il respiro, avrà la forza di rialzarsi e lottare ancora?
Due anime segnate da avvenimenti importanti e spaventosi, la magica Parigi a fare da sfondo. Una storia di rinascita dove i veri protagonisti sono i sogni: desideri che non sono fatti per rimanere chiusi a chiave in un cassetto.

Ho finito da poco di leggere questo fantastico libro, e ora cerco di raccogliere le idee per rendergli giustizia. Ancora una volta Elena Rose si conferma una delle autrici self che preferisco, in grado, con i suoi romanzi, di emozionare come pochi sanno fare.

Ma partiamo dall'inizio.

Camilla è una ragazza di venticinque anni, laureata in lingue e uno dei suoi sogni è andare a vivere fuori, e precisamente a Parigi. Una ragazza come tante, con un ragazzo e una migliore amica, Francesca, che conosce dai tempi dell'asilo, che la appoggia e la spalleggia, ma che si trova  in disaccordo per quanto riguarda il fidanzato di lei, Stefano, che ha sempre definito psicolabile e dotato di personalità multipla. Dopo aver inviato il curriculum a diverse agenzie che richiedevano il suo titolo di laurea, viene finalmente contattata da un'agenzia e, dopo aver superato brillantemente il colloquio, viene incaricata di occuparsi dei figli di una coppia di parigini troppo impegnati per assecondare i loro capricci. Un sogno che diventa realtà, Parigi, la Francia e la possibilità di mettere in pratica la lingua studiata e sempre tanto amata. E come tutti i grandi sogni che si rispettino, si imbatte in un ostacolo, o meglio in qualcuno che potrebbe rappresentarlo: Stefano non accetta che Camilla lasci l'Italia! Il suo rapporto nei confronti della ragazza è di una morbosità unica, geloso fino all'inverosimile, teme che lei possa lasciarlo... e beh, è esattamente quello che fa dopo, non solo avergli detto che sarebbe partita nonostante il suo disappunto, ma in seguito alla violenza scaturita dal ragazzo che la picchia e la malmena senza alcuno scrupolo. Camilla è stanca di nascondersi e di nascondere i segni di quell'amore malato, sente di aver preso una giusta decisione nell'accettare quell'incarico, ma nasconde la rottura con Stefano ai genitori, perché non vuole essere compatita e si sente in grado di affrontare questa situazione da sola, convinta che l'ex accetti quella rottura e le lasci vivere la propria vita.

Come può un'anima spezzata, rompersi in pezzettini ancora più piccoli? C'è un limite al dolore che una persona può provare?

Una Camilla sognante e sorridente arriva a Parigi, fa la conoscenza di Christine, la sua datrice di lavoro, con la quale entra subito in sintonia; la donna le parla delle sue due pesti... ehm, dei suoi due figli, due gemelli che ne combinano di tutti i colori, e spera vivamente che la ragazza non si faccia intimorire da quei due diavoletti! Scopre così la bellezza della città con i suoi vicoli e i suoi negozietti; sulla strada verso casa si fermano alla panetteria Gerard per prendere qualcosa per la cena. Camilla si ritrova involontariamente ad assistere a una lite tra due persone di sesso maschile, per ritrovarsi quasi faccia a faccia con un ragazzo arrabbiato dagli occhi color della laguna.

L'amore è così: ti travolge e ti prosciuga tutte le energie finché non vivrai solo di quello.
L'amore è forza, sacrificio, delusione e coraggio.
L'amore non regala nulla, devi guadagnare la sua bellezza e la sua felicità, una gioia che solo un sentimento così grande è in grado di lasciarti.

I giorni passano, e Camilla sembra aver compiuto un vero e proprio miracolo nei confronti della famiglia per la quale lavora; non solo sente di essere una di famiglia, ma è riuscita a conquistarsi l'amore e l'affetto dei gemelli, che sembrano trovare una sorta di equilibrio e costante presenza nella sua persona, e intanto le ritornano in mente quegli occhi... Si ritroverà a parlare con quel ragazzo, Philippe, o forse a urlargli contro, dopo aver fatto la conoscenza della piccola Sophie, convinta che l'avesse lasciata da sola ad aspettarlo. E quando tra due persone c'è attrito, inutile nascondere che c'è anche attrazione. Camilla cerca di riprendersi dopo la storia con Stefano, che si è trasformato nel suo peggior incubo, e Philippe proverà a evitarla in tutti i modi, senza però riuscire nel suo intento, perché non si può scappare da quella persona che è in grado di regalarti attimi di spensierata serenità e felicità.

“Chiunque ti abbia illuminato gli occhi anche solo per un secondo...” esordì la donna prima di salutarlo, “... merita la tua attenzione. Non escludere tutti dalla tua vita. Abbiamo tutti bisogno di non pensare a niente per qualche secondo”.

Gli ostacoli che dovranno superare saranno veramente tanti; può l'amore essere più forte di tutto?

Una lettura che mi sento di consigliare con il cuore; la trama parla per sé e la cover... beh... quella riesce a catturare lo sguardo. Ora voi vi starete chiedendo come mai io non abbia menzionato il motivo riportato in copertina. Semplicemente perché Camilla sognava di diventare un'étoile, ma si è vista costretta a rinunciare a quel sogno dietro insistenza di Stefano. L'amore non rende ciechi, a volte rende stupidi, ma lei si è resa conto con chi aveva a che fare e ha preso la decisione più coraggiosa che qualsiasi donna dovrebbe prendere: allontanare quella persona che usa violenza fisica e spesso anche psicologica. Ma non temete, perché i sogni non sono fatti per rimanere chiusi in un cassetto.

