lunedì 12 ottobre 2026

DAYBREAK di Autumn Woods



Ophelia è arrivata all’Università di Sorrowsong con una missione: distruggere Cain Corbeau-Green. Ma quando conosce Alex, il figlio del suo nemico – fragile e feroce, brillante e tormentato – tutto cambia. Innamorarsi di lui è insieme la sua salvezza e la sua rovina. Poi arriva un tradimento impensabile. Uno di quelli che spazzano via ogni certezza e che segna la fine di tutto. Costretto a tornare a New York, Alex tenta di seppellire ciò che prova per Ophelia e di salvare il suo impero. Ophelia, invece, resta sola nelle Highlands scozzesi, smarrita, ferita, e con la sensazione crescente di essere osservata. Un persecutore anonimo inizia a tormentarla, minacciando di rivelare prove capaci di incastrarli entrambi per un omicidio avvenuto al campus. Per salvarsi, dovranno fare ciò che temono di più: ritrovarsi. Unire le forze. Affrontare verità che li hanno distrutti una volta. Il loro amore sarà abbastanza forte da proteggerli? Oppure sarà proprio il passato che li lega a diventare la loro minaccia più grande?

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La prima cosa che ho pensato mentre leggevo il secondo volume di questa dilogia è stata: Alex Corbeau Green, l'uomo che sei. Ammetto che nel primo volume Alex mi aveva fatta sentire letteralmente al settimo cielo. Era uno di quei protagonisti che riescono a conquistarti pagina dopo pagina. In Daybreak, invece, il mio rapporto con lui è stato molto più altalenante. Per buona parte del romanzo mi è sembrato quasi un personaggio diverso: più morbido, più bravo ragazzo. L'Alex che conoscevo sembrava facesse ritorno solo nelle scene spicy.

A soli ventitré anni, Alex si ritrova sulle spalle un peso enorme. Dopo la misteriosa scomparsa del padre, deve prendere le redini dell'impero di famiglia, la Green, cercando di impedirne il crollo, mentre allo stesso tempo si prende cura delle sorelline e di una madre profondamente provata dalla malattia e dal dolore. Come se non bastasse, deve convivere con un'altra verità difficile da accettare: suo padre è anche il principale responsabile della sofferenza della donna che ama.

Devastato dal tradimento di Ophelia Winters e convinto che l'unico modo per andare avanti sia dimenticarla, Alex torna a New York deciso a ricostruire la propria vita e salvare l'azienda di famiglia. Il problema è che lasciarsi Ophelia alle spalle è molto più facile a dirsi che a farsi. Lei continua a occupare ogni suo pensiero, diventando una presenza costante, anche quando lui cerca disperatamente di convincersi del contrario.

È tutto, è ovunque. L’occhio del ciclone, la quiete nel caos. Il piacere in una vita trascorsa nel dolore. Nessuno dei due riesce a fare piano. Io grido il suo nome, lui sussurra un grazie con voce rotta, come se stesse affogando da settimane e finalmente qualcuno gli avesse lanciato un salvagente.


«Sei la decisione più semplice che abbia mai preso».
«Meriti di meglio».
«Ci meritiamo l’un l’altra».
«Sono insipida e banale».
«Tu sei tutti i colori che mi sono sempre mancati».

Ophelia, invece, è rimasta nelle Highlands, a Sorrowsong. Qui cerca di sopravvivere alla solitudine, ai sensi di colpa e al tormento che la accompagnano dopo gli eventi del primo libro. Mentre tenta di rimettere insieme i pezzi della sua vita, qualcuno inizia a perseguitarla. Un misterioso ricattatore sembra conoscere tutti i suoi segreti e possiede prove che potrebbero incriminare sia lei sia Alex.

Questo secondo volume è molto più incentrato sulle conseguenze delle scelte compiute nel primo libro. Se Nightshade raccontava la nascita di un amore tra due nemici, Daybreak mette alla prova quel sentimento. Alex e Ophelia sono due persone profondamente ferite, spezzate dagli eventi e incapaci di fidarsi davvero l'uno dell'altra. Entrambi dovranno fare i conti con il passato, affrontare i propri errori e decidere se vale la pena lottare ancora per ciò che provano.

La loro relazione è fatta di rabbia, dolore, nostalgia e desiderio. È un continuo tira e molla che, a tratti, mi ha esasperata un po'. Ma si lascia leggere.



 


 

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