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martedì 23 febbraio 2016

INTERVISTA A CHIARA CILLI



CHIARA CILLI  è senz'altro una delle autrici più ricercate in questo periodo.
Per quale motivo? 
Semplice! Chiara ha da poco pubblicato il secondo romando della SERIE "BLOOD BONDS" che ha letteralmente sconvolto i suoi lettori e diviso in due l'opinione pubblica.
Ma cosa si nasconde dietro il mondo di violenza e segreti creato dalla sua penna?
Scopritelo con noi in questa imperdibile intervista che l'autrice ha gentilmente accettato di rilasciare alla nostra Cosmo Veronica!





21 febbraio 2016

1) Ho finito da poche ore di leggere i primi due capitoli della serie Blood Bonds e, da scettica quale ero a cimentarmi con questa lettura, devo dire che sono contenta di aver ascoltato i consigli di chi me lo ha proposto. Certo, il concetto di "amore" che viene raccontato si discosta molto da quelli che sono i canoni classici, in alcuni passaggi sembra quasi impossibile che una persona possa sentire un sentimento per qualcuno che la costringe a subire certe violenze psicologiche e fisiche (io, ironicamente, lo definisco "rapporto fantasy" per l'impossibilità di immaginarlo reale.) Cosa pensi tu di questo tipo di legami? Credi che esistano davvero? E come li definiresti?

R. Onestamente, mi auguro che legami come quello tra Henri Lamaze e Aleksandra Nikolayev non esistano. Perché, se così fosse, nella vita reale sarebbe terribile viverlo sulla propria pelle — be', a dire il vero è tremendo persino nel libro! Nella finzione, invece, penso che le connessioni tra vittima e carnefice siano molto stimolanti e aprano le porte delle aree più recondite della nostra anima, quelle buie e inquietanti che non abbiamo il coraggio di aprire da soli. Sono come il vaso di Pandora: sappiamo che non dovremmo aprirlo, ma l'oscurità ci chiama a sé come una sirena.


2) Una domanda che faccio spesso perché per me è un elemento importante: come scegli i nomi dei tuoi protagonisti?

R. In base al suono che producono quando vengono pronunciati. Scorro la lista dei nomi, li dico ad alta voce, ascolto e quello che mi incanta è il vincitore. E anche in base alla personalità del personaggio, ovvio, o alla sua provenienza.


3) "Uccidimi" sarà il terzo e ultimo romanzo della serie "Blood Bonds" oppure hai già deciso di proseguire, magari mettendo in primo piano André e Armand? Uno spin off...?

No, fin dal principio ho specificato che questa sarà una lunga serie, composta da molti romanzi. Con "Uccidimi" si concluderà solo la storia tra Henri e Aleksandra, non la trama principale, ovvero il conflitto tra la casata dei Bower e quella degli Šarapova. Ognuno dei protagonisti principali, quindi, avrà il suo spazio. Prevedo altri tre libri per André Lamaze, tre per Armand Lamaze, e infine quelli della Regina e del Re.

Posso dirlo? Sono molto felice, aspetto con ansia i capitoli su Armand, il mio preferito :D


4) Facciamo un gioco. Ci troviamo in un universo parallelo il cui Armand, Henri e André sono cresciuti nella loro dimora lussuosa attorniati dalle amorevoli cure dei propri genitori: come sarebbero le loro vite? Quali sarebbero i loro hobby?

R. Penso che André sarebbe uno studente modello e avrebbe una passione sfegatata per il polo — ma non dirgli che l'ho detto, altrimenti mi tagliuzza come un sushi! Henri invece lo vedrei come il ribelle della famiglia, sempre in giro a far baldoria e a sperperare denaro. Infine, Armand potrebbe essere un professore universitario e un grande giocatore di scacchi.


5) Qual è stata la critica più brutta letta fra le recensioni ai tuoi romanzi e quale il complimento più bello?

R. Le critiche negative che ricevo sono spesso attribuite al fatto che le mie storie sono inverosimili, oppure ai personaggi osceni e insopportabili. Altre invece sfociano sul personale e vanno ad attaccare la mia persona, la mia mente (mi pare a volte sia stata definita 'schifosa' o 'malata', ora non ricordo con esattezza), ma mi impongo sempre di cancellare immediatamente dalla memoria questo tipo di commenti.
Le critiche positive più belle sono quelle in cui i lettori mi esternano il loro entusiasmo e mi raccontano le emozioni che sono riuscita a trasmettere — sono sempre diverse e adoro scoprire come ognuno di loro ha percepito la storia. Può non sembrare importante, ma soprattutto mi riempie di gioia quando una lettrice mi confessa di essersi rivista in Cristina Cabrisi, protagonista della The MSA Trilogy, o di averla compresa — mi commuovo ogni volta, perché è un personaggio a cui sono molto legata.


6) Se dovessi invogliare uno scettico del genere Dark Romance a leggere i tuoi romanzi "Soffocami" e "Distruggimi", che parole useresti?

