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mercoledì 1 giugno 2016

Speed date con Anna Premoli



- La prima domanda, visto che poi tutti ti faranno domande uguali e monotone, io ti chiedo di che segno sono i tuoi personaggi?

(L'autrice ride di gusto) Allora del prossimo, vediamo. Giada credo di averla pensata scorpione, e Ariberto è bilancia.

- Le tue ambientazioni sono tutte di una scelta o di volta in volta le scegli in base alla trama? Perché ho notato che queste ultime sono ambientate in Italia, mentre le prime all'estero.

Nascono un po' in maniera casuale, ma l'anno scorso ricorreva il decimo anno di anniversario di matrimonio mio e di mio marito, e improvvisamente abbiamo avuto una meravigliosa primavera a Milano e mi è sembrato bellissimo ambientare una storia proprio a Milano, tutto in fiore, tutto bello, tutto molto romantico, quindi unendo le due cose ho pensato perché no, perché deve essere sempre esterofila la questione. In un certo senso l'ho presa un po' come una sfida personale, nel senso che non è tanto l'ambientazione che rende epica una storia d'amore ma lo sono i personaggi a prescindere. Può succedere a Milano, a Canicattì, può succedere ovunque, può essere ugualmente epico, e ho voluto, in un certo senso, percorrere anche visualmente alcune cose che vengono lì narrate, e il coinvolgimento quando lo descrivi è anche maggiore.

- Visto che per essere scrittori bisogna essere forti lettori, ci sono autori che ti hanno ispirata e a cui vuoi ispirarti per la tua crescita artistica?

Io sono una lettrice onnivora, nel senso che nasco come lettrice di classici da ragazza, sono stata una folle amante di Agatha Christie in lingua originale ai tempi del liceo. Al rosa sono arrivata tardi e per caso, per cui in realtà nel momento in cui ho iniziato a scrivere rosa non è che avessi un background da lettrice particolarmente dettagliato, però la necessità comica si sposava meglio col genere rispetto che con un giallo; poi il giallo richiedere necessità di programmare, dettagliare, che io sinceramente non ho per cui non mi sento portata; o meglio lo faccio nel corso della giornata che anche la sera, proprio non ce la faccio.
Leggo quasi esclusivamente in inglese ormai da un decennio e non ho proprio dei nomi sinceramente, anche a livello di carriera non sono informata sulle carriere altrui, per cui confesso che io vado avanti per la mia strada. Per me la scrittura è e rimane non una carriera ma una necessità di divertimento, di espressione personale che ho scoperto in maniera del tutto imprevista e che non sapevo neanche di avere, perché mi reputavo la persona meno creativa del globo, per cui vado avanti in questo modo.

- Che consiglio daresti alle scrittrici self?

Secondo me la cosa importante è prenderla in maniera spensierata, non caricare di eccessive aspettative il libro in sé e vivere l'esperienza nella maniera più semplice possibile, perché sennò dopo si crea un meccanismo un po' perverso. Anche, per esempio, la questione delle critiche, fa parte dei giochi, in qualsiasi campo, in qualsiasi settore bisogna accettarlo, farci il callo, si impara a farsi scivolare di dosso il tutto e vivere sereni e avere in mente il proprio obiettivo. Devi fare la cosa che ti fa stare bene, che ti fa sentir bene.
Per esempio io sono, un po' per mancanza di tempo, quasi del tutto assente dai social e robe simili, e personalmente la ricetta funziona, nel senso che certe volte troppe voci rischiano di confonderti. Quindi se tu hai in mente la tua riesci ad andare avanti per la tua strada meglio.

- Ti sei ritrovata in Maddison? Soprattutto per il discorso dell'altezza in un paese straniero dove forse l'altezza media si aggira intorno al metro e 60?

Ci sono delle cose del suo carattere che mi appartengono più rispetto ad altre protagoniste, però poi nella vita siamo diverse, chiaramente.
In famiglia da me sono tutti alti, quindi per me è la normalità; per cui certe volte, non so come ci si sente a essere molto petite, piccoline leggerine, non ci sono mai stata. Quindi nelle prime protagoniste, almeno a livello fisico, cercavo un po' più di immedesimazione ma solo per essere un po' più credibile. Per esempio in quest'ultimo romanzo tra Giada e Ariberto c'è una notevole differenza di altezza; lei è più minutina, mentre lui è una stanga!

- Sei stata a Seul? Perché la descrizione dei posti, quando Mark decide che Maddison deve anche fare un po' la turista in questo nuovo Paese, è talmente dettagliata che sembra proprio tu li abbia vissuti.


Ti dirò... non sono mai stata a Seul! Però ci voglio andare, devo convincere mio marito. Posso dire però che ho studiato parecchio. Pensa che nella versione self non era così dettagliata, ma nella versione pubblicata poi dalla Newton, ho preso una mappa di Seul versione gigante, e avevo tutti dei ritagli sulle zone, le fotografie, quindi è come se ci fossi stata!

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