Aveva studiato per anni danza classica, oramai la musica le scorreva nelle vece assieme al sangue e respirava melodia assieme ad ossigeno.
La danza era per lei ciò che l'acqua è per un delfino: sinonimo di vita.

Mi sono ritrovata spesso, nel corso della lettura, a sorridere a quell'amore timido e impacciato che stava nascendo; sono rimasta stupita dai gesti involontari e affrettati che compivano i protagonisti; ho aggrottato la fronte quando la situazione non mi convinceva; ho urlato consigli a Camilla nella speranza che potesse sentirmi; e ho pianto, tanto, quando ho letto la parola fine. Un libro che non solo fa sognare tra le sue pagine, ma che è portatore di grandi insegnamenti, e tra questi che bisogna avere il coraggio di prendere le giuste decisioni che in un modo o in un altro influenzeranno il nostro futuro, e che bisogna ascoltare i campanellini di allarme, o semplicemente le persone a noi più vicine, quando quello che consideriamo amore, diventa un amore malato e violento; bisogna reagire e non permettere a nessuno di impedirci di realizzare i nostri sogni.
Un ringraziamento all'autrice per aver pensato a me e per avermi dato il piacere di leggere e recensire il suo romanzo. I miei complimenti più sentiti perché ancora una volta è stata all'altezza della situazione, si è messa in gioco e per me ha vinto anche con questo secondo romanzo!!!

Prese una penna dal cassetto e corse di nuovo fuori dalla porta, sperando che lui non se ne fosse già andato.
Lo vide montare in sella alla moto e affrettò il passo.
Lui la vide e aggrottò lo sguardo.
Camilla gli prese la mano, senza fare a meno di notare quanto fosse più grande della sua.
Scarabocchiò qualcosa sul palmo e lo guardò col timore di aver oltrepassato un'altra volta il segno.
“Anche se non avrai voglia di parlare, io sarò qui. Saprò ascoltare anche i tuoi silenzi.”




Prima di cominciare ci tengo a ringraziarti per il tempo che dedichi a questa intervista e per averci dato l'opportunità di recensire il tuo secondo romanzo.
Pronta con le domande?

Una cosa che mi ha colpita fin dall'inizio sono le cover che scegli per i tuoi romanzi, uniche ed originali. Te ne occupi personalmente o lavori insieme a una persona che si occupa di grafica?

R: Mi piace pensare che la cover rispecchi in tutto e per tutto lo stile del libro perciò me ne occupo in prima persona, con l'aiuto della mia sorellina minore. Pensiamo insieme a quale potrebbe essere l'immagine perfetta, scattiamo milioni di foto finché non esce quella giusta. Non siamo grafiche o specialiste del settore, ma mi piace che sia una cosa solo nostra. Le gambe della ballerina in "Più forte di tutto" sono, appunto, quelle della mia sorellina.

Quanto c'è di te in Ginny e Camilla?

R: Entrambe hanno molto di me, pregi e difetti. Quella che mi assomiglia di più è Camilla. Sono testarda come un mulo proprio come lei e non smetterei mai di credere nell'amore. Ginny è più solitaria, cosa che io non sono, ma anche lei ha la sua bella testa dura. Mi piace mettere qualcosa di mio in tutti i personaggi, è bello rispecchiarsi in quello che si scrive.

In entrambi i tuoi romanzi affronti argomenti particolari, come la perdita di persone care, la rinascita delle protagoniste, la violenza sulle donne, i mali per cui non esiste ancora una cura. Da cosa deriva questa voglia di parlare di argomenti che spesso è preferibile ignorare?

R: Non so come nascono le storie, macino idee finché non mi si accende la lampadina che dice "è questa". Forse le storie nascono dal mio desiderio di lasciare qualcosa, un'emozione o un ricordo, a chi la legge. Vorrei lanciare un messaggio di speranza a chiunque arrivi alla parola fine. Io, da lettrice, cerco romanzi che mi fanno sognare un mondo migliore, quindi, ho provato a scriverne uno io.

Com'è nata la voglia di mettersi in gioco e scrivere? Quanto hai paura dei giudizi dei lettori?

R: Non so come nascono le storie, macino idee finché non mi si accende la lampadina che dice "è questa". Forse le storie nascono dal mio desiderio di lasciare qualcosa, un'emozione o un ricordo, a chi la legge. Vorrei lanciare un messaggio di speranza a chiunque arrivi alla parola fine. Io, da lettrice, cerco romanzi che mi fanno sognare un mondo migliore, quindi, ho provato a scriverne uno io.

I tuoi romanzi li definirei contemporanei, quindi mi domandavo se per caso hai intenzione di approcciare a generi diversi, o è la narrativa rosa il tuo genere prediletto?

R: Mi piacerebbe provare con il genere Fantasy, che amo molto. Non so ancora come, dove e quando, ma mi piacerebbe buttarmi.

Chi è realmente Elena Rose? Chi si nasconde dietro ai suoi romanzi?

R: Una ragazza di 21 anni con la testa perennemente sulle nuvole. Sono sbadata, ho la memoria corta, sono goffa e ho paura del buio. Elena è una semplice ragazza con tanta voglia di sognare. E per come la vedo io, scrivere significa sognare ad occhi aperti.

Hai già in mente qualche altra storia? Parlaci dei tuoi progetti futuri.

R: Ho iniziato il terzo romanzo, qualche capitolo e le linee generali sono già nero su bianco. Vorrei cimentarmi nel genere fantasy e leggere tantissimo!

Ti ringrazio ancora per il tempo che mi hai dedicato e non posso che rinnovarti i miei complimenti per aver reso pubbliche due storie così intense e travolgenti!

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