R. Prima di tutto, se è un Dark Romance che sta cercando, lo metterei in guardia: questa serie è dark contemporanea, niente romance! Se state cercando una storia in cui i cattivi trovano l'amore e si redimono, la mia non fa per voi, sorry. I personaggi della serie Blood Bonds sono criminali e criminali rimarranno — fatta eccezione, forse, per…  ehi, mica posso svelarvelo! Quindi, consiglio la mia serie a chi è in cerca di emozioni forti, crude, brutali, che trasudino quella passione animalesca e atavica nata dall'odio più puro e destinata a bruciare l'anima.


7) Aleksandra non usa mai la parola "amore", neanche quando
SPOILER!
Henri prende per la prima volta Maya davanti a lei per farla crollare definitivamente. Eppure una confessione di Aleksandra più esplicita, in quel momento, su quelli che sono diventati i suoi sentimenti avrebbe potuto essere un'ottima mossa diciamo di marketing. Ho l'impressione che tu davvero scriva per te e non per accontentare il pubblico, che tu non sia disposta a scendere a compromessi. Sbaglio?

R. Non mi vedrai mai scrivere una storia per compiacere qualcuno. Neanche me stessa. Io non sono nient'altro che la scribacchina della mia mente: se essa, d'improvviso, immagina una determinata storia, io non posso far altro che sedermi e cominciare a riportare sul foglio ciò che mi narra. Io non ho controllo, la mia immaginazione ha  già deciso tutto. Ed è bellissimo, perché tutto ciò che devo fare è ascoltare quello che mi racconta e vivere le emozioni mentre scrivo.
Una volta, in un post sul suo sito, l'autrice Pepper Winters ha detto: "Siate gli scrittori che volete essere". Non potrei essere più d'accordo. Non bisogna seguire la moda del momento, ma scrivere il romanzo che sentiamo dentro. Non importa di che genere sia. Importa soltanto quello che ci fa provare, quello che rappresenta per noi. E vedrete che, mettendoci l'anima e il cuore, rimanendo voi stessi, anche i lettori verranno trascinati dalle vostre storie!
C'è una citazione di Tarryn Fisher, che mi ha fatto subito sorridere:
"I resent everyone who's saying I don't know how to write a romance. My romance will be beautiful and maybe everyone dies BUT THAT'S BEAUTIFUL."
Mi ricorda me stessa quando inciampo in commenti in cui un lettore dichiara di non voler leggere alcuni dei miei romanzi, perché non presentano il classico lieto fine. Be', non posso che quotare la Fisher in pieno!


8) Che tipo di adolescente era Chiara? Quali erano le sue letture prima di impugnare la penna? Sono cambiate da "prima" a "dopo"?

R. La Chiara adolescente non pensava a nient'altro che non fosse il suo cavallo. Ho praticato equitazione per dieci anni, a livello agonistico. Ho cominciato a leggere molto tardi e ho esordito come lettrice con Christopher Paolini e il suo Eragon. Per anni le mie letture sono state unicamente fantasy e urban fantasy, poi sono cresciuta e ho virato sull'erotico e su qualche thriller ben specifico. Perciò sì, direi che sono cambiate radicalmente, in quanto ad oggi il fantasy è quasi del tutto scomparso dai miei scaffali, così come l'erotico, per far spazio al contemporaneo, al thriller e al dark.


9) Se dovessi descrivere Henri e Aleksandra utilizzando per ognuno di loro un colore, un aroma e un oggetto, quali sarebbero?

R. Che domanda difficile! Uhm… Per Henri scelgo l'indaco, il profumo del fiore Iris e una bella spada, di quelle degne di un re. Per Aleksandra scelgo il verde acqua, il profumo del fiore Frangipane e un arco. (Lo so, avrei dovuto citare degli oggetti, ma se penso a loro due mi vengono in mente solo armi, sorry!)


10) La tua citazione preferita, quella che racchiude più delle altre il tuo io?

R. "Perché è nelle tenebre che dimora il potere."
Black Moon - Il gioco del vampiro di Keri Arthur.






Ringraziamo ancora moltissimo Chiara Cilli per averci dedicato il suo tempo e se questa intervista vi ha incuriosito, beh... cercate i suoi romanzi e leggeteli!
Noi ve li consigliamo senza ombra di dubbio!

Cliccare le immagini per leggere le nostre recensioni!!

6 commenti:

  1. Chiara Cilli è una grande,una delle mie autrici preferite. Ogni volta che leggo un suo libro mi sento viva, riesce a farmi provare così tante emozioni, spesso contrastanti, che non riesco ad esprimere a parole. I suoi libri meritano davvero di essere letti!!

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  2. Awww grazie immensamente per avermi ospitato! :D ♥

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  3. stupenda intervista Chiars Cilli...che dire per il tipo di scrittura che amo tu sei la numero uno....nessuno per ora mi ha dato emozioni cosi forti come soffocami e distruggimi.....trovo siano dei capolavori nel suo genere.grazie

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  4. Bellissima intervista e brava Chiara, mi piace molto questa serie <3

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