lunedì 23 maggio 2022

L'ABUSO INVISIBILE di Federica D'ascani


“Ciao, sono Federica. Sono una editor di romanzi, una scrittrice, una moglie, una madre… e da un bel po’ di anni una membra onoraria del club “Sono scesa nell’inferno, sono risalita, mi sono sentita dire trecento volte che me la sono cercata perché sono sostanzialmente un’inetta, sto cercando ancora oggi di accettare tutto quello che mi è accaduto, perdonandomi di giorno in giorno, e a fronte di questo desidero fortemente mandare a quel paese chiunque dica che è stata colpa mia.”

Inizia così questo mio saggio/memoire. E sì, lo ammetto, il nome del club è un po’ altisonante… ma era meglio di qualcosa tipo: “Non giudicate, anche se ci siete passati. Che poi, se ci siete passati, non giudichereste mai, quindi…”. Perché sarebbe stato… com’è che dicono? Arrogante. Sì. Ma sentite cosa vi dico: ringraziate il cielo se non sapete, se tirate a indovinare, se cercate di “immedesimarvi”.

Se studiate in maniera forsennata e vi avvicinate del due percento alla realtà. Perché quella è brutale, inimmaginabile, quasi fantascientifica. Potreste non sapere, per esempio, che quando si parla di relazione tossica ci si riferisce letteralmente alle sostanze che gli ormoni rilasciano durante l’abuso, drogando la vittima a sua insaputa. Oppure che esistono vari tipi di soggetti abusanti, dallo psicopatico all’istrionico, dal narcisista al borderline. E che a seconda della persona in cui ci si imbatte, l’inferno può essere più o meno vicino e con dinamiche del tutto opposte l’una all’altra.

Per dirvene un’altra, sapevate che non è quello che io chiamo “Mr Poppante” a costringere la compagna ad allontanarsi da tutti, isolandola, ma che è la compagna stessa a volerlo perché indotta psicologicamente, e inconsapevolmente, a farlo? E che i narcisisti quando fanno sesso con qualcuno si stanno praticamente masturbando?

Dal momento che si continua a chiedere alle vittime: “Ma per quale motivo non lo hai lasciato subito?”, io ho deciso di rispondervi una volta per tutte. Spiegandovi perché è impossibile farlo.

Per chiunque.

#prodottofornitodaFedericaD'Ascani
#copiaomaggio
Questo libro è arrivato come un segno in un momento della mia vita in cui i segni hanno iniziato ad avere una certa importanza, a essere significativi, a insistere per non essere ignorati.
Ringrazio l'autrice per la copia ma soprattutto la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza, nuda e cruda e senza troppi giri di parole, su un tema così importante e delicato e troppo spesso sottovalutato: la violenza psicologica, quell'abuso invisibile, subdolo ma dannoso e invalidante al pari di quello fisico, con la differenza che non si percepisce, perché non lascia segni visibili e subito classificabili.

"Mr Poppante si nutre dei nostri sentimenti senza darne indietro, si alimenta di conflitti seri e corposi (nel momento in cui la sua partner si arrende, diventando il nulla pur di non soffrire e accontentarlo, erroneamente peraltro, lui perde interesse e cerca altro cibo altrove, alimentando quella gelosia di cui poi si servirà per uccidere a più riprese la stessa compagna), vive per essere idolatrato."



Una storia che non vuole avere valenza clinica, ma è una testimonianza di sofferenza, un modo per aiutare chi è vittima di questo abuso a riconoscere i famosi segnali, a capire che se ci troviamo in una certa situazione non è colpa nostra, che non siamo noi quelle sbagliate; una testimonianza che vuole essere di aiuto e sostegno, uno strumento di confronto e comprensione che vuole anche far luce su alcuni aspetti basati su elenchi e decaloghi che si trovano su internet che possono, in alcuni casi, risultare fuorvianti.

"NON È VERO CHE CHI FUGGE DALLA SOFFERENZA HA FALLITO."

Dal piccolo della mia per fortuna breve esperienza, posso dire che in 40 anni di vita non avevo mai saputo dell'esistenza di alcuni particolari disturbi della personalità legati all'abuso psicologico. Finché, proprio per una serie di segnali luminosi a caratteri cubitali, mi sono ritrovata risucchiata in una spirale fatta di ansie, angoscia, in cui il seme del dubbio non ha fatto altro che germogliare in me. Mi sono documentata tantissimo e così ho scoperto l'esistenza di parole come "gaslighting", "ghosting", "future fake", "love bombing" (tutte tecniche manipolative), mi sono imbattuta nei famosi elenchi di cose che le personalità abusanti perpetrano sulle loro vittime e sono giunta a una conclusione. Il narcisista patologico o il manipolatore affettivo, vampiri energetici ed emozionali, non per forza presentano tutti gli stessi tratti e soprattutto va tenuto conto della persona con cui si rapportano e dal contesto in cui la relazione si sviluppa. Ma i segnali ci sono, ci sono sempre e fin da subito. E non è facile per la vittima riconoscerli, non è facile "smettere quando si vuole" e soprattutto non è facile nemmeno affrontare le persone esterne che cercano solo di aiutare a razionalizzare, a capire e a uscire dalla tossicità della situazione. Perché piano piano vedono la vittima spegnersi, perdere di vista le sue priorità, superare i limiti. Ma in quel momento vengono essi stessi demonizzati come ostacoli alla felicità che la vittima merita e che attende, perché le è stato promesso. Ma che non arriverà mai. Ma una cosa prima o poi arriva. Ed è un click, un crash, un boom, una sorta di strappo, di rottura interiore e che fa male.

"Per questo, una cosa di cui sono sempre stata convinta e che ho compreso appena ho sentito il mio click mentale, è che non è possibile fare molto se non è la persona interessata a sentire qualcosa cambiare in lei."



Consiglio la lettura a chi ha vissuto un'esperienza simile ma anche e soprattutto a chi è vicino alle vittime di questo tipo di abuso. Perché è importante riconoscerlo, sapere come funziona ed essere consapevoli che si può combattere e uscirne.



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