

Odessa è la figlia del Re d’Oro. Una principessa del Quentis… quella sbagliata. Senza gloria né potere, è abituata a vivere nell’ombra, a obbedire e a sopportare il destino che gli altri hanno scelto per lei. Fino al giorno in cui il principe del Turah, un leggendario cacciatore di mostri, arriva sulle coste del Quentis e… decide che è Odessa la sposa che desidera e porterà con sé nel suo regno, non la sorella. Una principessa è ciò che gli spetta per onorare l’antico trattato che suggella con il sangue una indissolubile alleanza tra regni… e non importa che sia la principessa sbagliata, Odessa ancora una volta deve piegarsi. Ad accompagnare il Principe c’è anche il Guardiano, un guerriero violento, un assassino, forse il Dio stesso degli Inferi. Nonostante l’uomo disprezzi Odessa e lei stessa ricambi il sentimento, sarà il Guardiano a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah, mentre lei cercherà di capire quale sarà il suo nuovo ruolo: regina per suo marito, spia per suo padre, vittima sacrificale per il suo popolo. Ma cosa succederebbe se la principessa Odessa decidesse di deludere le aspettative del padre, del futuro marito e del Guardiano che la segue a ogni passo? Se imparasse che la vera forza non è essere la pedina che gli altri pretendono che lei sia, ma abbracciare la regina che è destinata a diventare? In un mondo governato dagli Dei e dai mostri le insidie sono in agguato, ma Odessa scoprirà la verità: le bestie più pericolose sono quelle che stringono l’elsa di una spada e tramano nell’ombra.
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Non posso ancora affermare con certezza che sia il miglior libro del mio 2026, ma posso dire senza dubbio che, dal primo gennaio a oggi, è il migliore. Non era un titolo a me sconosciuto e speravo con tutto il cuore che venisse tradotto in italiano. Mi sono spoilerata alcune cose? Sì. Questo mi ha impedito di leggerlo? No. Per quanto mi riguarda, Devney sembra nata per scrivere romantasy. Ho letto quasi tutti i suoi libri tradotti in Italia, ma questo… questo è qualcosa di inimitabile, profondamente coinvolgente. A fine lettura sono rimasta così ossessionata da avere difficoltà a iniziare un altro libro, mentre leggevo cercavo fan edit. Per questo romantasy mi sono sentita completamente assorbita: era come se fossi parte anch’io della storia, come se fossi Odessa.
Un’amica mi ha chiesto di parlarle di Shield of Sparrows, ma mi sono resa conto di non riuscire a trovare le parole giuste. Quando un libro del genere riesce a catturarmi così profondamente, mi viene spontaneo descriverlo solo con parole come: wow, indescrivibile, meraviglioso, epico, per non rovinare la magia, le sensazioni che mi ha fatto provare. Ho adorato ogni cosa: la storia, il mondo, i protagonisti, la tensione che cresce lentamente, i colpi di scena. Ho amato tutto. Assolutamente tutto.
Ti ritroverò, qui o lassù, tra le Ombre.
Sei la Sparrow. Sei mia moglie. Sei la futura regina del Turah.
I protagonisti sono Odessa, figlia del Re d’Oro, e Ransom, che tutti conoscono come il Guardiano. Odessa Cross ha ventitré anni: è giovane, determinata, coraggiosa, bellissima. Eppure, per molto tempo, è stata quella che restava sullo sfondo. La figlia maggiore. La sorellastra. Quella che accetta che le vengano tinti i capelli, che cerca sempre di apparire in un certo modo per compiacere gli altri, quella che nasconde un medaglione. Quella che spesso guardava la sorella allenarsi per diventare regina. Ma quando è sola, è anche capace di gettarsi nelle acque da una scogliera. E in quel gesto si sente viva.
Ransom Wolfe, invece… il Guardiano è presenza. È silenzi, sguardi che dicono tutto. È il classico personaggio che sembra inavvicinabile, ma che sotto la superficie nasconde molto più di quanto voglia lasciar vedere. Il romanzo, interamente narrato dal punto di vista di Odessa (tranne alla fine, quando cambia prospettiva), si apre con l’arrivo del principe del Turah, dei suoi uomini e del Guardiano. Il "principe" è noto per la sua spietatezza verso i mostri che popolano i regni e che stanno devastando ogni cosa. Odessa non ha idea di come finirà quella giornata, ma alla fine, si ritroverà sposata, per via di un trattato che non si può spezzare. Un’unione che nessuno aveva previsto almeno non lei al posto di sua sorella… eppure il destino ha deciso di metterci lo zampino. Scombinando così i piani del Re d'Oro... Odessa ora ha una missione per conto del padre, spiare i turaniani, scoprire i loro piani e uccidere il Guardiano. Nonostante il Guardiano e Odessa si disprezzino, sarà proprio lui a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah... anche perché l'uomo che lei ha sposato si è dileguato alla svelta. E sarà sempre il Guardiano che le insegnerà a combattere, le darà un pugnale, si avvicinerà, sarà lui in tante cose.
Tra battute pungenti, sguardi che parlano più di gesti o parole, mostri da sconfiggere e verità nascoste… questo libro merita tutto l’hype che lo sta accompagnando in questi giorni. Forse alcune cose sono un po’ prevedibili, forse in certi momenti la narrazione rallenta, ma la combo di matrimonio combinato, identità nascosta e slow burn funziona alla grande.
Il finale? Non ho lanciato il mio dispositivo — che tra l’altro mi è costato caro — ma percepitemi come Ransom.
Shield of Sparrows di Devney Perry è un viaggio indescrivibile, epico, inimitabile, che ti cattura dal titolo fino all’ultima pagina. E dato che il prossimo volume, Rites of the Starling, si cita che sarà presto in libreria… ok, ma quanto è presto? Perché già sto contando i giorni!
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